Le ammonizioni con conseguente squalifica rimediate da Hermoso e Mancini contro l’Atalanta avevano lasciato in dote un allarme chiaro in vista della trasferta di Lecce: per la prima volta in stagione, la Roma si sarebbe presentata senza alcun elemento del suo collaudato terzetto difensivo, Ndicka compreso. Un’assenza che faceva temere uno squilibrio profondo, più mentale che tattico. Invece, nel momento più delicato, la risposta è arrivata da chi era rimasto fin lì ai margini. Ghilardi e Ziolkowski hanno raccolto la responsabilità con personalità e ordine, disputando una gara attenta, solida, senza sbavature. Ghilardi, nel giorno del suo compleanno, ha saputo gestire l’emozione della prima da titolare in campionato trasformandola in concentrazione e affidabilità; insieme al polacco ha dato una risposta concreta, anche a chi li aveva messi in discussione. Il dato finale è quello che pesa di più: da quando Ndicka era partito per la Coppa d’Africa, la Roma aveva sempre subito almeno un gol. A Lecce no. È il primo clean sheet della sua assenza, ottenuto senza i titolari, ma con una difesa che ha saputo reggere, leggere e comandare. Più che una sorpresa, una conferma: quando il sistema funziona, anche i volti nuovi possono garantire certezze.

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Roma in emergenza difensiva, brillano i baby: primo clean sheet senza Ndicka
La risposta dei giovani
—Ziolkowski e Ghilardi sono due difensori diversi per storia, caratteristiche e percorso, ma uniti da una cicatrice comune: la 'strigliata' di Gasperini. Per l’italiano è un ricordo ancora vivido, quella sfuriata nell’amichevole estiva contro il Neom che sembrava aver scritto, in anticipo, il copione di una stagione passata nell’ombra per l’ex Sampdoria. Per il polacco, invece, la ferita è stata più silenziosa ma forse ancora più dolorosa: la bocciatura dopo appena trenta minuti contro il Viktoria Plzen, un giudizio rapido, netto, difficile da dimenticare. L’inizio per entrambi è stato in salita, fatto di attese, dubbi e occasioni mancate. Ma è proprio lì, nel tratto più ripido, che hanno scelto di non arretrare. Ziolkowski, soprattutto, ha saputo scavarsi spazio con pazienza e personalità, fino a rendere visibili quelle qualità per cui la Roma aveva deciso di puntare su di lui. Non è più una promessa nascosta: oggi è una presenza che pesa. Anche a Lecce ha lasciato il segno, con chiusure puntuali, intercetti intelligenti e contrasti da leader consumato. Camarda e Stulic sono stati cancellati dal suo raggio d’azione. Il dato che racconta meglio la sua serata è forse il più crudo e significativo: tre contrasti vinti su quattro, una sentenza. Oggi, per continuità e sicurezza, è più pronto di Ghilardi. Anche se, l'ex Verona, nel giorno del suo compleanno, non ha tremato. All’esordio da titolare in campionato, ha trasformato l’emozione in concentrazione, l’attesa in energia pulita. Gli era stato chiesto soprattutto questo: una partita senza sbavature. Missione compiuta. Nessun errore, nessuna paura, solo attenzione e ordine. "Spero di avere altre occasioni", ha detto nel postpartita. Parole semplici, sincere. Il campo, per ora, gli ha dato ragione. Starà al futuro stabilire se quella di Lecce sia stata solo una risposta o l’inizio di qualcosa di più stabile.
Federico Grimaldi
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