Roma, il modulo estivo ha fatto colpo: più gol e meno pericoli

Con il 3-4-2-1 Fonseca ha trovato le contromosse per reagire alla crisi, i giocatori ora rendono di più. La squadra si riscopre cooperativa del gol e in fase difensiva c’è maggior copertura

di Redazione, @forzaroma

Quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta. Il bilancio delle sei partite giocate dalla Roma con la difesa a tre è molto positivo e, con il cambio di modulo, Fonseca sembra essere riuscito a invertire il trend horror che aveva caratterizzato la squadra per quasi tutta la prima metà del 2020. “Il nuovo schieramento ci fa giocare bene”, ha ripetuto più volte il tecnico nell’ultimo mese. Concetto ripreso dai singoli calciatori: ieri è stato il turno di Bruno Peres, esaltato in una posizione avanzata. Qualche giorno fa Pau Lopez aveva approvato la scelta dei tre centrali, sottolineando come la Roma fosse maggiormente coperta in fase difensiva. I dati lo confermano: solo 5,66 i tiri a partita subiti dalla sfida col Napoli, la metà rispetto a quelli delle prime tre giornate dalla ripresa del campionato. Un modulo equilibrato che fa sorridere tutti, dalla retroguardia agli attaccanti.

Roma cooperativa del gol. E Dzeko non è più solo

 

Il 3-4-2-1 dà garanzie alla squadra. Che intanto si riscopre cooperativa del gol: ne aveva realizzati appena due nelle tre gare dopo il lockdown; nelle ultime sei ne sono arrivati sedici. E se prima segnava soltanto Dzeko, adesso sono in tanti a esultare: Mkhitaryan, Veretout, Fazio, Kalinic, Zaniolo, Spinazzola, Carles Perez, Kolarov e Bruno Peres. Diciassette marcatori diversi in stagione, il bosniaco non è più solo e soprattutto non ha l’obbligo di trascinare la squadra in ogni partita. Il rientro in pianta stabile di Mkhitaryan ha favorito questo fattore. L’armeno ha messo la sua firma contro Napoli, Parma e Inter: il suo svariare sulla trequarti concede a Dzeko di essere più presente in area di rigore e di non arretrare troppo. Aspettando che Pellegrini, apparso ancora sottotono e lontano dalla sua forma migliore, torni “l’uomo in più” ammirato fino allo scorso dicembre. Ma anche senza il suo apporto, il numero delle occasioni da gol è cresciuto: dalla media di 4,33 a partita, registrata con Samp, Milan e Udinese, a quella di 7,16 degli ultimi incontri.

Dai centrali ai terzini: chi beneficia del nuovo modulo

 

L’attuale schieramento sembra poi adatto alle caratteristiche dei giocatori in rosa. D’altronde Mancini e Ibanez vengono dal contesto Atalanta, dove la difesa a tre è un dogma, mentre Smalling e Kolarov possiedono l’esperienza e la velocità necessarie per adattarsi sul centro-sinistra. Inoltre, la presenza di tre giocatori davanti a Pau Lopez permette alla Roma una maggior qualità nella prima fase di impostazione e di tenere libero uno dei due mediani. Cosa che non accadeva con il 4-2-3-1, quando Vereout era costretto ad arretrare sulla linea difensiva.

Altri due giocatori abituati al nuovo modulo sono i terzini: l’evoluzione di Bruno Peres e Spinazzola è sotto gli occhi di tutti, la posizione avanzata dà ai due la possibilità di partecipare alla fase offensiva ed essere serviti meglio dai compagni. I due esterni hanno totalizzato complessivamente tre gol e due assist in cinque gare, e i cross da una fascia all’altra, come visto ieri a Ferrara, iniziano a rappresentare un’arma in più. Il terzino brasiliano, in particolare, si sta rivelando decisivo: pure per lui, come per Zaniolo e Ibanez, si dovrà trovare un posto nella lista Uefa.

Under e Kluivert: l’altra faccia della medaglia

 

Nella Roma che funziona non trovano però posto Under e Kluivert, penalizzati dal passaggio al 3-4-2-1. Ma se Fonseca ha optato per il taglio degli esterni alti è stato anche perché i due non hanno dato grandi garanzie. Il turco e l’olandese non hanno sfruttato le loro occasioni, cosa fatta invece da Zaniolo e Carles Perez, entrambi in gol contro la Spal. Per questo verranno ceduti, e per evitare di sacrificare i pezzi più pregiati. È l’altra faccia della medaglia di una Roma che finalmente è tornata a (con)vincere.

A cura di Paolo Franzino

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