Roma, nuovo calendario o arrivederci in montagna: ecco le due opzioni dell’estate

I giallorossi si preparano a ripartire: gli allenamenti a Trigoria possono slittare al 18 maggio, poi campionato da giugno e coppa ad agosto. L’alternativa? Stop definitivo e da luglio in ritiro

di Marco Prestisimone, @M_Prestisimone

Si riparte? Si gioca? E quando? Se lo chiedono i tifosi – non tutti, a dir la verità – ma se lo chiedono soprattutto la Roma e Paulo Fonseca. Perché il portoghese già nei giorni scorsi ha lanciato l’allarme di una programmazione impossibile da stilare in questa situazione super intricata. Ieri però dall’Uefa sono arrivate alcune indicazioni: la mission è quella di chiudere i campionati entro il 2 agosto in modo da consegnare le liste per la prossima stagione. Ma anche perché l’ipotesi auspicata dall’Uefa è quella di far disputare Champions ed Europa League proprio ad agosto, con finali rispettivamente il 29 a Istanbul e il 26 a Danzica. L’altra, sempre più sullo sfondo, sarebbe far “correre” in parallelo campionati e coppe e chiudere tutto entro la prima settimana di agosto.

SERIE A – La ripresa degli allenamenti a Trigoria slitterà: dal 4 maggio inizialmente previsto, possibile rinvio di almeno due settimane per tutti. Nei propri centri sportivi o addirittura all’estero in stile ritiro estivo, un’idea al momento solo ventilata che però permetterebbe ai club di spostarsi in zone meno colpite dal coronavirus come Austria o Slovenia. Ciò che più conta però è che a cambiare sarà il calendario: Serie A da disputare a giugno e luglio e Champions ed Europa League ad agosto. L’Uefa nella sua proiezione ha previsto 18 slot da inizio giugno al 2 agosto per completare i campionati, giocando ogni tre giorni. Alla Serie A mancano 12 giornate più i recuperi, ma se il nuovo start dovesse slittare, si potrebbe ricorrere a una formula ridotta o ai playoff. L’indicazione è chiara: conta concludere i campionati, punto. La Roma ripartirebbe così a giugno dalla Sampdoria in casa e finirebbe il campionato al massimo il 2 agosto contro la Juventus allo Stadium. Tutto rigorosamente a porte chiuse.

EUROPA LEAGUE – Avendo solo un mese a disposizione, decisamente più circoscritta la situazione Europa League. Se si potessero giocare tutte le partite, la Roma ripartirebbe il 3 agosto a Siviglia per poi giocare il 6 all’Olimpico. Eventuali quarti il 10 e il 13, semifinali il 17 e il 20 e finale il 26 a Danzica. In alternativa, gara secca contro il Siviglia il 6 agosto: un’opzione ancora possibile visto che i giallorossi, insieme a Inter e Getafe, sono gli unici a non aver disputato neanche l’andata degli ottavi di finale. Se tutto questo fosse irrealizzabile, in piedi altre tre idee: quarti e semifinali in gare secche; final four in sede unica; final eight in sede unica.

RITIRO IN MONTAGNA – E se il calcio non dovesse ripartire? L’Uefa ha provato a rispondere anche a questo: niente ranking storico ma qualificazione alle coppe per meriti sportivi. Alla Roma toccherebbe quindi di nuovo l’Europa League il prossimo anno con Juve, Lazio, Inter e Atalanta in Champions. Fonseca in questo caso ha scelto già da tempo: vuole fare il ritiro in montagna. Possibilmente tre settimane a luglio e in Italia, non dovendo disputare i preliminari. Già la scorsa estate erano previsti dieci giorni a Pinzolo, poi annullati con tanto di polemiche visto l’accesso diretto ai gironi di Europa League per l’esclusione dalle coppe del Milan.

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