Roma, verso il derby senza paura

di Redazione, @forzaroma

(di Mirko Porcari) – “Possiamo ancora arrivare terzi”. Firmato Luis Enrique.

Coniato lo slogan, la vigilia del derby si consuma nel conto alla rovescia verso la partita: il tecnico non sembra avvertire il peso di una gara dalle mille motivazioni, mentre il gruppo fa a gara nel promettere il massimo impegno, i tifosi aspettano con ansia una risposta vera dal campo.

“NON SOLO TRE PUNTI” – L’assaggio, nella gara d’andata, è servito per capire un assioma fondamentale: “Il derby non è una gara che mette in palio solo i tre punti, è una partita speciale e lo so dal primo giorno in cui sono arrivato.” Senza la paura di cadere nella banalità, Luis Enrique ha ammesso di tenere in maniera particolare alla stracittadina, arrivata nel punto cruciale (“Sarà decisivo” ha detto Vincent Candela ai nostri microfoni) di una stagione che rischia di tramutarsi in un’anonima agonia.

“Il terzo posto? Possiamo ancora arrivarci”. Il primo “abbozzo” di obiettivo in una delle settimane peggiori da quando è a Roma: dopo le ermetiche dichiarazioni di Sabatini (“Non ho posto l’obiettivo del terzo posto, ho solo detto che, per le nostre potenzialità, possiamo arrivarci”), lo spagnolo inizia a fare un timido bilancio di cosa è stato e cosa potrebbe essere. “Mancano 14 partite…”. È forse la risposta più concreta alle polemiche degli ultimi giorni, una carica suonata senza troppo rumore che cerca di cogliere gli aspetti migliori di questa seconda parte di stagione.

Chiude definitivamente il caso De Rossi (“l’allenatore deve pensare al bene collettivo”) e, facendo suo l’incitamento dei tifosi fuori dai cancelli di Trigoria (lo striscione, emblematico, recitava “Famoje male”), rivela che “in settimana ho visto un’aria ottima per fare una partita unica e stimolante.” Le premesse per fare bene, insomma, ci sono tutte, come al solito ci sono novanta minuti per capire la vera identità di questa Roma.

“MORALE” – Si sa, vincere un derby (non perdete il numero della rivista ForzaRoma di domani: lo potete leggere qui) può rappresentare un’iniezione di fiducia non indifferente: anche l’ultimo arrivato Marquinho, pur respirando da pochissimo tempo l’aria della capitale, ha intuito quale importanza riveste la sfida contro i cugini. “Dobbiamo vincere il derby, avvicinarci alla Lazio e guadagnare morale per entrare nella lotta al posto Champions”, una ricetta perfetta che darebbe un senso al grigiore di questi mesi. Anche Kjaer non si lascia scappare l’occasione di manifestare le sue sensazioni a poco meno di ventiquattro ore dal match: “Vogliamo vendicare la sconfitta dell’andata”. Le speranze della squadra che si fondono con la sua voglia di rivalsa: dopo il disastro dell’ottobre scorso, il danese freme per cancellare gli orrori di una prima avventura in giallorosso assolutamente da dimenticare e, pur essendo indietro nella gerarchia dei difensori, nessuno si sente di escludere a priori qualche sorpresa dell’ultima ora.

SCELTE – La formazione è praticamente fatta: messi da parte esperimenti e tentativi metafisici, il tecnico asturiano può contare praticamente su tutti gli effettivi, ad eccezione degli squalificati Cassetti, Osvaldo e Gago. È proprio il mediano argentino il più difficile da rimpiazzare: l’ammonizione di Bergamo è stata l’appendice ad una giornata da dimenticare, il suo apporto nel centrocampo giallorosso è cresciuto di gara in gara, regalando a Luis Enrique un trio (con Pjanic e De Rossi. A proposito, Capitan Futuro è dato carichissimo dopo le polemiche per l’esclusione di domenica scorsa) di assoluto affidamento. Senza l’ex madridista, il ballottaggio è tra Leandro Greco e Fabio Simplicio, anche se sembrano in netto rialzo le quotazioni di Simone Perrotta.

In attacco, invece, la griglia di partenza vedrà il tridente Totti-Lamela-Borini: l’argentino vuole festeggiare al meglio i venti anni (un “piccolo” regalo, intanto, è già arrivato: gli scarpini di Messi), mentre il capitano (sempre in tema di capitani, leggete la statistica che riguarda gli ultimi “condottieri” della Lazio…) sogna di raggiungere quota nove nei gol alla Lazio, se a loro due applicate la fame dimostrata da Borini nelle ultime apparizioni, ecco l’assortimento migliore per affrontare i biancocelesti. Nelle retrovie c’è Bojan che scalpita, non è da escludere che Luis Enrique possa dare all’ex blaugrana qualche minuto per provare a dimostrare di essere da Roma.

LAZIO – Reja deve fare i conti con tantissimi infortuni: la lista dei convocati recita, impietosa, una sequela di assenti in ogni reparto. Out anche Konko, il problema in difesa si fa davvero grande: Scaloni e Garrido saranno gli esterni, con Biava e Andrè Dias a formare la coppia centrale. A metà campo, mentre Mauri si riscopre protagonista (“Faremo una grande gara”), c’è da registrare il recupero in extremis di Gonzalez, altro elemento che si affiancherà a Matuzalem, Ledesma ed Hernanes (Candreva, suo malgrado, sarà costretto ad accomodarsi in panchina. Almeno all’inizio). In attacco ci sarà Miroslav Klose. Il tecnico biancoceleste promette battaglia: “Faremo una grandissima partita, ci vogliono testa e cuore.” Domani vedremo chi ne avrà di più

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