Petrachi: “Nel mercato difficoltà per il cambio societario. Dalla stampa tante falsità” – AUDIO – FOTO – VIDEO

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Queste le parole del diesse giallorosso: “Non bevo caffè con nessuno e non faccio comunella. Nello spogliatoio parlo anche io”

di Redazione, @forzaroma

Periodo a dir poco complicato per la Roma di Paulo Fonseca, che in questo 2020 ha conquistato una sola vittoria in campionato mettendo a rischio la corsa Champions. Sono stati giorni di confronti e faccia a faccia, sia tra i dirigenti che l’allenatore e i giocatori, con la partita di sabato sera nel mirino. Contro l’Atalanta sarà una sorta di spareggio e anche Gianluca Petrachi ne è consapevole: il ds giallorosso è intervenuto nella conferenza stampa di presentazione dei tre nuovi acquisti invernali Ibanez, Perez e Villar, che hanno prima posato con la nuova maglia giallorossa.

PETRACHI IN CONFERENZA STAMPA

“Siamo qui per presentare questi tre ragazzi, ma prima mi premeva puntualizzare alcuni aspetti che da qualche settimana escono fuori e ci tenevo a fare chiarezza. A volte quando si dicono delle cazzate, se non fermi l’emorragia le cose le fanno passare per vere. Alla mia prima presentazione ho detto che questo era l’anno zero per la Roma. Sono stato chiamato dalla proprietà per cercare di recuperare degli errori fatti negli anni precedenti e risolvere problemi che lo scorso anno e quello prima ancora erano in essere in questa società. Con tanta umiltà ed entusiasmo mi sono calato in questa parte e credo che in questi sei mesi sia stata fatta una grandissima mole di lavoro. Credo che sto portando con convinzione la filosofia e il credo che la società mi aveva imposto pere provare a trasformare qualcosa che lo scorso anno non ha funzionato. La Roma ha fatto una vera e propria rivoluzione, magari qualcuno ha dimenticato che abbiamo fatto uscire 20 giocatori e ne abbiamo presi 14. Voglio ricordare che la Roma non compra giocatori da 70 milioni, ma con quei 70 milioni abbiamo comprato 7 giocatori, quindi c’è bisogno che qualcuno addrizzi le antenne e capisca che in un progetto del genere ho chiesto pazienza da parte di tutti. Quando ci sono delle rivoluzioni qualcosa può venire bene e qualcosa può venire meno bene. Sicuramente non amo le calunnie e le falsità che spesso su qualche giornale e media esce fuori in maniera vigliacca. Bisogna guardarsi in faccia e dire le cose come stanno. Per tanti di voi sarò una persona scomoda, non faccio comunelle, non prendo caffè con nessuno e non rispondo ai vostri messaggi da quest’estate e la mia schiena è sempre dritta. Oggi sono la persona che volete attaccare, non c’è problema. Io cercherò di non essere spappolato da quello che è un percorso fatto con altri colleghi. Vado avanti per la mia strada per fare il bene della Roma, con il massimo dell’impegno e finché sarò qui porterò avanti la mia idea di calcio e le cose che mi sono state chieste. Non so se ci riuscirò, ma ce la sto mettendo tutta. Se c’è intelligenza e buona fede da parte di tutti si può ragionare che fino a pochi giorni fa si decantava una Roma che giocava bene e che aveva preso un ottimo allenatore. Ero preparato alle difficoltà, ma non alle calunnie e alle falsità che escono fuori. Ho qui tanti articoli di diversi giornali, in cui si dice che Petrachi è stato bacchettato da Dzeko perché vuole qualità. Lui fa il calciatore ed è intelligente, non si sarebbe mai permesso di farlo. Se deve fare qualcosa lo fa nello spogliatoio, con i ragazzini, visto che è anche il capitano e leader. Questa è la prima cazzata. Seconda cazzata: si dice che sono stato convocato perché messo duramente alla prova dall’eventuale nuova proprietà. Io ho detto la mia sugli investimenti e la programmazione: questa è un’inesattezza totale. I nuovi acquirenti volevano sapere le possibili future spese della Roma. Molti di voi mi hanno censurato, come fossi un killer, invece sono stato completamente assolto. Alcuni ci hanno marciato, io ho sempre fatto il mio lavoro in maniera corretta e leale. Molti di voi sono stati smentiti su queste calunnie. Sono consapevole che questo è un momento difficile, abbiamo forse smarrito un po’ di umiltà. Forse la grande prestazione del derby ci ha fatto volare un po’ troppo alti. Se giochiamo con intensità, voglia e sana cattiveria possiamo mettere in difficoltà chiunque. Altrimenti la squadra fa fatica, il gioco di Fonseca si sposta sull’aggressione e il recupero della palla, come fatto con la Lazio. Abbiamo sbagliato partite con la Samp, il Torino, il Sassuolo e il Bologna e questo deve farci riflettere. Dobbiamo fare molto di più e lo sappiamo tutti, dobbiamo credere di più in quello che facciamo, mettendoci umiltà e sana cattiveria. Noi abbiamo costruito qualcosa, ho investito sui giovani ma i frutti della semina vengono dopo un po’. Questa squadra gioca con 6 nuovi acquisti su 11. Ci vuole del tempo, è una squadra giovane che si sta conoscendo. Le difficoltà purtroppo sono arrivate e dobbiamo affrontarle, con l’umiltà e lo spirito che ci ha contraddistinto. Avevamo tutti quegli infortunati, nelle difficoltà ci siamo esaltati, è stata la Roma più bella. In questo gruppo mi sono orgogliosamente identificato, ha il mio stesso spirito e carattere ma in questi ultimi 20 giorni la squadra è venuta meno in queste cose. Cercherò di far capire loro quanto è importante metterci sana cattiveria. A qualche giocatore ho parlato, dopo il Sassuolo ho detto a Perez che lui era arrivato nella Roma, che è una piazza sentimentale e che si affeziona a chi ci mette l’anima, la cattiveria, il sudore. Puoi anche essere mediocre, ma se ci metti l’anima sei a posto. Gli ho detto che il suo atteggiamento quando è entrato non mi è piaciuto per niente, vorrei che ci mettessi l’anima per capire dove sei arrivato. Devono capire subito dove sono arrivato, credo fortemente in questi ragazzi e possono essere il futuro della Roma. Oggi la Roma la sento mia, anche se qualcuno vuole già tagliarmi la testa sul patibolo. Ancora oggi chiedo un filino di pazienza, ma abbiamo contenuti e valori. Abbiamo ragazzi giovani, che hanno alti e bassi, ma è stata anche una strategia. E ribadisco che non ho preso un giocatore da 70 milioni, per costruire che in un triennio possa portare risultati. Poi si sa che tutti siamo in discussione, non mi spaventa, mi dà fastidio quando si dicono cazzate e calunnie. Facile scriverlo, ma bisogna sapere cosa si scrive. Qualcuno ha detto che mi avevano tolto la parola, perché parlo male o ho dei lapsus. Ci tenevo a far chiarezza su tutto e spiegare i problemi che abbiamo, che stiamo cercando di affrontarli. E’ un’altra cazzata che ho qualcosa che non va con Fonseca, io non prevarico nulla sullo spogliatoio. Se ho qualcosa da dire è a livello comportamentale, non tattico. Poi se non vedo sana cattiveria e senso di appartenenza entro e dico quello che penso, senza prevaricare Fonseca. Società e tifosi fanno sacrifici, pagano e vogliono vedere una squadra che li rappresenti”.

Hai parlato della strategia di puntare sui giovani. Come si coniuga questa filosofia con la necessità di raggiungere il quarto posto e con gli infortuni di Diawara e Zaniolo?
Io credo che i giovani siano linfa per l’immediato e per il futuro. Le difficoltà nel mercato di gennaio sono state importanti. Lo sanno anche i muri in un cambio di proprietà crea scompensi e problematiche. Non sei padrone e libero di fare quello che vuoi. Gennaio è complicato, non è facile sostituire Diawara e Zaniolo, si è anche sfortunati, ma nessuno lo dice. L’idea del direttore sportivo è quella di prendere due giocatori giovani forti, nei quali credo molto, anziché prendere altri giocatori perché c’è un closing in atto. Se hai 100 milioni prendo Tizio e Caio, ma c’è un closing in atto. Difficoltà dettate da un passaggio di proprietà che ancora non è avvenuto. Ho spiegato ai calciatori: potrebbe succedere qualcosa, come non. Non pensate che arriva Paperon de Paperoni e compra chissà chi. Se poi ci sarà da fare dei correttivi si fanno. Il progetto è partito 6 mesi fa e non cambia con il cambio societario. Se continuerà Pallotta o meno si vedrà. Il mercato di gennaio ha avuto delle criticità che ho affrontato. Non siamo distanti anni luce dalla qualificazione in Champions. Domenica è una finale, siamo a tre punti, dobbiamo tirare fuori la sana cattiveria e sono convinto che ne usciremo anche più forti.

Su Ibanez e Sabatini.
Sabatini ha detto che è venuto qui per i soldi, ma è inesatto e irrispettoso. Prende gli stessi soldi che avrebbe preso a Bologna, lui ha voluto la Roma convinto del progetto e quello che gli ha detto Fonseca. Nessuno deve mettere in dubbio la moralità del ragazzo, ha fatto una scelta di campo. Poi si vedrà se ha fatto bene.

Sull’episodio di Sassuolo-Roma.
Dopo un 3-0 in 45 minuti mi è sorto spontaneo entrare nello spogliatoio e far capire ai ragazzi che la prestazione era penosa e c’era da vergognarsi. C’era bisogno di tirare fuori gli attributi. Poi il mister è entrato per parlare di tattica, che non mi appartiene, quindi io mi sono messo da parte e ho ascoltato la ramanzina del mister alla squadra. Io gravito sempre negli spogliatoi, sono sempre a contatto con i ragazzi, trovo legittimo che se c’è qualcosa come quei 45 minuti, anche io devo farmi sentire e far sentire la voce della società che io rappresento. C’era da vergognarsi e gliel’ho detto. Siete bravi ad avere gli spifferi, io sto attendo proprio agli sciacalli che speculano su queste cose, a volte a Roma escono cose che non dovrebbero uscire. Questo è gossip, non giornalismo. Non c’è nessuna discrepanza, lui è il gestore di questo gruppo ma se qualcosa va storto ho tutto il diritto di dire quello che penso e lo farò finché farò questo lavoro, questo sono io. Può piacere o meno, ma l’importante è che ci sia coesione.

Lei ha parlato di inesattezze dei media. Non sarebbe opportuno stabilire una comunicazione più costante e aperta? Anche con lei?
Se devo ricevere tante telefonate da tutti non posso fare figli e figliastri. O racconto a tutti o non racconto. Non è semplice. Più si fa il nostro lavoro in maniera silenziosa più lo si fa meglio. Preferisco stare zitto e non dare notizie. Se c’è qualche problema ne parliamo. Non mi sono mai sottratto e non ho mai tergiversato. Sono stato sempre onesto e leale. Io sono questo, non posso modificare più di tanto. Se mi si chiede poi una conferenza pubblica ogni tanto ne parliamo, così posso parlare globalmente del circuito Roma. Se mi si chiede però un caffè per avere una notizia in anteprima io non posso fare dispetti. Cerco di essere corretto e leale con tutti. Posso essere simpatico o antipatico. Questo è Petrachi.

 

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