Roma, Gombar nel ciclone: chi è il team manager dei sei cambi. È bufera sui social

Dalla gaffe in aeroporto alla sesta sostituzione. Il dirigente “attaccato” dai tifosi su Instagram

di Paolo Franzino, @PaoloFranzino

Gianluca Gombar finisce nell’occhio del ciclone. Quel ciclone che l’aveva soltanto sfiorato a inizio campionato, in occasione dell’errore nella composizione della lista per la Serie A. A settembre fu l’allora segretario Pantaleo Longo, già prossimo ai saluti (infatti firmò proprio col Verona due mesi dopo), a prendersi la piena colpa dell’esclusione di Diawara (e Under) dall’elenco dei calciatori disponibili per il campionato. Stavolta, però, la responsabilità (condivisa anche con l’allenatore) del team manager è evidente. Minuto 95: la Roma ha già fatto quattro cambi, vengono espulsi Pau Lopez e Mancini e Fonseca si prepara a far entrare Fuzato e Ibanez, che prenderanno rispettivamente il posto di Cristante e Pedro. Sei sostituzioni, un numero troppo alto secondo il regolamento: Pellegrini lo fa notare anche a Gombar (“Gianlù, è il sesto”, gli dice) lui parla con il quarto uomo ma conferma a Fonseca la possibilità di recuperare quel cambio non operato nei primi novanta minuti. Il finale della vicenda lo conosciamo da ieri, addirittura da prima del fischio finale della partita con lo Spezia: la Roma, oltre che sul campo, perderà la partita a tavolino.

Chi è Gombar, il team manager della Roma che ha acconsentito al sesto cambio

 

Team manager della prima squadra dal 2019, alla Roma dal 2013, portato a Trigoria dal padre Guido, amico di Pallotta dai tempi dell’università e capo della sicurezza (formalmente lo è ancora oggi). Gianluca Gombar è un volto noto a Trigoria: nel maggio di otto anni fa venne assunto come assistente nel reparto Media e responsabile degli aspetti amministrativi, successivamente la sua avventura nella parte sportiva comincia sotto la vicepresidenza Baldissoni nel ruolo di team manager della Primavera di Alberto De Rossi, incarico che ha ricoperto fino al 2017. Da lì è iniziata la sua esperienza in prima squadra, sotto la guida di Morgan De Sanctis, dopo un’estate non facile. Due anni di “apprendistato” e poi la promozione nella posizione lasciata scoperta dall’ex portiere, che in quel periodo diventò supervisore del settore giovanile e stretto collaboratore di Petrachi.

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La prima “gaffe” arrivò già nel luglio del 2017, quando in occasione della tournée romanista negli Stati Uniti, la squadra rimase in aeroporto per oltre tre ore a causa di un problema di sicurezza all’aereo. “Manolo dove sei, guarda dove siamo e a che ora. Per favore torna”, scrisse su Instagram Juan Jesus, chiedendo aiuto al precedente direttore organizzativo Manolo Zubiria. Un mese dopo una scena simile, con la Roma stavolta costretta ad aspettare l’aereo “solo” per trenta minuti, alla vigilia dell’amichevole col Celta Vigo. E le lamentele dei giocatori, condite dalle battute ironiche del solito Juan Jesus, che a gran voce richiamava nuovamente Zubiria tra le risate di Alisson e Nainggolan. Una storia, quella tra Gombar e la Roma, che non è partita certo nel migliore dei modi, anche se le prime figuracce non costarono le sconfitte a tavolino di cui la squadra giallorossa è stata purtroppo protagonista negli ultimi mesi.

I tifosi gli chiedono di dimettersi, Gombar “chiude” il suo account

 

Il rapporto con i tifosi è ormai compromesso. In tanti sui social hanno manifestato il loro disappunto, qualcuno ha addirittura preso d’assalto il profilo Instagram di Gombar, chiedendogli – anche in modo poco pacifico – di dimettersi. Lui, in risposta, ha reso privato il suo account. Sul suo profilo Linkedin, nemmeno un mese fa, aveva citato le parole dell’imprenditore statunitense Ray Dalio: “Tutti commettono errori. La differenza principale è che le persone di successo imparano da questi errori. Creando un ambiente in cui va bene commettere errori in modo sicuro, così che le persone possano imparare, vedrai progressi rapidi e meno errori significativi”. I fatti, però, dicono altro.

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