I tifosi rossoneri viaggiano nel pessimismo: "Dirigenza folle, 80 milioni spesi per una squadra inguardabile"
Roma contro Milan, ci siamo. Momento più delicato non potrebbe esserci, con due squadre profondamente in difficoltà per motivi differenti: ambizione giallorossa e rivalsa rossonera, due necessità che hanno accompagnato la costruzione della nuova stagione senza però trovare un riscontro concreto nei risultati sul rettangolo di gioco. "Speriamo di perdere per non mandare avanti questa agonia" una sintesi impietosa che descrive senza mezzi termini lo spirito degli innamorati del Milan, a poche ore dalla sfida dell'Olimpico il web si mobilita per cercare qualche spunto da offrire al proprio cuore.
Al centro di ogni dibattito ci sono gli allenatori, duttili alibi per ogni evenienza e figure in grado di riempire le discussioni settimanali: "Con Perdisa dobbiamo solamente preparare il pallottoliere" il nome di Mihajlovic è distorto così come il campionato della compagine milanese, chiaro segnale di una prospettiva che nemmeno lambisce i sogni di alta classifica. Se Rudi Garcia non sorride, a Milanello c'è da fare i conti con settimane di passione ad oltranza in cui la dirigenza viene chiamata in causa per un'assenza inspiegabile: "Sento parole come ricominciare, azzerare tutto, ripartire...Ma dove? Con questa dirigenza folle non serve solamente un cambio in panchina, l'unica cosa da fare è una pulizia generale."
"Non c'è uno straccio di gioco ed i calciatori sono davvero scarsi" a parlare sono coloro che hanno assaporato la classe ed il talento di gente come Van Basten, Baresi, Nesta e Ibrahimovic, impigliati adesso in uno sconforto alimentato dai nomi e dai cognomi sotto le luci di San Siro: "Questa estate hanno speso 80 milioni ed abbiamo una squadra inguardabile. Ma puoi presentarti con gente tipo Honda e Cerci?"
In un clima di precariato generale, il campo offre una gara decisiva tanto per il Milan quanto per la compagine capitolina ma sono in pochi a vedere la luce in fondo al tunnel: "Perdiamo contro la Roma e contro la Fiorentina, prepariamoci a lottare per una salvezza anticipata" i fischi del Meazza hanno certificato la frattura tra il popolo rossonero ed il mondo milanista, il ko interno contro il Bologna non ha fatto altro che rimandare il processo ad un gruppo senza identità: "Si parla di Zapata al centro della difesa...Mio Dio..." le faccine a corollario di un pessimismo ormai radicato nell'immaginario collettivo, figlio di un presente senza acuti e di un futuro alquanto nebuloso.
L'incognita giallorossa fa paura, tra alti e bassi è difficile non riconoscere una superiorità evidente: "Sono più forti, c'è poco da fare" assioma che prescinde dalle involuzioni tattiche del gruppo guidato da Rudi Garcia, trovando fondamento nel valore dei protagonisti "rientrano Nainggolan e Pjanic, anche Salah sembra essere recuperato. Dzeko non c'è? Allora scommetto che ci segna Sadiq..."
Nonostante tutto, non mancano le parole di candido ottimismo dei tifosi più positivi: "Secondo me sarà la partita della svolta" affermazione che chiude il suo ragionamento tra gli interrogativi generali "la vinciamo come abbiamo fatto contro la Lazio. Tre punti all'Olimpico e ci lanciamo per un posto in Europa."
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