Roma, il dubbio ora è Fonseca. Da Sarri a De Rossi: Friedkin studia il futuro

Roma, il dubbio ora è Fonseca. Da Sarri a De Rossi: Friedkin studia il futuro

La società cambierà ufficialmente proprietario tra una settimana. Dal 17 agosto tutto può succedere. Il portoghese ha già stilato il programma per la nuova stagione, ma non è certo che il 28 agosto sarà a Trigoria

di Valerio Salviani, @vale_salviani

Una settimana al massimo e la Roma sarà ufficialmente di Friedkin. In attesa del closing che segnerà definitivamente il passaggio di mano, a Trigoria c’è un’aria particolare. Nessuno sa davvero cosa accadrà dal 17 agosto. L’insediamento del nuovo management tiene sulle spine chi occupa le posizioni più importanti nel club. E l’uragano Dan non lascia tranquillo neppure Paulo Fonseca. Il finale di campionato in crescendo non è una base abbastanza solida per affermare con certezza che il 28 agosto ci sarà lui a guidare il primo allenamento della nuova stagione. Inoltre, dopo la scelta dalla Juventus di affidare la prima squadra a Pirlo, la tentazione di lanciare De Rossi potrebbe trovare una strada più spianata del previsto.

Fonseca in bilico: Friedkin può scaricarlo. I punti in favore del tecnico

 

Il cammino di Fonseca a Trigoria ha vissuto diversi alti e bassi. Durante tutto il lockdown, con la cessione societaria che sembrava sfumare, il portoghese rappresentava l’unica certezza a cui aggrapparsi per i tifosi. Oggi, tirate le somme dell’ennesima stagione sotto le aspettative, Paulo ha perso appeal. Non solo per le prestazioni della squadra, mai davvero convincenti neanche con il nuovo modulo, ma pure per alcune uscite che hanno ridimensionato non poco le ambizioni (“Stagione positiva” su tutte). Né il tecnico, né gli attuali dirigenti hanno avuto rassicurazioni sulla sua posizione. Ma ci sono alcuni fattori che potrebbero fare il gioco dell’ex Shakhtar. Innanzitutto il tempo. Tra closing e insediamento, la nuova proprietà non riuscirà a essere davvero operativa prima di una ventina di giorni. Il 28 agosto sarà già tempo di tornare in campo a Trigoria per cominciare la preparazione (si farà a Roma anche quest’anno). Lo staff tecnico ha già stilato il crono-programma dei giorni che precederanno l’inizio del nuovo campionato e cambiare di punto in bianco potrebbe essere un rischio. Il contratto, valido ancora per un anno, è un altro fattore che induce alla prudenza. Friedkin potrebbe decidere di rimandare a giugno 2021 la decisione sul futuro di Fonseca, cambiando poco alla volta i pezzi della società che non gli vanno a genio. Per concludere, un altro aspetto da non sottovalutare è il favore dello spogliatoio. Tutti i senatori sono dalla parte dell’allenatore. Dzeko compreso, nonostante il nervosismo nel post-Siviglia. Fonseca ha saputo farsi apprezzare per leadership e empatia. Le telefonate ai nuovi acquisti, la capacità di ascoltare e il pugno duro con i più giovani (vedi Under, Kluivert e Zaniolo) sono tutti punti a suo favore. Se la permanenza di Fonseca si mettesse al voto tra i giocatori, sicuramente vincerebbe il sì.

La rottura col passato e i nomi top: i fattori che possono condannare Fonseca

 

Quando la società guidata da Pallotta comprò la Roma nel 2011 in panchina c’era Montella. Vincenzo, che aveva sostituito Ranieri in corsa, aveva fatto bene ed era ben voluto da giocatori e staff di Trigoria. Eppure gli americani decisero di farlo fuori. La voglia di rompere col passato e dare un segnale di rinascita fu il motivo principale. Lo stesso può accadere oggi. L’unico incontro tra i Friedkin e Fonseca risale allo scorso dicembre. Ryan, in visita a Roma e a Trigoria, si è intrattenuto con il tecnico che in quel momento stava facendo volare i giallorossi. In questi giorni in Texas si sta decidendo come sarà composta la nuova ossatura del club e vicino al nome di Paulo c’è un punto interrogativo (?) segnato con il pennarello rosso. Le alternative sul mercato non mancano. Si è detto di De Rossi, che come Pirlo sarebbe una scelta coraggiosa e di grande effetto. Ma nomi come Pochettino, Allegri, Sarri e Spalletti non vanno sottovalutati. L’argentino è stato vicino alla Juventus e ora aspetta una nuova occasione per tornare in pista. Max spera nel PSG, ma rimane in ascolto di tutte le occasioni. La terza avventura di Spalletti in giallorosso rimane una possibilità.
Ryan e Dan non hanno esperienze dirette con il managing sportivo, ma da grandi tifosi degli Houston Rockets, hanno visto l’impatto che un coach del livello D’Antoni può dare a una squadra. Con l’area sportiva da costruire da zero e il nuovo ds in entrata, i punti in favore di Fonseca passerebbero in secondo piano. Il tecnico sente di meritare la conferma anche per l’attaccamento dimostrato al club e per la volontà di scegliere la Roma la scorsa estate, dopo i “no” di Conte e Gasperini. In ogni caso il passato interessa poco ai nuovi proprietari, che hanno voglia di presentarsi nel migliori dei modi alla piazza. Puntare su un grande allenatore è la scelta più diretta e veloce da poter fare.

 

1 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. noel - 2 mesi fa

    Se veramente sussiste il dubbio su Fonseca, allora la Roma deve tenere tutti i giocatori disponibili per far si che il ‘nuovo’ allenatore decide chi tenere o cedere. (Florenzi, Calafiori, Under e Kluivert in primis).

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy