Sabatini: “Il mercato è in fase embrionale. Prenderemo un portiere e giocatori forti e competitivi”

di finconsadmin

Walter Sabatini ha rilasciato alcune dichiarazioni nel pomeriggio di mercoledì ai microfoni di Radio Radio. Il neo ds giallorosso ha parlato di Luis Enrique: “E’ un personaggio che catalizza entusiasmo, ne ha moltissimo lui. I ragazzi saranno incuriositi e stimolati”.

Considera una vittoria la situazione legata a De Rossi e una sconfitta il caso Vucinic?
“No, per ora siamo zero a zero. Stiamo parlando, faremo le cose al meglio. Non registro né trionfi né insuccessi, siamo in una fase interlocutoria. Daremo corpo alle nostre idee e stiamo già trovando collaborazione. Sono fiducioso”.

 

La Roma avrà risorse limitate, magre, sufficienti da spendere? Si parla di 40 milioni di base più eventuali cessioni.
“Ribadisco quanto detto in conferenza stampa. DiBenedetto non mi ha mai detto ‘non spendiamo più di tanto’, ma mi ha detto di far calcio. A volte devo essere attento al mio linguaggio, uso espressioni che vengono travisate. Nessuno mi ha detto ‘non ci sono soldi’, bensì ‘facciamo la squadra’. Quel che intendevo dire è che pur mettendo sul piatto un budget importante, con l’acquisto di un solo grande giocatore si rischia di consumare tutto. Il mercato vive di mosse in entrata e in uscita, speriamo di fare le mosse giuste”.

Il nome più vicino alla Roma?
“Non posso dirlo”.

Diciamo Alvarez.
“Ci sono giocatori più vicini, altri lontanissimi. In questo momento ci sono tanti nomi”.

Quelli più vicini?
” Ci sono tante situazioni, anche nuove, proposte da Luis Enrique. Il nostro mercato è in fase embrionale, di studio. Nei prossimi giorni diventeremo operativi”.

Ha parlato di Borriello come un problema, poi ha rettificato. Com’è la situazione?
“C’è stata una traduzione tossica del mio concetto. Il problema di Borriello è la sua forza, lui spera di avere molto spazio e per questo ci dovremo capire prima. Ma il ragazzo è intelligente e ci capiremo”.

Cos’è rimasto del ragazzo che una quarantina d’anni fa giocava nella Roma?
“Sono un pochino più giudizioso”.

Che mosse avete in mente per questa squadra? Inserirete 4-5 titolari? E’ il problema portiere?
“Prenderemo un portiere, faremo la scelta migliore in relazione a ciò che offrirà il mercato. “Cercherò di capire cos’è successo in questi anni in riferimento ai portieri, poiché non deve ripetersi in futuro. Sulle scelte che faremo non mi allontano dal concetto che ho sempre espresso. Prenderemo giocatori forti e competitivi. Quando ho parlato di squadra sclerotizzata mi riferivo alla staticità dei ruoli. L’organico deve proporre grattacapi all’allenatore”.

Basteranno 4 o 5 giocatori per creare una nuova dinamica e ‘svegliare’ un po’ la squadra?
“Possono bastare, ma siamo all’inizio di una storia, non a metà. Entriamo adesso, ho rispetto di questa squadra e di quello che ha fatto. Non siamo di fronte ad un gruppo totalmente deficitario da dover esser ripensato in toto. La Roma già così com’è è molto forte”.

Pizarro è stato quasi dimenticato. Il suo modo di giocare in questi anni è stato fondamentale, voi come lo vedete?
“Pizarro ha fatto benissimo qui, spero possa continuare. Non ho avuto contatti con lui, ma il suo linguaggio ci piace. Ha una responsabilità individuale che spero possa contagiare il resto dello spogliatoio”.

Un portiere, un esterno difensivo, un centrale, due centrocampisti e un attaccante. Sono questi i vostri obiettivi?
“Può darsi che prenderemo anche due attaccanti, con caratteristiche diverse. Oggi è difficile dirlo, faremo il tutto valutando le entrate e le uscite”.

Si è parlato di modello Arsenal, poi Fiorentino parlò anche di nuova Roma con campioni. Qual’è la situazione?
“Vorrei evitare di evocare sempre modelli, saremo noi stessi. Chi ha detto certe cose si assuma la responsabilità, può darsi siano corretti entrambi i concetti. Quando l’Udinese ha preso Sanchez non credeva di aver preso un grande campione. Le parole spese sono state spese in questa direzione”.

Non arriveranno però campioni affermati.
“Già sono presenti nella Roma”.

Te la senti di puntare su un giocatore che nell’ultimo anno è stato nell’ombra. Ad esempio Menez?
“Ci sono tanti giocatori forti, per me è difficile individuare un nome su cui puntare. Punto su tutti. Menez è un talento incredibile, dobbiamo capirlo un pochino meglio. Ha detto delle cose, forse ne pensa delle altre. Per la caratura che esprime potrebbe essere un giocatore esplodente”.

Avete bisogno della complicità della piazza. Forse è più corretto dire che per vincere serve tempo. Roma deve cambiare mentalità in questo senso? “Chiedere tempo non significa rinunciare, ma adottare la giusta prudenza. Non è giusto far proclami, vorremmo tutto e subito ma siamo agli inizi e dobbiamo capire quel che succederà. Chiedo la complicità della gente, devono sostenere il nuovo gruppo e le nostre idee”.

Tutta la verità su Pastore. Il suo agente Simonian ha parlato di Roma quale possibilità concreta. Il Chelsea di fronte ad una richiesta di 50 milioni ha detto ‘No grazie’.
“Valgono le ultime parole. 50 milioni? No grazie. Per questa cifra Pastore non verrà, non credo che Zamparini abbassi le pretese perché lui sente Pastore come la sintesi dei suoi 30 anni di vita nel calcio. Per trattenerlo vorrà combattere.

Ci saranno anche giocatori d’esperienza nella nuova Roma?
“Forse si, anche se la Roma ha già campioni e giocatori d’esperienza. Potremmo fare scelte diverse”.

Perchè molti giocatori vogliono andar via?
“Non ho visto questa voglia di diaspora. Vucinic ha dei turbamenti ma non è escluso che torni sui suoi passi. Se qualcuno ce l’ha chiesto? Lo vogliono tutti, ma hanno avuto il buon gusto di non chiedercelo”.

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