Sabatini: “Pensiamo anche a Montella, ha già fatto bene a Roma. Meglio però non sparare nomi”

di Redazione, @forzaroma

Ecco le parole di Walter Sabatini ai microfoni di Mediaset,Sky, Roma Channel al termine di Cesena-Roma 2-3.

SABATINI A MEDIASET

Cominciato il dopo Luis Enrique. La scelta dell’allenatore di non presentarsi in sala stampa a cosa è dovuta?
“Non credo che la partita fosse così interessante da essere commentata, Luis ha già detto tutto”.

Il nome forte è Montella. E’ in pole?
“E’ un allenatore al quale pensiamo, ha già fatto bene a Roma, ancor meglio a Catania. Ma ha un contratto, vedremo quello che succederà. Chiederemo la disponibilità al Catania per poterci parlare”.

Bielsa è un nome o bisogna andare sul sicuro?
“Non è un problema di passaporto o lingua. E’ una scelta che vogliamo fare con tranquillità, faremo le cose giuste nel rispetto delle nostre esigenze”.

Perché Luis è voluto andar via?
“Era molto stanco e molto provato, forse si aspettava che fosse un’esperienza con meno difficoltà. Ha dato tutto, non è stato totalmente soddisfatto dai risultati. E’ una sua scelta spontanea e di vita”

Voi l’avete difeso, anche i giocatori. Ha sofferto la pressione della stampa?
“Certamente ci sono state situazioni difficili da affrontare sul piano mediatico, anche per noi. La stagione è stata difficile. Ma non credo sia stata questa la cosa decisiva. Mi fido di quel che ci dice in privato, voleva tornare in famiglia e staccare la spina. Nella Roma non si può staccar la spina. Ho capito lo stato d’animo di Luis e lo abbiamo rispettato”.

 

SABATINI A SKY

Borini in nazionale
Siamo contenti. Borini si aspetta sempre tutto, non sarebbe arrivato fino a questi livelli se non fosse cosi

Osvaldo?
Sarà sicuramente dispiaciuto per la mancata convocazione ma non ci ho ancora parlato

De Rossi ha detto che ci vuole organizzazione, soldi, e di essere svelti
Ci dà stimolo. Lo voglio tranquillizzare, faremo le cose al meglio e subito. Dobbiamo capire qual è il vero valore della Roma e dove abbiamo sbagliato qualcosa. La Roma vale di piu della posizione dove è adesso

Domani si farà il nome dell’allenatore?
Non credo, faremo tutto in massimo 10 giorni.

Perché la Roma non ci ha creduto nel girone di ritorno?
Non ho la spiegazione. Ma credo che questa squadra non ha creduto in se stessa. Il piu grande errore è stato fatto collettivamente. Credevamo che il vero valore della Roma era quello che si era visto a Bologna. Poi ci siamo smarriti. Dobbiamo isolare i problemi e ricominciare. Questo è piu importante degli acquisti e del nuovo allenatore

 

SABATINI A ROMA CHANNEL

Non è così sicuro l’arrivo di Montella?
Siamo in una fase in cui è bene non sparare fuori nomi. Ci sono tante candidature, tra le quali ci sta anche quella di Montella che un allenatore sotto contratto. Prenderemo tutto il tempo che ci serve per capire le caratteristiche degli allenatori che stiamo valutando

Tra le caratteristiche ci sarà uno che renderà la Roma propositiva?
Noi non vogliamo disperdere quello che è stato fatto in quest’anno. Non è stato un fallimento, è stata una stagione altalenante, e messo in campo molte qualità e strategie. L’allenatore che verrà dovrà tenere presente quello che è stato fatto quest’anno che se non è riconosciuto o non è riconosciuto subito

Forse oggi ha avuto un po’ di rammarico Luis Enrique?
C’è in corso una sorta di pensiero di demolizione di questo gruppo di calciatori, non devo difendere il mio lavoro ma difendo i miei calciatori contro i quali si è esercitata una rabbia di cui non hanno bisogno. Questa società deve difendere i propri calciatori ma non come dei Santi ma sapendo quello che possono fare. Una stagione poco esaltante può far insorgere cattivi pensieri, la squadra non ha espresso se stessa ma dobbiamo preservare la credibilità di questo gruppo. La squadra esiste già, va corretta ed allenata. Un conto è giudicare una prestazione un conto è gettare in un contesti di mediocrità tutto quello che si muove con la maglia della Roma addosso, non deve succedere e se succede noi ci difenderemo.

C’è il timore che questo gruppo possa sentirsi orfano di Luis Enrique?
Non ho questa paura, solo un filo di timore, ma è una pretesa che i calciatori preservino quella che è stata la proposta dell’ambiente. Io non sono preoccupato, auspico che i calciatori mantengano dentro di loro quello che è stato assimilato quest’anno.

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