Che Donyell Malen sia diventato in poco tempo un riferimento assoluto per la Roma è sotto gli occhi di tutti. Erano bastati 26’ con il Torino, con un gol annullato e uno regolare, per capire che i giallorossi avevano trovato quel centravanti che tanto era mancato nella prima parte di stagione. Poi le doppiette contro Cagliari e Napoli non hanno fatto altro che dare il verdetto definitivo: con Malen è tutta un’altra Roma. Sono 5 gol in 5 partite, solo Batistuta aveva fatto meglio da neo-acquisto, e i numeri danno ragione all’olandese. “Certo, con un Malen nel girone d’andata avremmo qualche punto in più”, le parole di Gasperini con un pizzico di rammarico dopo il big-match al Maradona. E ora il numero 14 non vuole più fermarsi, a partire da domenica all’Olimpico contro la Cremonese. Squadra che, dati alla mano, potrebbe essere una vittima perfetta per le caratteristiche di Malen.

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Roma, questo Malen ti fa stare bene. E la Cremonese può essere la vittima perfetta
Con Malen è tutta un’altra Roma: mai così tanti tiri e tocchi in area
—Cinque partite da titolare, tutte quelle a disposizione dal suo arrivo nella Capitale, ma "solo" una giocata per tutti i 90', il ko contro l'Udinese al BluEnergy Stadium. La media-reti è facile, un gol a partita, ma ciò che fa riflettere è la sua capacità e immediatezza nel tirare verso la porta: appena può, Malen mira subito lo specchio. Sono ben 5 i tiri a partita, di cui 2 in porta: il 40% (dati Sofascore). Addirittura 10.2 i tocchi a partita dell'olandese in area avversaria, tantissimi considerando che il numero 14 si preoccupa anche di legare il gioco con i compagni pur avendo sempre in testa l'area di rigore (sono 6.20, infatti, i passaggi in zona offensiva nei 90'). In totale, dall'arrivo di Malen alla corte di Gasperini, la Roma ha segnato 8 gol in 5 partite, media di 1.60 a gara. Senza il 14, invece, i giallorossi faticavano e faticano e non poco in zona offensiva. E questo è stato evidente nel girone d’andata e lo è tutt’ora nel momento in cui Gasp decide di far rifiatare l’olandese. Prima che Malen sbarcasse a Ciampino lo scorso 14 gennaio la Roma vantava una media di 1.20 gol a partita (-0.40, 23 reti in 20 gare), con 13.7 tiri ogni 90' e 4.85 in porta (dati Sofascore). Oggi la media-tiri ogni 90' è simile, ma è cambiata l'efficacia e soprattutto la mira. Erano solo 26.7, invece, i tocchi nell'area degli avversari: di questi, attualmente, Malen da solo ne avrebbe firmati circa il 40%. Il motivo è presto svelato: mentre Dovbyk o Ferguson per caratteristiche tendono meno ad attaccare la profondità e più a riempire l'area in attesa di cross dalla fasce o trame da fuori (con tiri dalla distanza e non dentro l'area), Malen e il suo gioco verticale consentono di giocare in the box o in profondità attirando anche l'inserimento di trequartisti, centrocampisti e addirittura esterni. Il tutto considerando che nella prima parte di stagione la Roma ha potuto godere del miglior Soulé, non a caso tutt'ora capocannoniere della squadra, con soli 6 gol totali arrivati dai due centravanti Dovbyk e Ferguson. Quando il numero 14 viene sostituto, poi, la Roma perde in efficacia offensiva, come dimostrano i dati sui tiri: con il Torino 14 tiri totali di cui 12 fino al 76’ (quando Malen è stato sostituito), rendimento simile con il Milan con 15 conclusioni effettuate dai giallorossi di cui 13 fino al 69’ con l’olandese in campo. Nel ko contro l’Udinese il numero 14 non è stato sostituito e sono stati 10 i tiri, mentre con Cagliari e Napoli rispettivamente 15 (di cui 14 fino all’84’, momento del cambio) e 9 (di cui 3 senza l’olandese in gioco dal 72'). Con Malen, la Roma tira ogni 7-8' (escludendo il dato migliore, 5' contro il Milan, e il peggiore, 12' a Napoli); senza servono tra i 7' e i 10', quasi stessa media, a cui però va aggiunto anche il recupero.
La Cremonese si candida a essere la vittima perfetta: ecco perché
—E ora Malen non ha alcuna intenzione di fermarsi, anzi. L'olandese, che dagli ottavi potrà essere impiegato anche in Europa League dopo le modifiche alla Lista Uefa, vuole continuare a incidere nella Roma e godersi nuovamente l'abbraccio dell'Olimpico dopo la doppietta al Cagliari. E la Cremonese, domenica, si candida a essere la vittima perfetta. A differenza di squadre come Milan e Napoli, ma anche i sardi, che non rinunciano comunque a giocare e a tenere un baricentro medio-alto, la Cremonese di Nicola tende a tenere piuttosto basso il proprio baricentro arrivando a concedere circa 30 tocchi nella propria area di rigore a partita. Questo perché, pur concedendo molto volume di gioco, i grigiorossi possono contare su un vero e proprio "blocco" davanti alla propria porta. Infatti poco più del 20% dei tiri concessi finiscono in rete (33 gol subiti, 142 i tiri) con Audero chiamato spesso agli straordinari: più di 4 parate a gara, con una percentuale di respinte pari al 77%. Ma arginare un giocatore così abile a muoversi negli spazi come Malen non sarà affatto facile per i lombardi. Il 14 "abita" i sedici metri e ha una rapidità di esecuzione che gli potrebbe permettere di punire la Cremonese, visto che non dà punti di riferimento ed è in grado di "sgusciare" anche tra difensori ben strutturati come Baschirotto, Luperto, Terracciano e Bianchetti sia in area sia in profondità (es. il secondo e il primo gol siglati con il Cagliari).
Marcello Spaziani
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