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forzaroma news as roma Roma spiazzata, la metà dei gol subiti arriva da fermo: con la Juve l’ultima beffa

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Roma spiazzata, la metà dei gol subiti arriva da fermo: con la Juve l’ultima beffa

Lorenzo Scattareggia
Lorenzo Scattareggia Collaboratore 
I giallorossi hanno subito 9 delle 19 reti in campionato da sviluppi di palla inattiva. Per Gasperini deve cambiare l'atteggiamento

In un calcio che evolve a ritmi sempre più serrati, tra intensità fisica, organizzazione tattica e velocità di esecuzione, i calci piazzati stanno assumendo un peso specifico sempre maggiore. Calci d’angolo e punizioni non sono più semplici situazioni accessorie, ma vere e proprie armi strategiche che richiedono studio, preparazione e coordinazione maniacale tra allenatore e staff tecnico. Spesso, infatti, è proprio da questi dettagli che passa il risultato finale. Un esempio lampante è rappresentato dall'Arsenal, in testa alla Premier anche grazie all'incredibile mole di gol realizzati da palla inattiva, vicina alla media di una rete a partita. Allo stesso modo è fondamentale trovare le misure giuste per difendere in questo tipo di situazioni e la Roma di Gasperini sta palesando enormi difficoltà in questo senso. L'ultima scottatura è arrivata proprio nel pareggio 3-3 con la Juventus con la vittoria che è sfumata per la rete di Gatti su sviluppi di calcio piazzato all'ultimo secondo.

Numeri preoccupanti e spesso decisivi

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Nonostante le tre reti incassate contro la Juventus nell’ultima giornata, la Roma resta la miglior difesa della Serie A con appena 19 gol subiti. Un dato che certifica la solidità complessiva della squadra, ma che nasconde una criticità tutt’altro che trascurabile. Ben 9 di queste 19 reti, infatti, sono arrivate da sviluppi di palla inattiva: praticamente la metà. Un numero che non può non rappresentare un campanello d’allarme per Gasperini. Contro la formazione guidata da Luciano Spalletti sono andati a segno su piazzato Conceicao e Gatti, ma il problema non è episodico: è un trend che accompagna l’intera stagione giallorossa. In alcune circostanze le disattenzioni non si sono rivelate decisive. È accaduto nelle vittorie contro la Cremonese, il Genoa e il Parma: le reti di Folino, Ekhator e Alessandro Circati non hanno compromesso il risultato finale. In tutte le altre circostanze, però, sono stati persi punti pesanti - le sconfitte con Cagliari e Udinese grazie alle reti di Gaetano ed Ekkelenkamp (su punizione) -, a maggior ragione se si guarda ai risultati negli scontri diretti. Con l'Atalanta il gol di Scalvini - tanto discusso per il tocco di braccio - è costato la sconfitta, mentre le reti di De Winter, ancora Conceicao e Gatti sono valsi dei pareggi contro Milan e Juventus, lasciando la Roma a secco di big match portati a casa.

Questione di atteggiamento

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Alla fine del match con la Juventus, Gasperini ha analizzato con lucidità l’episodio decisivo, soffermandosi soprattutto sull’atteggiamento della squadra: "Siamo stati passivi, anche se eravamo posizionati bene. Vediamo queste situazioni spesso con le grandi squadre: riescono a recuperare all’ultimo con giocatori con queste caratteristiche. Noi potevamo fare un po’ meglio. Qui siamo stati fermi, andava aggredito". Un concetto ribadito anche in chiusura: "In quel momento dobbiamo avere un atteggiamento più vivo, non c’è più stanchezza quando la partita è finita". Parole che vanno oltre il singolo episodio e chiamano in causa mentalità, concentrazione e fame agonistica. Perché se è vero che l’organizzazione sui piazzati si allena, è altrettanto vero che la differenza, soprattutto nel rush conclusivo, la farà l’atteggiamento. Nella volata finale verso un posto in Champions League, serviranno attenzione ai dettagli, aggressività e presenza mentale fino all’ultimo secondo: qualità indispensabili per trasformare i rimpianti in punti decisivi.