Roma a Parma, Totti contro Cassano. Garcia: “In campo il tridente migliore. Ljajic può essere devastante”

De Rossi out fino a metà ottobre; a Parma di nuovo le chiavi del centrocampo al senatore Keita. Dalla nonna di Florenzi alla madre di Rabiot: c’è lei tra Adrien e la Roma

di Guendalina Galdi, @Guend4lina_G

“Chi è il giocatore più forte con cui hai giocato, De Sanctis a parte?”, “Cassano”. La domanda è stata formulata in occasione di un’intervista doppia, andata in onda su Roma Radio, che ha avuto come protagonisti Francesco Totti e Morgan De Sanctis. La risposta è stata data dal capitano giallorosso che ha eletto Antonio Cassano come il miglior giocatore con cui abbia mai giocato in carriera. Cassano, croce e delizia della Roma post-Scudetto del 2001, ora veste la maglia crociata ed è a capo della classifica dei cannonieri della Serie A, insieme a Menez ed Icardi. Tre gol nelle prime tre giornate di campionato, uno contro il Milan e la doppietta di domenica scorsa ai danni del Chievo. Un Cassano in forma che domani incontrerà parte del suo passato. Lui e Totti, due caratteri e storie diverse; uno genio e sregolatezza, l’altro bandiera eterna della squadra cui ha interamente votato la sua carriera. 32 anni il barese, quasi 38 il capitano giallorosso. Campioni maturi che hanno avuto destini differenti anche in azzurro: Totti campione del mondo nel 2006 che ha ormai chiuso la parentesi Nazionale, Cassano, nato nell’anno del Mondiale dell’ ’82, che in Brasile non ha brillato. Domani, nel primo turno infrasettimanale di stagione, le luci del Tardini si accenderanno su questi due giocatori e sul resto degli elementi che scenderanno in campo. Roma e Parma sono divise, in classifica, da 6 punti. La squadra di Garcia continua a macinare punti senza sosta, la formazione di Donadoni invece ha conquistato i primi, e finora unici, tre punti grazie alla vittoria di domenica scorsa.

 

“A Parma per vincere”, il manifesto di Rudi Garcia alla vigilia della sfida. Come al solito testa solo al presente, alla gara che viene non oltre. Agli infortuni il tecnico francese rimedia con l’ampia rosa a disposizione, per quanto riguarda il tridente d’attacco invece: La cosa importante è soprattutto mettere il miglior tridente per la gara che giochiamo”. Uno tra Gervinho e Florenzi probabilmente sarà ‘risparmiato’, Francesco Totti è pronto a riprendersi la fascia da capitano dal primo minuto ed Adem Ljajic aspetta di avere l’occasione di partire titolare e finalmente incidere in modo significativo. In lui Garcia ripone grande fiducia: “Dal primo giorno di preparazione Adem è il giocatore che ha lavorato nel miglior modo di tutti. Adem è un grande talento, importante, non abbiamo un profilo come lui in rosa. Penso che con lui abbiamo una possibilità di mettere in campo un giocatore che può essere devastante individualmente e collettivamente. Conto molto su di lui e spero che la gente se ne accorga che è un calciatore di grandissimo livello. Ha la mia massima fiducia, al 200%”. La fiducia dei tifosi ha iniziato a scricchiolare da tempo. Esattamente un anno fa segnava, dagli undici metri, la rete del 2-0 ai danni della Lazio. Poi è iniziata un’altalena di prestazioni che ha lasciato il tifo in parte perplesso, in parte deluso. Gli esterni offensivi della Roma sono impeccabili: Gervinho vola, crea e segna, Florenzi è sempre pronto, è padrone dell’intera fascia di competenza ed anche lui va in gol, Iturbe è decisivo anche in Champions, ed in questa armonia Ljajic è l’unica nota stonata.

 

Niente Daniele De Rossi da qui e fino a metà ottobre. Garcia consegna ancora le chiavi del centrocampo a Seydou Keita; con lui contro il Parma Pjanic e Nainggolan, salvo sorprese. La difesa vedrà al suo interno ancora la coppia Manolas-Mapou che ha giganteggiato contro il Cagliari domenica pomeriggio. Sulle corsie si prevede un turno di riposo per Maicon; spazio così a destra a Torosidis ed a sinistra dovrebbe essere confermato Ashley Cole. Migliorano le sue perfonmances in giallorosso: contro il Cagliari ha svolto bene sia la fase difensiva che quella offensiva, spingendo sulla corsia di competenza e rientrando in fase di non possesso. Il calcio italiano inizia ad essere parte di lui, inglese puro, nonostante Garcia abbia definito “pronto” anche Josè Holebas, il terzo Nazionale greco approdato nella Capitale che si sta inserendo: impara la lingua ed assimila i dettami tattici del tecnico.

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