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forzaroma news as roma Sandreani ricorda: “Liedholm mi disse: ‘Ragazzo, ora marchi Pelé’. Mi giocavo tutto”

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Sandreani ricorda: “Liedholm mi disse: ‘Ragazzo, ora marchi Pelé’. Mi giocavo tutto”

Sandreani ricorda: “Liedholm mi disse: ‘Ragazzo, ora marchi Pelé’. Mi giocavo tutto” - immagine 1
Le sue parole: "Feci con O Rei più o meno quello che anni dopo fece Gentile con Maradona. Riuscii a scambiare la maglia con lui. Anzi no, gliela tirai via dalle mani"
Redazione

Mauro Sandreani, ex difensore della Roma tra il 1974 e il 1977, oggi collaboratore tecnico di Antonio Conte al Napoli, ha rilasciato un'intervista a Il Corriere della Sera ricordando quando, esattamente cinquant'anni fa, "strappò" la maglia a Pelè al termine dell'amichevole all'Olimpico contro i New York Cosmos. "Ricordo tutto di quella sera - racconta Sandreani-. E si, ok, il mito andava visto. Ma andava pure marcato eh. Iniziai in panchina, non ero un titolare di quella Roma, Poi, l'imprevisto. Si fa male Morini. Rientriamo negli spogliatoi all'intervallo, Liedholm con quel modo tutto suo mi si avvicina e con voce bassa mi fa "ragazzo, adesso lo marchi tu quello lì, ok?". Non ebbi il tempo di capire. Andò alla grande. Per me non era un'amichevole. lo mi giocavo tutto, non avevo voglia di brutte figure. Pelé lo capi subito, non era serata di spettacolo, di tocchi e di tacchi. Vincemmo 3-1, non ci fu partita. Gli arrivarono pochi palloni, non fece granché. Però è li che vedi il campione. Si adattò al tipo di match. Parlava tantissimo con i compagni in campo, che non avevano grandi qualità, un allenatore in campo. Per tutto il tempo ripeteva ai suoi "easy, easy, easy", come a spiegare "giocate facile, facile". In Italia non erano mica gli anni della marcatura a zona, neppure per un'avanguardista come Liedholm. Feci con O Rei più o meno quello che anni dopo fece Gentile con Maradona. A fine partita Pelé fu travolto, c'era chiunque in campo. L'occasione non poteva sfuggirmi. E riuscii a scambiare la maglia con lui. Anzi no, gliela tirai via dalle mani. Era frastornato, non capiva nulla. Presi la sua da una mano e nell'altra consegnai la mia. Ero troppo felice. Tornai negli spogliatoi, Liedholm mi disse sorridendo: "Lo sapevo che lo avresti marcato bene". La maglia l'ho tenuta per anni, poi la diedi in beneficenza, non so che fine abbia fatto".