Rosella Sensi: “Stipendi? Vergognoso non venirsi incontro. Io continuerei il campionato”

L’ex presidente della Roma: “La maglia numero 9 di Montella? Mi ricordo che Batistuta la voleva ma non voglio andare contro Vincenzo che è rimasto un caro amico”

di Redazione, @forzaroma

Rosella Sensi torna a parlare di Roma. L’ex presidente giallorossa questa mattina, durante la trasmissione Te la do io Tokyo su Centro Suono Sport, ha espresso la propria opinione anche sulla situazione che sta vivendo il mondo del calcio. Queste le sue parole:

Come sta?
Diciamo bene, ma non mi posso lamentare. Penso a chi sta male e diciamo che questo periodo così difficile per tutto lo passo con meno angoscia.

Come sta vedendo tutta questa situazione?
Da cittadina sicuramente non mi aspettavo niente di tutto questo, inimmaginabile. Che dire, se queste sono le indicazioni forse è veramente il caso che si resti assolutamente a casa per far passare il prima possibile questo periodo così triste per tante persone che rimangono a casa. Io penso soprattutto a chi vive da solo, alle persone anziane, ai bambini che non riescono ad uscire. Da cittadina aspetto e civilmente resto a casa.

Considerando anche il livello economico di una società, da ex dirigente se si fosse trovata in questo momento ad avere un ruolo nel Consiglio di Lega o fosse un dirigente federale come si sarebbe comportata? Il suo consiglio sarebbe lo stop o di andare avanti?
Andare avanti quando si potrà andare avanti. Io credo che lo stop in ogni caso non serva. Prima di tutto bisogna vedere quando finirà questo periodo e questa è la cosa più logica che non dipende dai dirigenti di Lega ma da personalità superiori. Io preferirei proseguire e non fermare, a meno che non si vada ad inficiare il prossimo campionato. Un altro aspetto importante è quello di venir incontro alle società anche da parte dei giocatori e alla loro disponibilità. Loro in questo momento potrebbero ridursi lo stipendio e facilitare magari le decisioni del Consiglio di Lega.

I giocatori sui tagli non sono tutti convinti…
Mi sono spiegata male. Io non dico di ricominciare adesso. Qualora ci fossero le condizioni preferirei proseguire. Questo fa si che non si debba ricominciare a luglio perché se c’è un campionato che deve ricominciare ad agosto per la prossima stagione a quel punto sarebbe meglio interromperlo e poi ricominciare tutto normalmente. Queste sono decisioni che però vanno aldilà dei dirigenti calcistici. E’ per questo che parlavo della riduzione degli stipendi da parte dei giocatori per venire incontro alle società e al sistema. Questo farebbe sì che le società avrebbero meno problemi economici rispetto a quelli che potrebbero avere in questo periodo di stop. La decisione dei dirigenti poi sarebbe anche più facile.

I dirigenti per prendere una decisione devono aspettare, perché ogni giorno si parla di una nuova data…
Una decisione del genere non dipenderà sicuramente da loro. Il buonsenso credo che ci sia da parte dei presidenti. Il loro problema sicuramente è anche una perdita economica notevole, che davanti a chi sta male però passa quasi in secondo piano. Bisogna venirci incontro un po’ tutti. Mi dispiace fare questi paragoni difronte a tanta gente che sta male e che ha veramente problemi a fare la spesa la mattina.

Si sente solidale con i dirigenti che dovranno trattare con i procuratori e i calciatori per diminuire gli ingaggi?
Mi sento solidale in quanto ex collega. Ma credo che da parte dei procuratori e dei giocatori se non ci sarebbe una dimostrazione di rispetto sarebbe vergognoso, soprattutto davanti ad una situazione mondiale e non solo italiana. In questi casi serve il buonsenso da parte di tutti, mi vergognerei a non averlo.

Montella ieri ha dichiarato che Batistuta al suo arrivo non gli ha mai chiesto la maglia numero 9. Lei cosa ci può raccontare su questa storia?
La questione della maglia mi è stata riferita ed io la conoscevo così com’era. Batistuta mi ricordo che volesse la 9, però non voglio andare contro Vincenzo che è rimasto un caro amico ed è rimasto legato a tutta la famiglia. Ci è sempre stato vicino in tutti questi anni. Se dice così gli crediamo. Erano bravissimi entrambi qualsiasi numero di maglia avessero avuto.

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