Roma, il silenzio di Totti fa rumore. E De Rossi resta un caso

di Redazione, @forzaroma

(Ansa) Nell’orbita Roma si rischia la collisione tra Francesco Totti e Franco Baldini. Il capitano giallorosso non ha ovviamente gradito ieri le parole del futuro direttore generale

(in particolare il riferimento alla ‘pigrizià ha suscitato perplessità nel numero 10 e nel suo entourage, anche esso al centro delle stilettate dell’attuale general manager dell’Inghilterra) che da Londra oggi non ha sentito la necessità di chiarire con lui nè di fare una telefonata negli Usa per parlare con Thomas DiBenedetto.

Il tycoon americano, in attesa di tornare a Roma per il ‘closing’ della trattativa con UniCredit, anche se con un oceano di mezzo, non si è voluto perdere una virgola dell’intervista rilasciata da Baldini. Per questo ne ha chiesto una traduzione alla società di comunicazione che ne cura gli interessi nella Capitale. E sempre per avere un quadro chiaro della situazione ha voluto una dettagliata rassegnata stampa di tutti gli articoli che hanno trattato la vicenda. A DiBenedetto, oltre al passaggio su Totti, non sarà di certo sfuggito anche quello su Villas Boas in cui Baldini prima ammette la simpatia per l’ex allenatore del Porto e poi spiega il motivo che ne ha impedito l’arrivo a Roma: «Costava troppo». Troppo per chi? Per la nuova proprietà a stelle e strisce? E se non ci fosse stata la clausola rescissoria da 15 milioni di euro pagata dal Chelsea, Luis Enrique avrebbe continuato ad essere un tecnico «estraneo al calcio italiano»? Domande destinate a restare senza risposta, almeno fino a quando Baldini non deciderà di uscire nuovamente allo scoperto.

La tattica attendista, nonostante per natura sia un attaccante micidiale, è anche quella scelta da Totti che, dopo aver assorbito l’inatteso tackle del futuro dg, ha deciso di non rispondere a freddo. In sua difesa si è però subito schierato Marco Cassetti, tra i migliori amici del numero 10 nello spogliatoio: «Purtroppo non ho conosciuto Baldini nell’era precedente e quindi non posso giudicarlo. Posso però giudicare Francesco, perchè lo conosco da qualche anno: mi sembra abbia dimostrato sul campo chi è, anche l’anno scorso, quando ha superato il record di gol in campionato di Baggio, e non mi sembra si possa attaccare. Comunque sono due persone adulte e vaccinate, se avranno qualcosa da dirsi lo faranno tra di loro». E nell’ambiente romanista ci si augura che il chiarimento avvenga al più presto. Anche perchè all’orizzonte un altro satellite importante rischia di uscire dall’orbita della Roma.

Daniele De Rossi continua ad essere uno dei casi più spinosi per il nuovo corso made in Usa: il centrocampista di Ostia ha un contratto in scadenza nel 2012 e, in mancanza di un accordo sul rinnovo, potrebbe dire addio senza portare nemmeno un euro nelle casse di Trigoria. La distanza tra domanda e offerta, e la necessità per la Roma di abbassare sensibilmente il monte ingaggi, al momento non induce all’ottimismo. Inoltre, a complicare le cose sono anche i segnali provenienti dall’universo Premier League: Villas Boas, perso Essien per infortunio, ha infatti chiesto ad Abramovich proprio De Rossi per rinforzare il centrocampo del Chelsea. Stessa idea è però venuta anche al Manchester City di Roberto Mancini che, grazie alle illimitate risorse dello sceicco Mansour, avrebbe fatto recapitare al giocatore una proposta contrattuale da mille e una notte: 9 milioni di euro a stagione. A Boston i problemi forse cominciano ad essere almeno due.

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