Sabatini: “A Gerson ho spedito io la maglia numero 10. L’ho fatto per stimolarlo a venire da noi”

“Nell’immaginario dei nostri tifosi dobbiamo trovare qualcuno che sostituisca Totti, a prescindere dal ruolo e dalle caratteristiche. E’ un argomento che ho usato per stimolare questo ragazzo e per farlo gli ho spedito la maglia numero 10”

di Redazione, @forzaroma

Il direttore sportivo della Roma, Walter Sabatini, è intervenuto ai microfoni dell’emittente radiofonica “Roma Radio”. Queste le sue parole in merito alle polemiche scaturite ieri riguardo la foto postata dal nuovo acquisto Gerson con una maglia della Roma contenente il suo nome e il numero 10 di Totti.

“Bisogna prendere atto di una cosa disgustosa successa nei riguardi di un ragazzino inconsapevole e di soli 18 anni. Vorrei spiegare perché questo ragazzino, che in futuro potrebbe essere incidentalmente pensato un grande giocatore, aveva la 10 in mano in una foto: quando io ho cercato di fare questa trattativa e la Roma ha cercato di inserirsi per questo ragazzo, ho dovuto usare degli argomenti. Tra gli argomenti reali e veri, perchè io non racconto menzogne ai giocatori, ho detto che tra qualche tempo i tifosi della Roma sarebbero stati davanti a un grande vuoto, a un grande dolore perché probabilmente non ci sarà più il loro vero idolo, il più grande giocatore della Roma e il più grande del calcio italiano. Nell’immaginario dei nostri tifosi noi dobbiamo trovare qualcuno che sostituisca nel cuore, nella gente, Totti, a prescindere dal ruolo e dalle caratteristiche. E’ un argomento di calcio che ho usato per stimolare l’immaginazione di questo ragazzo e per farlo gli ho spedito la maglia numero 10, con il suo nome. E’ irriverente? E’ lesa maestà? Nessuno intendeva offendere nessuno, non so se la 10 sarà ritirata, dipenderà dalla volontà di Totti. Ma basta con questa storia, è insopportabile, abbiamo cercato di portare calciatori per la Roma che nella migliore delle ipotesi vengono accolti con l’invocazione di 6 mesi di squalifica. 

 


(L’arrivo di Gerson a Fiumicino)

 

Questo ragazzino non c’entra niente in questa storia e per favore rispettatelo con dignità perché ha fatto una scelta e non tra Ponte Vecchio e la Roma, ha fatto una scelta molto importante.

Le giocate di Totti non saranno replicabili. Nessuno sarà in grado di riproporre il calcio e le giocate che in tanti anno ha fato Totti con la maglia della Roma. Il passaggio che lui ha fatto a Gervinho a Valencia si rivedrà tra 15 anni di calcio internazionale per rivederlo. Ma questo che c’entra col rispetto per l’uomo e  per il calciatore? Sono l’unico responsabile del fatto che questo ragazzino ha la maglia numero 10 in mano. Gliel’ho data io per convincerlo, nel tentativo di convincerlo, per fargli sentire la forza di un ambiente che tra qualche tempo perderà il suo più grande nome. E allora? E’ una mia responsabilità, questo bambino non può essere insultato perché orgogliosamente ha esibito una maglia, la maglia del più grande giocatore italiano.

La Roma si attiva da sempre per essere competitiva, qualche volta facendo bene e altre meno, ma sempre per cercare di rendere la squadra competitiva. Ma non può essere sempre frastornata da chiacchiere inutili.  A Totti il rispetto glielo dà la società tutti i giorni, l’allenatore, io, Baldissoni, e soprattutto Pallotta. Ci preoccupiamo del suo futuro da essere umano, oltre che da campione. E basta scatenare ogni volta dietro a Totti una arringa su chi lo tocca.  Noi lo amiamo, lo stimiamo, gli vogliamo bene, lo accompagneremo per tutta la vita se lui vorrà. Gerson che ne sa? Lui ha orgogliosamente esibito la maglia numero 10 di Totti perché è il meglio che la Roma possa offrire a livello internazionale. La Roma non può essere vittima di agguati quotidiani. La Roma ha il diritto di cercare di lavorare. Io spero che i tifosi prendano atto della volontà di lavorare per loro, se poi saremo fortunati tanto meglio. Noi lavoriamo perché i tifosi siano felici ma senza essere a mia volta patetico o melenso, voglio solo che stamattina si riservi rispetto per la scelta di questo ragazzino, una scelta difficilissima che non poteva fare per soldi ma con argomenti alternativi. Uno di quegli argomenti è Totti per fortuna nostra e della Roma. 

Qualche tempo fa dissi che se la Roma mi aveva preso per prendere grandi calciatori aveva sbagliato dirigente? La coerenza estrema è un segno di pochezza intellettuale. Io sono coerente fino a un certo punto, poi cambio idea. Se non fosse così sarebbe un guaio per me e la Roma.”

 

gerson_maglia

 

 

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