Roma, inizia il viaggio verso l’intelligenza artificiale

Monchi ad AS apre le porte di Trigoria e approfondisce il tema dei Big Data e il Machine Learning. E Pallotta vuole anche creare un Roma Street

di Redazione, @forzaroma

Monchi apre le porte di Trigoria ad AS. E il quotidiano spagnolo racconta di come, spinta dal tocco americano del suo proprietario, James Pallotta (proprietario del 25% dei Boston Celtics), la Roma ha sviluppato negli ultimi tempi un sofisticato software che consente di controllare migliaia di giocatori. I Big Data sono una parte importante del lavoro di ricerca di Monchi, che lavora con un gruppo di 14 persone. Ma Pallotta non si è fermato qui e ha già annunciato l’applicazione nel club dell’intelligenza artificiale attraverso il Learning Machine, una disciplina scientifica che crea sistemi che apprendono e identificano automaticamente modelli di comportamento in milioni di dati. Due ingegneri informatici lavorano a Pittsburg e nel New Mexico alla scoperta di un algoritmo che semplificherà la ricerca dei giocatori. Non si tratta solo di analizzare aspetti tecnici e statistici dei giocatori. Anche come un giocatore si comporta su un certo tipo di erba o in condizioni di pressione, quanto tempo ci vuole per stancarsi o come si comporta nei giorni di pioggia. Lo strumento è dinamico e consente di risparmiare tempo e lavoro perché offre milioni di soluzioni.
Sebbene Monchi spieghi bene che “devi sapere come usare i dati”. Il direttore sportivo viaggia ogni due mesi a Boston per parlare con Pallotta, entusiasta dell’idea di essere un pioniere a Roma. Il fattore umano è ancora essenziale nel calcio, ma l’intelligenza artificiale sta arrivando e il viaggio a Roma è stato avviato.

LA FUTURA ROMA STREET A TRIGORIA – Il centro Fulvio Bernardini nasce nel 1979, e già sono stati realizzati alcuni lavori di ristrutturazione: camere personalizzate, nuove attrezzature americane in palestra e un ristorante di alto livello. Ma arriveranno altri ritocchi: una delle idee di Pallotta è creare una Roma Street. L’obiettivo è creare spazi di gioco intorno ai campi di allenamento, nei quali i ragazzi possono migliorare le loro capacità senza avere la sensazione di lavorare, come campi di calcio-tennis e calcio a tre.

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