Di Francesco: “Bisogna dare continuità. Mi tengo stretto Dzeko, Kluivert può giocare dal 1′” – AUDIO – FOTO – VIDEO

Le parole del tecnico giallorosso alla vigilia del secondo match del gruppo G di Champions League: “Ora serve equilibrio. Edin è troppo importante per noi, deve solo ritrovare il gol”

di Redazione, @forzaroma

L’euforia per il derby vinto è ancora presente in città, ma ora la Roma deve voltare subito pagina: domani sera alle 21 i giallorossi scenderanno sul campo dello stadio Olimpico per sfidare il Viktoria Plzen nella seconda giornata del gruppo G di Champions League. Alla vigilia del match, il tecnico romanista Eusebio Di Francesco è intervenuto in conferenza stampa da Trigoria. Al suo fianco il vice-capitano Alessandro Florenzi.

DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

Da quando è arrivato alla Roma, una delle sue parole d’ordine è stata equilibrio. Prima del Frosinone e del derby serviva per non deprimersi eccessivamente, adesso è il contrario. Come sta gestendo l’entusiasmo post vittoria?
Ieri ai miei calciatori ho ribadito solo un concetto più importante. Avevamo parlato di tanti argomenti, tra cui l’equilibrio. Io ho parlato solo di equilibrio, per saper lavorare e dare continuità a quello che stiamo facendo, anche se abbiamo fatto un’ottima gara. È una vittoria importante perché il derby è una partita che vale doppio, in tutti i sensi. Però l’equilibrio in questo momento è fondamentale, dobbiamo dare continuità a quello che stiamo facendo, soprattutto con gli atteggiamenti e con il modo di stare in campo e di lavorare di squadra, credo che questa sia la base più importante da cui stiamo ripartendo.

Pastore e De Rossi sono usciti acciaccati dal derby. Questo potrebbe implicare un cambio di modulo iniziale?
Io ho lavorato sempre e tanto sul 4-3-3 così come sto lavorando in questo momento sul 4-2-3-1. Quindi nell’interpretazione delle gare che andremo a fare potremmo alternare anche i due sistemi di gioco. Se avete osservato bene anche nel derby, durante la partita, ad un certo momento con l’ingresso di Cristante e col sistema di gioco che aveva modificato la Lazio, mi sono messo 4-3-3 per poi finire con il 5-3-2. Anche se è un sistema di gioco che conosciamo, spesso dipende anche dagli avversari, quindi uno può modificare il modulo anche a partita in corso, perché è un qualcosa in più che abbiamo in questo momento.

La scelta di Kolarov di giocare con un dito fratturato è fortemente simbolica, rappresenta la disponibilità del gruppo a ripartire dopo un momento difficile. Anche lei trova questo contenuto?
Assolutamente sì. Non gli ho fatto i complimenti a fine gara perché pensavo che non uscisse, ma alla fine questa frattura che c’è è uscita da noi stessi. Una volta nel calcio si guardava sempre dove c’era un infortunio e dove un altro, e magari arrivava un calcetto di sguincio, e allora bisogna essere anche bravi a far uscire le cose giuste. Effettivamente è stato un grande Aleksander. Ci teneva in maniera particolare, ma ci tiene ad esserci anche domani. Diciamo che è uno di quei calciatori che è in dubbio per domani, e la motivazione è legata a questa situazione, ma vedremo e valuteremo insieme quale sarà la mia scelta, se farlo giocare o meno.

Kluivert all’esordio in Champions era andato in tribuna. Lo trova pronto per la manifestazione più importante del mondo, al punto tale da farlo giocare dal primo minuto?
Potrebbe giocare anche dal primo minuto.

Che momento è per Dzeko? Deve fare qualcosa di più per superare questo nervosismo, è solo frustrazione? Deve modificare qualche suo atteggiamento, anche da un punto di vista tecnico e tattico?
Per quanto riguarda Edin, deve ritrovare solo il gol, perché vive per quello, è un attaccante. Nel derby a me è piaciuto, al di là di una decina di minuti in cui un pochino ha subito determinate situazioni o per lo meno non è stato bravo a gestire la palla, ma poi è ripartito alla grande. È stato determinante sul primo gol ed in tante altre situazioni. È un giocatore che io mi tengo stretto, è normale che sia uno di quegli attaccanti che vanno anche un po’ coccolati. Ed io con lui sto facendo un lavoro generale, sia psicologico che mentale, perché è troppo importante come calciatore per noi. Sono convinto che ritroverà prima di tutto la via del gol, e questa gli restituirà quella tranquillità e quella serenità necessarie per affrontare le partite.

Per caso questa mancanza di gol per Dzeko può dipendere da qualche aspetto tattico oppure no?
Cerchiamo sempre il pelo nell’uovo, però va benissimo. Che significa? Che lo dovevo far partire un po’ più dietro? Devo capire cosa intende, perché quando si fanno delle domande bisogna anche interpretarle nel modo giusto. Dico solo che deve dare continuità. Ha avuto opportunità per fare gol, magari nel derby non ne ha avute tante, ma mi auguro possa averne il prima possibile. Lui ci ha abituato anche a grandi gol, magari meno a quelli semplici, ma magari un gol semplice lo aiuterebbe a ritrovare quella serenità che fondamentalmente ha, perché lui lavora principalmente affinché la squadra possa vincere e possa far bene. Poi di conseguenza se fa gol io sono sempre contento, e lo sono anche quando si vince e fanno gol gli attaccanti, perché è un motivo in più per dare anche quella forza e quella continuità anche nella fase difensiva per aiutare i propri compagni. È un aspetto psicologico importante, però a livello tecnico-tattico… che dire, fa il centravanti e gli ho avvicinato un giocatore vicino. L’anno scorso ci lamentavamo del fatto che non avesse Nainggolan vicino, adesso gli abbiamo avvicinato qualcuno. Lo scorso anno poi ha trovato i gol anche nel 4-3-3, quindi dipende sempre da tanti fattori, ma alla fine il gol ripulisce tante altre situazioni tecnico-tattiche che dal mio punto di vista lasciano il tempo che trovano.
Florenzi: “E comunque è entrato in 2 gol su 3 della Roma al derby Edin, perché ha fatto la spizzata sul primo gol e poi ha fatto a sportellate sulla prima della punizione del secondo gol che ha preso Pellegrini. Quindi e poi ha dato una palla a me che mi sono addormentato, altrimenti sarebbe stato pure il terzo, ma quella è colpa mia (ride, ndr)”.

Nella sua interpretazione del 4-2-3-1 come cambia il modo di interpretare il modulo con un trequartista che si inserisce come Pellegrini o Cristante o con uno più rifinitore come può essere Pastore?
C’è anche Zaniolo che può fare questo ruolo, ma anche Coric che ancora non avete mai visto e che devo dire che però sta crescendo tantissimo negli allenamenti e sta lavorando in un certo modo. Questo comunque dipende dalle caratteristiche dei giocatori che ci metto dietro, perché se ci mando Pastore è ovvio che gli chiedo meno inserimento, anche se lo deve fare. Ma lui è più alla ricerca di quegli spazi tra le linee per poter mandare poi i compagni importa. Pastore è un po’ unico tra i giocatori che ho nell’interpretare questo ruolo, un po’ insieme a Coric, che è quello che ha più qualità tecniche, perché è quello che ha la giocata in più o che ti aspetti meno, il colpo ad effetto. Mentre gli altri sono giocatori che danno maggiore continuità sia in copertura che in fase di possesso, ma che hanno più capacità di inserimento nell’andare a cercare il gol durante la partita. Ma sono importanti anche i due mediani per lavorare in questo modo qua, e non deve cambiare l’atteggiamento degli esterni, che devono essere bravi a scegliere quando venire dentro o meno a prender palla, perché se quello spazio è occupato dal trequartista, loro giustamente devono giocare più in ampiezza che dentro. È un insieme di cose in cui devono essere bravi a muoversi insieme tutti i giocatori in campo, sia in questo sistema di gioco che nel 4-3-3, che era un po’ più definito nei movimenti.

Ad oggi che percentuale di stato di forma ha Steven Nzonzi? Questa sua capacità di difendere anche molto alto e questa sua ricerca continua della palla può essere uno degli aspetti fondamentali per l’equilibrio del suo centrocampo?
Torniamo sempre un po’ all’equilibrio generale che andavo cercando. Il fatto che ho cambiato anche tanto, o per lo meno che ho cercato di trovare l’assetto giusto e nello stesso tempo anche di mettere gli uomini nel posto giusto, è passato anche attraverso prestazioni di livello basso, o per lo meno attraverso prestazioni nelle quali avremmo potuto dare qualcosa in più. Per quanto riguarda Steven, è un giocatore che è in grande crescita, che è venuto qua che non si era mai allenato. L’errore più grande che a volte fanno i calciatori e che si fa in generale è che si pensa che è solo la partita che ti dà la possibilità di fare delle buone prestazioni. L’esempio lampante è uno: Davide Santon, che non ha mai giocato un minuto ed è entrato in partita facendo due partite consecutive da 90 minuti. Secondo voi: se si fosse allenato al di sotto o per lo meno non con professionalità, non cercando di avere grande attenzione in quella che è la vita al di fuori del campo, non avrebbe mai potuto fare queste prestazioni senza avere crampi o altro. Quello sta a significare che l’aspetto fisico e l’allenamento sono alla base della prestazione, perché se per questa squadra 6 giorni fa dicevate tutti che una preparazione fisica non c’era, mi dite come ha potuto cambiare preparazione in 6 giorni? Ditemelo, perché io non sono capace a spiegarmelo. Me lo dovete dire visto che avete detto e scritto che una preparazione non c’era, che fisicamente i giocatori non c’erano, e non c’erano qua (con la testa, ndr), perché il concetto è solo entrare in campo e unire le 3 componenti: fisiche, tecniche e mentali. Senza queste 3 componenti messe insieme non andiamo da nessuna parte.

Dopo aver trovato equilibro con il 4-2-3-1, ora ti mancheranno giocatori che potrebbero costringerti a tornare al 4-3-3. Oppure pensi di poter portare comunque avanti il 4-2-3-1?
Cambiare tantissimo non mi piace, però bisogna essere bravi a leggere le situazioni e le prestazioni, inclusa quella di domani. Ad oggi si è parlato pochissima del Viktoria Plzen. È una squadra tosta da sfruttare, di grande fisicità, di struttura, con un attaccante davanti con grandi potenzialità come Krmencik, che attacca gli spazi e mena a tutti i difensori. È un giocatore che ha grande presenza. Al di là del sistema di gioco, noi dobbiamo anche capire che andiamo ad affrontare una squadra fisica. Dobbiamo metterci ad armi pari in questo senso per poi far valere la nostra maggiore qualità tecnica. Questo esula dal 4-2-3-1 o 4-3-3. Domani cercherò di mettere tutti i giocatori nelle condizioni migliori per poter rendere, magari anche modificando in partita, una cosa che si può sempre fare.

In porta c’è stato un cambio importante, e forse inizialmente anche un po’ nello stile di gioco. Olsen adesso si sta adattando meglio e sta capendo anche che deve giocare supportando una difesa più alta rispetto a quello a cui era abituato?
È un’ottima lettura. Lui viene da un calcio totalmente differente dal nostro. Se ci andate a riguardare un po’ di immagini, appena ha la palla sui piedi il primo pensiero è quello di cercare l’attaccante lungo, cosa che può accadere ogni tanto quando c’è grande pressione degli avversari. Lui ha lavorato tanto in questo senso, ha grande disponibilità. Sta giocando veramente benissimo con i piedi, o per lo meno cerca di non buttare via palloni inutilmente e cerca anche di mettersi a disposizione dei compagni. Sta migliorando anche il suo posizionamento quando la palla è lontana. Il portiere non è inquadrato, ma noi lo facciamo inquadrare per capire il suo posizionamento perché deve essere predisposto. È successo anche con la Lazio, quando abbiamo messo spesso in fuorigioco Immobile. Lui deve essere bravo a lavorare un po’ più alto, rischiando qualcosina ma sapendo che uno può tirare da 50-60 metri ma non è mai facile prendere la porta. In questo lui deve ancora lavorare, ma dal punto di vista della sua disponibilità sono molto contento. Sta imparando anche a capire un po’ meglio i termini e la lingua che è basilare per potersi muovere insieme ai compagni.

Dopo il debutto col Frosinone, vede pronto Luca Pellegrini per un esordio importante anche in Champions?
Luca Pellegrini è sempre un’idea, però passa sempre attraverso quello che ho detto prima di Santon. Ha delle qualità importanti, ma deve continuare a lavorare con grande umiltà. Umiltà nel lavoro. C’è consapevolezza di quelli che sono i suoi mezzi, che sono importanti, ma ricordiamoci che è in questo momento è un ragazzo che ha 15 minuti in Serie A, dove è entrato sul 3-0. Ma non è entrato per caso, ma perché meritava di entrare, perché sta lavorando bene. Non è detto che non possa esordire dal 1′ tra queste gare, lo tengo in grande considerazione perché è in grande crescita. Però dipende molto sempre da lui. Spesso la formazione non la fanno gli allenatori, ma gli atteggiamenti, i calciatori stessi e i propri compagni quando si mettono a disposizione.

DI FRANCESCO A SKY SPORT

Settembre altalenante, percorso con cali di tensione. Come si combatte questo stato d’animo?
Cercando di entrare nella testa dei calciatori, cercando di allenarli in un certo modo, è quello che abbiamo ritrovato. Abbiamo anche cambiato assetto per cercare anche noi di trovare situazioni e condizioni migliori. Penso che sia fondamentale anche l’aspetto mentale nell’approcciare in certe gare e questa di domani non la possiamo sbagliare.

Contro il Viktoria mancherà Daniele De Rossi. Da chi si aspetta un salto di qualità in sua assenza?
Da nessuno in particolare, ma dal gruppo perché credo che si debbano responsabilizzare l’un l’altro cercando di essere un’unica entità, è fondamentale. Daniele è un po’ il trascinatore, l’allenatore in campo a cui trasmetto le direttive, ma domani voglio vedere un’identità che potrebbe fare la differenza.

DI FRANCESCO A ROMA TV

“Teniamoci stretto l’entusiamo, è giusto che ci sia, ma per ricrearlo dipende sempre da noi, mantenendo il giusto equilibrio in campo, sapendo che affrontiamo una squadra difficile, con grande fisicità. Ma in Champions partite facili non ne ne ho mai viste”.

Non ci sarà Pastore, rischia di esserci qualche altra assenza. Cambierà la Roma da un punto di vista tattico?
Passiamo sempre da un 4-2-3-1 al 4-3-3, sistemi di gioco adottati ultimamente e in cui i ragazzi si sentono di più a proprio agio. Non avendo Pastore, che è il classico trequartista, ho tante possibilità di poter mettere sia Pellegrini che Cristante, ma abbiamo anche Coric e Zaniolo. Dietro l’attaccante ho moltissime possibilità, in base alla partita valuterò.

È stato il derby di tutti, soprattutto Pellegrini e Santon.
In due partite Santon ha dimostrato che è un giocatore che ci può servire tantissimo, sono contento delle sue prestazioni che nascono dalla qualità dei suoi allenamento. Pellegrini? Già lo avevo messo in quel ruolo col Sassuolo, gli facevo guadagnare quei 20 metri che gli permettevano di potersi inserire. Sono contento di come l’ha fatto, l’avevamo preparata anche prima della partita. Sono molto contento. 

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