Sabatini: “Dzeko umiliato, Fonseca gli restituisca la fascia di capitano”

Il coordinatore dell’area tecnica del Bologna, in passato direttore sportivo del club giallorosso: “Basta storielle, ora si devono vincere le partite. La Roma è stata la cosa più importante della mia vita. Nainggolan un poco di buono, ma mi faceva emozionare”

di Redazione, @forzaroma

Walter Sabatini, attuale coordinatore dell’area tecnica del Bologna ed ex direttore sportivo della Roma, ha parlato nel corso della trasmissione televisiva Al Circo Massimo di vari temi d’attualità calcistica, dedicando particolare attenzione al momento che sta attraversando il club giallorosso. Queste le sue parole:

Conosce Tiago Pinto? Le sembra l’uomo giusto per la Roma?
Non lo conosco, non ho avuto la possibilità di confrontarmi con lui. Se lo hanno scelto devo pensare di sì, il calcio ormai cerca personaggi e dirigenti che riferiscono riguardo scouting, algoritmi e analisi circostanziate dal punto di vista dell’osservazione e delle statistiche. Lui vuole fare il direttore sportivo e tanto altro, non lo ha mai fatto e vuole cominciare a farlo qua alla Roma: augurategli tanta fortuna, così come faccio io in questo momento.

Software e statistiche permettono di trovare giocatori importanti?
Permettono di evitare di prendere delle toppe. Un giocatore però va annusato, va sentito quando viene visto giocare e vanno osservati comportamenti e risposte tecniche. Non sono un grande fan delle statistiche, sono utili se associate all’occhio e alla sensibilità.

La Roma ha il dolore della sconfitta secondo lei? Perché non vince contro le grandi?
Vedo spesso giocare la Roma e mi sembra molto ben organizzata, con idee chiare e tanti buonissimi giocatori. I calciatori che ha la Roma li hanno in pochi in Italia, e non penso solo a Mkhitaryan o Zaniolo: Villar mi ha impressionato, può diventare un playmaker di livello internazionale. Il club sta lavorando bene e si vede la mano dell’allenatore, quello di Fonseca non è un calcio votato alla sconfitta: è vero che a volte la finalizzazione è un po’ pigra, ma i giallorossi propongono un gioco molto importante. Uno come Mkhitaryan vale il 70% della serie A italiana.

Che idea si è fatto del caso Dzeko?
Alcune cose successe nella Roma non mi sono piaciute. Dzeko è un professionista di livello eccezionale e di grande educazione, non sarebbe mai in grado di creare problemi. Non è giusta una conseguenza così importante per un diverbio di spogliatoio, la Roma lo ha ceduto 4 volte in 2 anni e lui è sempre voluto rimanere. A cosa tende questa autodistruzione dell’ambiente per la presa di posizione di un allenatore? Fonseca lo avrà fatto per aumentare il suo carisma nello spogliatoio. Sarà bene che tutto torni alla normalità, la Roma ha obiettivi importanti da perseguire. Conosco lo spogliatoio, so che non può essere successo niente di così grave da permettere a Dzeko di destabilizzarlo: ha subito un’umiliazione importante, gli servono 20 giorni per tornare a regime, è inutile che i tifosi si chiedano se ancora lotta per la causa. Gli si ridia la fascia, non si degrada un capitano a meno che non abbia commesso un omicidio.

Perché la Roma non ha puntato su Ricky Massara?
Ha sbagliato, ha lasciato andare via un ragazzo di grande cultura e impegno incessante per il club. Massara arrivava alle 7.30 e andava via a notte inoltrata, la Roma ha fatto uno sbaglio esiziale. So che non è stato confermato perché ha tentato di difendere la figura di Monchi, l’uomo che oltre agli errori ha portato Zaniolo qui. Schierarsi con lui è stato letale. Parliamo di una vicenda piuttosto squallida, Massara è il Salah dei dirigenti e mi da gioie quotidiane. Spero che vinca.

Conosce i Friedkin?
Non conosco i Friedkin e non ho avuto contatti, non so bene che calcio pensano. Mi sembra sia gente che sa quello che vuole e che ha i propri sistemi. Si può vincere e credo vogliano creare i presupposti per raggiungere dei successi.

Saresti tornato alla Roma?
Sono e resto impegnato con il Bologna, ma…

Sulla rosa della Roma
Sarei orgoglioso dei giocatori che ha questa Roma, tanti sono giovani. I difensori e Villar mi piacciono, anche Carles Perez ha colpi: deve entrare di più nella partita. Vedo un grande futuro per la Roma, non deve fare i capricci e deve rimettere a posto il capitano, che per me resta Dzeko. Il quarto posto non sarà facile da raggiungere, se devo combattere per la Champions non si può non puntare sul bosniaco. Chi prenderei dal Bologna fossi alla Roma? Ce ne sono tanti. Tomiyasu lo prenderebbero in molti, ma la Roma non è interessata. Abbiamo 4 giocatori che potrebbero piacere a chiunque.

Su Pastore
Pastore al netto dei guai fisici è l’incanto del calcio. Spero torni a giocare, ma quando un giocatore perde anni di attività è impensabile che possa tornare ad alti livelli. Mi dispiace enormemente per lui, avrebbe potuto deliziare i tifosi della Roma. E’ una sciagura, Roma ha questa sfiga che la porta a perdere sempre i giocatori di grande importanza. Servirebbe qualche rito propiziatorio.

Su Fonseca
E’ un bravo allenatore, ma deve smetterla di fare il kapò. Sul campo lo vedo davvero bene, un dirigente mi chiese se fosse il caso di presentarlo alla Roma e io spesi ottime parole per lui. Adesso bisogna vincere le partite, basta storielle.

Sei stato contento quando Pallotta ha venduto la Roma? 
Sì.

A chi manca la Roma, a lei o a Baldissoni?
A me, ma non posso dirlo perciò dico a Mauro.

Sulla sua esperienza da direttore sportivo della Roma
Ogni cosa che facevo la facevo con la consapevolezza di essere il direttore sportivo della Roma, questo club è stata la cosa più bella della mia vita. La mia operazione migliore? Dal punto di vista finanziario Alisson, è arrivato per 7 milioni, ha fatto un anno da dodicesimo ed era arrabbiatissimo con me, poi è decollato come è giusto che fosse. Il mio più grande rimpianto? Non riuscire a prendere Mkhitaryan quando era ancora allo Shakhtar Donetsk. Avevo anche preso Cuadrado, ma non voglio parlarne: dovrei denunciare un allenatore per questo, non lo farò mai.

Ha la sensazione di essere più amato a Roma da quando se ne è andato?
Forse sì, ma non ne ho la consapevolezza assoluta. Ogni tanto sento apprezzamenti estemporanei che mi danno un riconoscimento postumo.

Su Strootman e Nainggolan
Sono felicissimo per il ritorno di Kevin, glielo ho anche scritto, è una gioia immensa ma anche un dolore grande. Non lo ho trattato con il Bologna. Nainggolan è un poco di buono, mai ha voluto riconoscere a me una parte della sua felicità o della sua storia. Ho un affetto straordinario per lui, lo ho anche abbracciato quando era sudato ed è una cosa che non farei neanche con mio figlio, ma resta un poco di buono. Lo chiamavo di notte quando ero qui a Roma, mi giurava e spergiurava di essere a letto: un vero bugiardo, era sempre in giro. E’ ignobile per un professionista farsi riprendere ubriaco fuori da una discoteca, ma gli hai voluto un bene sportivo eccezionale, mi faceva emozionare con le sue scivolate. Quando arrivò a gennaio mi sembrava di aver fatto il colpo della vita, pensavo di aver preso il colpo di genialità tecnico-tattica che ci mancava. Si è messo da subito la maglia addosso.

L’infortunio di Strootman ha privato la Roma di un trofeo?
Pensi bene, con Strootman al 100% fino alla fine avremmo vinto.

 

 

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  1. cpg35600 - 2 settimane fa

    Articolo stupendo: ancora una volta complimenti alla redazione!

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