Sabatini: “Sbalordito dalla rivoluzione culturale di Spalletti. Il mio addio? Ho chiesto a Pallotta di anticipare la fine”

Le parole del direttore sportivo giallorosso al termine del match tra Roma e Inter

di Redazione, @forzaroma

Al termine del match pareggiato per 1 a 1 tra Roma e Inter, è intervenuto ai microfoni dei giornalisti direttore sportivo giallorosso, Walter Sabatini.

SABATINI A ROMA TV

Oggi l’Inter ci ha messo in difficoltà.
Io trovo sia stata una grandissima partita di entrambe le squadre. La Roma ha avuto reazione potente, virile, convinta. Difficile recuperare dopo il loro gol, sono forti e coriacei, soddisfattissimo del risultato venuto da una reazione reale, tecnica ed emotiva.

Quanto sta cambiando la Roma tramite i comportamenti interni e non solo?
Spalletti sta facendo una rivoluzione culturale. Presta attenzione al suo linguaggio e a quello di tutti, di non accettare passivamente un ruolo affibbiato da altri ma con il quale conviviamo, cioè che la Roma non può vincere. Lui va contro, forgia un’idea nuova, diversa, fatta non da parole o teoremi ma da comportamenti, solidarietà. L’allenatore sta andando oltre il suo mandato per soddisfazione di tutti. Il messaggio che cerca di far passare è verso tutta la comunità sportiva. Sono sbalordito di questa battaglia della qualità di Spalletti, che poi mette in campo metodi, idee, forza. Il campo si racconta da solo, basta vedere la partita di oggi. C’è un comandante che indica una direzione che i ragazzi seguono.

Sulle sue dichiarazioni riguardo le dimissioni?
Ho sentito dire cose strane in questi giorni, cioè che siamo in una fase di transazione. Non c’è trattativa tra me e Pallotta, c’è sintonia anche nelle cose da non celebrare. Ho chiesto a fine mercato di anticipare la scadenza al 2016, per adesso il presidente sembra di aver accettato, ma noi siamo in totale sintonia. Non voglio che questo sia l’argomento principale, mancherei di rispetto a tutti. Questo è un non argomento, avverrà nei prossimi mesi ma pensiamo ad adesso. Il mio futuro è roseo, perché domani tornerò a Trigoria. Io penso per settimane, non anni. Abbiamo un obiettivo, dobbiamo centrarlo. Ci riusciremo.

La Roma sta cambiando.
A volte ci si siede su idee altrui non di altri, ma a volte anche noi siamo contaminati da questa impotenza. Questo va rimosso subito ma non servono sermoni, ma comportamenti. Spalletti li esige e li mette in campo lui col suo staff facendo da esempio. Sosteniamolo, ci renderà forti e competitivi sempre, per esserlo bisogna forgiare e costruire un’idea diversa.

Mercato di gennaio assolutamente decisivo. El Shaarawy torna in Nazionale ed è sintomo della bontà del suo lavoro. Che voto dà al suo lavoro?
No il voto lo date voi. Su Stephan io e Luciano abbiamo discusso di lui e abbiamo deciso di puntare sul giocatore di due anni fa, ci siamo dimenticati gli ultimi due. Io addirittura mi sono ricordato di quando lo vidi in un Palermo-Genoa Primavera, sette o otto anni fa. I ragazzi hanno le loro qualità, hanno avuto la fortuna di esser stati cooptati dall’ambiente tecnico che li ha accolti.

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