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Roma, mediana a secco: il centrocampo non punge. Il confronto con le big è impietoso

Roma, mediana a secco: il centrocampo non punge. Il confronto con le big è impietoso - immagine 1
A Trigoria la mediana sembra essersi trasformata in un reparto di gestione, ordinato ma privo di quel veleno necessario far male e limitare le lacune del reparto offensivo
Redazione

E' un momento critico in casa Roma, con i giallorossi reduci in campionato dai due ko consecutivi contro Como e Genoa e dal pareggio-beffa contro la Juventus. Nel mezzo l'1-1 al Dall'Ara nell'andata degli ottavi di finale di Europa League contro il Bologna, con il club capitolino (che non vince da 4 partite in tutte le competizioni) atteso domani sera all'Olimpico dalla sfida di ritorno che potrebbe rivelarsi decisiva per la stagione della Roma. I giallorossi, infatti, in una manciata di settimane sono passati dal quarto posto con un potenziale +7 sulla Juventus e +5 sul Como alla sesta posizione in classifica con un amaro -2 e -3 rispettivamente da bianconeri e lariani. E, tra le pesanti e continue assenze del reparto offensivo, Gasperini non è riuscito a trovare una soluzione nel suo centrocampo, nonostante "l'abbondanza" della mediana. A usare questo termine era stato lo stesso tecnico piemontese alla vigilia del match contro la Cremonese, vinto 3-0 soprattutto grazie ai centrocampisti (gol e assist per Cristante, tris finale di Pisilli): "A centrocampo abbiamo abbondanza, in 4 stanno facendo bene. Sarà un vantaggio quando torneremo a giocare la Coppa". A conti fatti, almeno fino ad ora, non è stato così.

Solo il 28% dei gol arriva dai centrocampisti, che tirano poco: la Roma è la peggiore tra le prime 6 della classifica

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Dati alla mano, infatti, la Roma è la peggiore tra le top-6 del campionato come partecipazione dei centrocampisti ai gol. Sono 39 le reti segnate dai giallorossi in 29 partite di Serie A, con solo 11 contribuzioni tra gol e assist arrivate dai quattro mediani Cristante (2 gol, 1 assist), Koné (2 e 2), Pisilli (1 e 2) e El Aynaoui (a secco di gol, 1 assist). La percentuale è presto fatta: il 28.2% dei gol della Roma vede comparire sul tabellino i centrocampisti. Il peggior dato prendendo in considerazione Juventus (51 gol di cui 15 con i quattro mediani; il 29.4%), Como (48 reti di cui 26 dai centrocampisti escludendo Nico Paz; il 54.2%), Napoli (45 di cui 21 considerando i numerosi infortuni dei vari De Bruyne, Gilmour e Anguissa; il 46.7%), Milan (44 di cui 25 passati per i piedi di Modric, Rabiot, Loftus-Cheek, Ricci e Fofana; il 56.8%) e Inter (65 reti segnate dopo 29 turni, di cui 32 con il contributo dei cinque centrocampisti Calhanoglu, Barella, Zielinski, Mkhitaryan e Sucic; il 44.6%). Analizzando in particolare le principali contendenti per la qualificazione alla prossima Champions League, vale a dire Juventus e Como, il distacco appare evidente soprattutto nei singoli. Per i bianconeri a secco c'è solo Koopmeiners, schierato anche da braccetto nella difesa a tre, mentre McKennie vanta già 4 gol e 4 assist anche grazie alla sua duttilità che lo ha portato a giocare terzino ed esterno offenisivo. Locatelli e Thuram, invece, vantano praticamente gli stessi numeri di Cristante (o Pisilli) e Koné. I lariani di Fabregas, invece, sono una macchina da gol: 5 reti per Baturina (con 3 assist), 3 per De Cunha (con altrettanti passaggi vincenti) e 2 per Perrone e Caqueret (che vantano 4 assist a testa); a secco Sergi Roberto. E il dato sui tiri è emblematico in tal senso: solamente Cristante tra i mediani della Roma supera la media di un tiro a partita (1.3, con Koné e Pisilli subito dietro a 0.8), ma in porta da parte del numero 4 ne arrivano solo lo 0.3. I centrocampisti della Juventus invece vantano tutti almeno un tiro a partita (con Thuram e McKennie in media 1.4 e 1.3), mentre nel Como solo Da Cunha vanta 1 tiro a gara ma i numeri sono dalla loro parte.

Roma, mediana a secco: il centrocampo non punge. Il confronto con le big è impietoso- immagine 2

Gasperini all'Atalanta è sempre riuscito a far fruttare il centrocampo: i numeri dei 9 anni a Bergamo

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Ed è noto come i centrocampisti siano il fulcro del gioco di Gasperini, che non li ritiene meri costruttori di gioco ma anche finalizzatori. Nell'impero novennale all'Atalanta, infatti, il tecnico piemontese ha sempre puntato sugli inserimenti in area dei centrocampisti e sui loro tiri da fuori per sbloccare partite difficili, cosa che alla Roma almeno fino a questo momento si è visto piuttosto poco. Il fedelissimo di Gasperini a Bergamo è stato De Roon, con cui ha condiviso 8 delle 9 stagioni in neroazzurro: l'olandese ha sempre partecipato almeno a 4 gol stagionali (eccezion fatta per l'annata 2020-21, 1 gol e 1 assist, e 2021-22, con "solo" 3 reti) di una squadra che giocava a memoria e aveva un parco trequartisti-attaccanti da far invidia a tutte le big. Super, per De Roon, la scorsa stagione, con 4 gol e 4 passaggi vincenti in 36 presenze. Anche Freuler non è mai sceso sotto quota 4, ma nel triennio 2016-19 sono arrivate almeno 8 contribuzioni tra gol e assist in campionato (nel primo anno di Gasp furono addirittura 9). Rendimento super invece per Pasalic, chiamato a compiti maggiormente offensivi, con l'exploit nell'annata 2021-22 (13 gol e 6 assist) e uno score mai al di sotto di quota 7 tra reti e passaggi vincenti (2022-23 e 2024-25). Buono anche l'apporto di Ederson che, dopo il primo anno di apprendistato con un solo gol e un solo assist, si è sbloccato con 6 reti e 1 passaggio vincente (2023-24) e 4 gol e 1 assist (2024-25). Ottimi, invece, i numeri a Bergamo di Koopmeiners (dopo le 4 reti e 1 passaggio vincente nel 2021-22 sono arrivati un totale di 22 gol e 9 assist nel bienno successivo) e nell'unico anno con Gasp di Kessié (6 gol e 4 assist nel 2016-17). Emblematico in tal senso è Bryan Cristante: da incursore e trequartista d'inserimento con Gasp a Bergamo (9 gol e 2 assist nella stagione 2017-18, prima di arrivare nella Capitale) ai numeri sopra citati quest'anno e non solo in cui è chiamato ad agire soprattutto davanti alla difesa. La Roma di Gasperini, insomma, sembra possedere il motore, ma non riesce a innestare la marcia offensiva che sta caratterizzando la stagione delle altre big e ha sempre valorizzato i centrocampisti di Gasp. A Trigoria la mediana sembra essersi trasformata in un reparto di gestione, ordinato ma privo di quel veleno necessario far male e limitare le lacune del reparto offensivo. Senza i gol della 'terra di mezzo', l'obiettivo Champions rischia di restare un miraggio.

Marcello Spaziani