Roma, manca il bomber da 20 gol. E con le big l’attacco scompare

L’attacco segna con le piccole ma la media pericolosità è crollata sotto lo 0,7% negli ultimi scontri diretti. Fonseca in cerca di soluzioni: dal ritorno di El Shaarawy al riscatto di Dzeko

di Francesco Balzani, @FrancescoBalza8

Ventuno giornate e nessuno in doppia cifra. Se è vero che i numeri offensivi della Roma (44 gol) sono in linea con la concorrenza nella corsa Champions c’è da valutare il peso di quei gol e la frequenza con la quale arrivano nei match che contano. Per questo va calcolata una variabile che si chiama eXG (expected goals). Si tratta di un algoritmo che cerca di rappresentare il potenziale offensivo prodotto da una squadra in una determinata partita o le occasioni da rete potenzialmente avute da un singolo giocatore in relazione ai tiri presi, cioè anche considerata la qualità di questi tiri come potenziali gol. Il numero di xG (come vengono abbreviati) insomma traduce i gol che ci si sarebbe aspettato che quella squadra o quel giocatore segnasse.

Il dato della Roma contro le big in questo senso fa discutere. Perché la squadra di Fonseca ha una media complessiva di xG discreta (2,203 a partita) come dimostrano le goleade con le piccole come Crotone, Benevento o Bologna. Che però crolla drasticamente negli scontri diretti quando passa a 1,18. Contro la Juve il dato è arrivato addirittura a 0,65. Ancora peggio è stato fatto con Napoli (0,31) e Lazio (0,64) mentre con l’Atalanta era di 0,71 e con l’Inter di 0,90 nonostante i due gol. Tradotto? Negli ultimi cinque scontri diretti la Roma è stata meno pericolosa di una provinciale accumulando una media di 0,62 pericoli. Una goduria per i portieri avversari, ma non per i giallorossi che alla 21° giornata dello scorso anno avevano vinto due scontri (Napoli e Milan) diretti mentre in questa stagione sono ancora a secco. Interessante anche il confronto generale: i punti in classifica sono su per giù gli stessi (39 nel 2019-2020; 40 in questa annata) mentre è aumentata la forbice tra gol fatti e subiti: 39 e 23 rispettivamente l’anno scorso mentre da settembre ad oggi sono 44 e 35.

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Bomber Cercasi: la Roma è l’unica big senza doppia cifra

Ecce bomber, si diceva una volta. Alla Roma quel bomber manca da parecchio. Nella classifica marcatori attuale, per esempio, la squadra di Fonseca non annovera nessuno in doppia cifra. Il primo “bomber” è Mkhitaryan con nove gol, gli stessi di Nzola e Destro. Tra le big solo il Napoli ha lo stesso problema ma va considerata la lunga assenza delle due punte titolari Osimhen e Mertens e la presenza sempre a 9 gol di due giocatori come Insigne e Lozano. L’Inter ne ha addirittura due (Lukaku a 14 e Lautaro a 11) mentre in vetta comanda Cristiano Ronaldo. Dietro all’armeno nella Roma ci sono Dzeko e Veretout a 7 poi Mayoral a 6. Se allarghiamo il dato contro le big le cose non migliorano, anzi. Perché i nove gol di Mkhitaryan sono arrivati nell’ordine contro: Genoa (3), Parma (2), Torino, Bologna, Crotone e Verona.

A secco quindi negli scontri diretti così come Mayoral che ha tirato fuori la mitraglia con Parma, Spezia, Crotone e Verona mentre Dzeko ha provato ad alzare un po’ la posta esultando pure con Milan e Atalanta. Un problema legato all’assenza di un uomo d’area di rigore spietato come era il bosniaco nella stagione dei record di Spalletti. L’unica che ha visto Edin superare quota 20 gol da quando è nella capitale. Anche la scorsa stagione, infatti, la Roma di Fonseca ha pagato l’assenza di un bomber a tutto tondo nella corsa Champions. Chi l’ha preceduta ha occupato almeno con un giocatore una posizione tra i primi 5 marcatori in classifica: Immobile, CR7, Lukaku, Zapata e Muriel. Solo nono posto per Dzeko che ha concluso con 16 gol, due più di Mancosu del Lecce.

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Il ritorno del Faraone e la media di Mayoral con le piccole

Come risolvere il problema? L’anno scorso era impossibile visto che alle spalle dell’ex City c’era l’apatico Kalinic. In questa stagione, almeno contro le piccole, la soluzione può essere Borja Mayoral che potrà sfruttare il doppio impegno con Udinese e Benevento. Ma probabilmente non basterà a mantenere il quarto posto. Fonseca sta studiando più soluzioni e si affiderà ai gol spalmati su tutto l’attacco come ha fatto già negli ultimi mesi.

Benedetto quindi il ritorno di El Shaarawy che nella sua ultima annata romana mise a segno 11 reti, addirittura due più di Dzeko. Il Faraone può essere impiegato anche da prima punta nel ritrovato 3-4-2-1 e comunque può fornire la sua dotazione di assist: ventisei in 139 partite con la maglia giallorossa. Si spera pure in una rinascita di Pedro che proprio all’andata contro l’Udinese salvò la panchina di Fonseca e avviò un filotto di risultati positivi per una Roma già messa sotto accusa. In carriera, però, lo spagnolo di gol non ne ha mai segnati a valanga nonostante giocasse nel Barcellona ultra offensivo di Guardiola. Nella sua migliore stagione (2014-2015) arrivò a quota 15. Nessun segnale da Carles Perez mentre il ritorno di Zaniolo è ancora lontano.

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