Spalletti: “La cattiveria non si allena, i cali colpa mia. Gerson lo vedo davanti la difesa” – AUDIO – VIDEO – FOTO

Le dichiarazioni del tecnico giallorosso alla vigilia del match con gli abruzzesi: “Strootman deve continuare a giocare, ci sta che non sia brillante come all’inizio”

di Redazione, @forzaroma

Turno apparentemente semplice per la Roma, che domani affronterà il Pescara all’Olimpico nel posticipo delle 20.45. L’insidia è dietro l’angolo, ma Totti e compagni non possono permettersi altri passi falsi. Come di consueto, dalla sala stampa di Trigoria è andata in scena la conferenza del tecnico giallorosso Luciano Spalletti. Ecco le sue parole:

 

Totti in gruppo, Mario Rui oggi gioca con la Primavera e se va tutto liscio dalla settimana prossima torna con noi. Florenzi e Nura proseguono il percorso. El Shaarawy e Manolas hanno avuto dei risentimenti muscolari però vengono gestiti, non vengono fermati e da metà settimana ripartono con la squadra. Fanno allenamenti specifici, personalizzati e da metà settimana rientrano in gruppo. Non saranno convocati.

Gli scommettitori quotano la Roma perdente tra i 13 e i 14. E’ una partita così semplice? Che insidie nasconde questo match?

E’ una partita insidiosa sicuramente. Le cose quando le fai facili diventano pericolose. Le cose facili, se vuoi che siano così, falle difficili. Veniamo da una partita che ci ha tolto tanto mentalmente, quella in Europa League. Era una gara fondamentale per andare nella casella successiva, per andare nello spazietto sopra o di lato, dipende, però in quella successiva. I calciatori l’hanno giocata bene questa partita. Si è visto che si erano preparati mentalmente, è passato poco tempo e abbiamo usato molti calciatori importanti, che riteniamo importanti, che hanno giocato più spesso degli altri e di conseguenza abbiamo buttato via delle energie. E’ una partita insidiosa e dobbiamo fare attenzione.

Domani De Rossi festeggia le 400 presenze con la Roma, vuole dire qualcosa per questo traguardo prestigioso?

Prima di tutto gli faccio i complimenti perché sono partite che ha disputato con un livello di qualità importante, con uno spessore di personalità importante e con risultati importanti alle spalle. Ha fatto anche risultati, magari non hanno vinto grandissime cose però molti risultati importanti. Daniele è un giocatore che ha la Roma dentro, che ha fatto sempre vedere di tenere a quelle che sono le sorti di questa società, di città e di questa squadra. Gli si dice bravo e di continuare così.

Nel postpartita con il Viktoria le è stato chiesto perché non rinnova nonostante i buoni risultati e lei ha risposto “Non sono riuscito a debellare la patologia dei cali di tensione che fanno la differenza”. La responsabilità principale è dell’allenatore? Perché qui ne sono passati tanti: Ranieri, Garcia che hanno vinto uno a Leicester e uno a Lille, lei ha vinto in Russia. E’ veramente responsabilità dell’allenatore questa patologia dei cali che fa la differenza con la Juventus?

Per me è così. Da un punto di vista mia è solo responsabilità dell’allenatore. Poi è chiaro che quando si va a chiedere a quelli che hanno altri ruoli, loro avranno le loro risposte. Da un punto di vista mio però l’allenatore può determinare molto perché è un ruolo importante. I calciatori possono determinare molto, la società altrettanto e tutti devono essere convinti però che possono incidere, questo fa la differenza. Se facessi il presidente vorrei un allenatore che la pensa così. Da allenatore vorrei dei giocatori che la pensano così: che una partita di calcio dipenda da ciò che mettono loro, che fanno loro la differenze. Quello che è successo qui finora, non ci avevo fatto caso, ma in effetti metterebbe un po’ di timore visto da fuori. Se la Roma mi richiamasse ci ritornerei lo stesso.

Strootman: voi che analizzate i dati, pensate sia fisiologico questo momento di minore brillantezza rispetto a inizio stagione? Giocherà domani o giocherà Paredes?

E’ un po’ fisiologico, il grafico, quando si torna da infortuni così importanti e così lunghi, lo racconta. Ci sono dei momenti, dopo un inizio brillante per la troppa voglia di rimettere subito tutte le qualità, c’è sempre un po’ di assestamento dove si perde lucidità. Lui sotto l’aspetto della personalità, dell’impegno e della continuità è a posto. Sotto quello dell’anticipazione e della velocità di pensiero, dell’analisi fatta li per li fa vedere che deve ancora crescere. Nessun problema, bisogna continuare a farlo giocare e dargli quell’importanza che ha perché per noi Strootman è un giocatore fondamentale.

Su Ruediger vi aspettate lo stesso tipo di problema? Come sta Vermaelen, quando giocherà?

Su Ruediger si può fare qualche considerazione in più rispetto a Strootman. Se Ruediger comincia a diventare lento nel modo di pensare, non c’è nessuno dietro, c’è solo il portiere che può riparare a questa lettura ritardata per cui bisogna stare attenti. Anche in questo caso si guarda la risposta sul campo durante le partita, ma anche la risposta che da lui quando ci parli. Si si sente meglio, sente il ginocchio solido e recupera facilmente dopo aver fatto fatica. Cioè, il giorno dopo c’è quello che si sente un po’ più stanco e può creargli un’addizione di fatica anche fare il defaticante, mentre c’è quello che lo vuol fare anche sforzandosi un po’ anche a livello mentale, perché poi gli porta via le tossine dalle gambe. Lui è uno di questi, che fa anche il defaticante. Il ginocchio sta bene, è a posto e si va avanti su questa strada con la consapevolezza che c’è qualcuno che sta recuperando come Vermaelen. Negli ultimi allenamenti e nelle ultime partitine è entrato dentro e ha fatto contrasti e ha fatto le cose con grande velocità e rapidità. Siamo vicini. Gli manca un po’ di minutaggio per fargli sostenere almeno un’ora di partita. Un giocatore che obbliga una sostituzione con tutte queste partite e le insidie che ci sono, ti costringe a fare la conta di quelli che puoi mettere dentro.

Gerson è un po’ sparito dai radar, a che punto è? Nura ancora non è pronto per il test con la Primavera, cosa è successo?

Di Nura mi coglie impreparato, mi dà la possibilità di andare a mettere il dito sull’operato dei nostri fisioterapisti e mi dici, glielo vado subito a chiedere. Glielo vado subito a chiedere appena esco di qui così pensano “guarda come è attento il mister”. Gerson secondo me è cresciuto, ci sono state delle partite che sono voluto andare sul sicuro, ma ci sarebbe stata la possibilità di stimolarlo, a vederlo in pratica perché è cresciuto come velocità, come impatto fisico da quando io l’ho cominciato a vedere le prime volte. Questo, soprattutto del tenere botta sul piano fisico, può dargli nuove aperture in nuovi ruoli. Perché già da un punto di vista tecnico ha piede, ha scelta, ha velocità di piede. Da un punto di vista fisico, io lo penso davanti alla difesa, anche mi sembra che ci voglia ci vuole un po’ di sostanza quando ti saltano addosso e ti vogliono strappare la palla, lui gli riesce di fare anche questo. Lui mi dice di aver giocato sulla fascia e vorrebbe provare lì, ma non lo vedo come ruolo, come quarto di centrocampo esterno. Un giocatorino che bisogna continuare a seguire, a dargli qualche notizia per riuscire a trovare il meglio di quello che può fare, ma ancora non è preciso quale sia il suo ruolo e l’età consente un po’ di cambiamento come posizione.

Si è sempre parlato di Roma poco cattiva. Nel concreto si può allenare o no questa cosa, e se sì, come?

Penso sia difficile. Si può allenare non parlandone. Quando gli si fa porre l’attenzione, se si stimola quello che è un difetto che viene soprattutto dal pensiero, perché è la troppa attenzione che metti in un determinato momento fa sì che sbagli ancora di più. Tutti si aspettano sono un risultato là per metterla a posto e poi commetti un errore. Se invece arrivi tranquillo e magari con più fiducia degli ultimi episodi che ti sono successi è più facile. Ci sono momenti che fai gol sempre e altri in cui non lo fai per tre mesi. Secondo me è meglio lasciar stare, l’essenziale è che il giocatore abbia quelle capacità lì, che abbia nel DNA la qualità, l’estro, il genio di fare gol. Poi la personalità è un’altra cosa che invece di quella ne va parlato. Quello è un modo di essere dentro un contesto di situazioni di vita, perché la personalità è la qualità di stare zitto al momento che hai tante cose da dire perché ti porta vantaggi. È quello di avere la qualità di prendere un calcio che ti dice di reagire, invece lo prendi e stai zitto perché porta vantaggio. La situazione vorrebbe la reazione immediata, quella che magari pensa il giocatore “Mi hanno tolto palla e faccio vedere che lotto” e poi una botta che ti fa ambire o cacciare fuori; la personalità è saper subire in quel momento, qualsiasi reazione ti porta uno svantaggio. Questo fatto della personalità, messa bene, si può anche tentare di stimolare a fare attenzione ai ragazzi di mettere qualcosa in più, abbiamo bisogno di qualcosa in più.

Ci sono molte squadre che vincono le partite con le palle inattive. La Roma, secondo i suoi dati a che livello è?

Dobbiamo migliorare, dobbiamo assolutamente tentare di migliorare perché gli altri fanno meglio di noi nell’analisi di questi momenti di gara. A noi ci succedere a volte di batterle male, qualche vantaggio l’abbiamo preso, però vista la qualità che abbiamo sia di poter battere una punizione o un calcio d’angolo, sia come fisicità avendo ripreso Ruediger, Manolas, Strootman, De Rossi, Dzeko che è un giocatore forte anche di testa, abbiamo possibilità di portare a casa vantaggio da queste situazioni. C’è chi ci fa più attenzione, chi ci basa più per il risultato della partita. Noi ci finiamo probabilmente di più di quella che è la nostra prima caratteristica che è questo di tenere la palla a terra, andare dietro la linea difensiva e di riuscire poi a far gol. Bisogna stare attenti perché ad esempio il Pescara ha qualche giocatore forte anche sulle palle inattive. E’ un’insidia il calcio di punizione contro, hanno anche molti ex e questo li stimolerà molto. Si è visto che poi Caprari ha fatto gol nell’ultimo Roma-Pescara. Sono tutte insidie importanti che dobbiamo portare in superficie per avere attenzione, perché sembra una partita scontata ma non è così, non deve essere così e non sarà così. Bisognerà sudarsela.

Post conferenza è arrivata un’altra battuta:

A sinistra Emerson o Juan Jesus?

Emerson è oggi che ci da le risposte importanti perché ieri doveva ancora recuperare. Ancora non lo so adesso, è una partita dove devi spingere, sia a sinistra che a destra perché la devi vincere e di conseguenza c’è da vedere come ha recuperato.

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