Roma, la “strana Opa” di Friedkin: offerto un terzo del valore di mercato delle azioni

Solo se Friedkin riuscirà a salire sopra il 90% del capitale, le azioni verrebbero tolte dal listino; se non ci riuscirà, il club giallorosso continuerà ad essere quotato

di Redazione, @forzaroma

Irraggiungibile, nel listino di Borsa. In questo strano agosto calcistico con competizioni ufficiali ancora in corso le quotazioni dell’As Roma rimangono molto distanti dal prezzo dell’Opa residuale conseguente all’offerta del magnate texano Dan Friedkin sulla quota di controllo di James Pallotta. Il pacchetto di maggioranza è stato pagato poco più di 63 milioni di euro (più l’impegno a sostenere l’aumento di capitale già deliberato per 150 milioni e al rimborso dei prestiti della gestione precedente), pari a 11,65 centesimi ad azione, scrive Michelangelo Borrillo su “Il Corriere della Sera”.

E questo è il prezzo dell’Opa residuale sul flottante quotato in Borsa, pari al 13% del capitaleLe azioni della Roma, però, quotano circa il triplo (30,6 centesimi l’ultima chiusura) a Piazza Affari: per questo, allo stato attuale, è prevedibile che l’offerta non andrà a buon fine, visto che per gli azionisti non sarà conveniente aderire all’Opa residuale: il mercato (bastano pochi scambi per far muovere il titolo, visto l’esiguo flottante), evidentemente, giudica troppo “a sconto” l’offerta del texano. Solo se Friedkin riuscirà a salire sopra il 90% del capitale, le azioni verrebbero tolte dal listino; se non ci riuscirà, il club giallorosso continuerà ad essere quotato in Borsa, dove sbarcò nel 2000, subito dopo la vittoria del campionato della Lazio e agli albori di una stagione, la 2000-01, che l’avrebbe vista trionfare in campionato. Altri tempi e anche altre quotazioni: lo sbarco in Borsa avvenne a 5,5 euro.

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