Roma, già nove volti nuovi. E’ in atto la rivoluzione bis

di Redazione, @forzaroma

(StadioSport.it – A.Nardo) Ridendo e scherzando, sono già nove i volti nuovi in casa Roma. E pensare che il secondo anno di gestione americana, in teoria, avrebbe dovuto rappresentare il consolidamento del primo, con pochi innesti (mirati) in grado di rafforzare un gruppo già forte e cementato. E invece, gran parte della campagna acquisti di dodici mesi fa è stata gettata in un cestino: Heinze e José Angel praticamente fuori rosa, Kjaer e Gago rispediti al mittente, il giovane francese Nego mai preso in considerazione, Borini riscattato dal Parma e poi ceduto al Liverpool. Sei elementi su undici fatti fuori. E gli altri? Stekelenburg, reduce da un campionato negativo (ed un Europeo deludente) ad oggi non ha acquisito la piena fiducia di Zeman. Pjanic, Lamela e Bojan sono ancora in attesa di esplodere. Questo, per loro, sarà l’anno decisivo. Osvaldo (11 gol nella passata stagione) sembra tranquillo al suo posto, ma l’arrivo di Destro può essere un indizio: l’italoargentino rischia di non essere la prima scelta nel ruolo di centravanti. E l’Inter, zitta zitta, è lì che pressa. In attesa di poter dare a Stramaccioni un’adeguata alternativa al duo Milito-Palacio.

 

Chiacchiere di mercato. Se ne fanno tante durante l’estate, soprattutto quando al 31 agosto manca ancora un po’ di tempo. Ma la Roma, oltre al chiacchiericcio, produce fatti. Con un’assiduità quasi nevrastenica. Walter Sabatini, in tredici mesi da direttore sportivo, ha portato nella Capitale ventun giocatori. Luis Enrique non si è dimostrato il timoniere adatto (tutt’altro…), ora tocca a Zeman. Tecnico esperto ed esigente, per nulla disposto a lavorare sui “casi umani” nel tentativo di renderli giocatori dignitosi. Il boemo ha fatto piazza pulita: via i vecchi, anche con un pelino d’ingratitudine (Pizarro e Perrotta trattati d’appestati, dopo lunghe stagioni di onorato servizio) e a casa gli inadeguati rinforzi di un’estate fa. Si è ripartiti quasi da zero, come se l’ultimo anno fosse stato un lampo. Nove, come detto, i giocatori acquistati da giugno ad oggi. Ed altri ne dovranno arrivare. Le incognite non mancano, aldilà dei giovanissimi Svedkauskas (portiere lituano) e Lucca (mediano brasiliano), entrambi del 1994, destinati a rimpolpare la Primavera di Alberto De Rossi.

 

Ivan Piris, terzino destro di 23 anni, è un punto interrogativo grosso come il Paraguay. Di lui si trova poca roba persino su Youtube (se non un calcione rifilato a Neymar durante un match del campionato brasiliano tra Santos e San Paolo). A sinistra c’è Dodò, 20enne fin qui mai visto all’opera nelle amichevoli estive per via di un ginocchio scricchiolante. L’esperto Balzaretti (acquisto intelligente) gli farà da tutor, occupando da titolare la fascia mancina. Al centro, occhi su Leandro Castàn, 26 anni: grinta e personalità, ma anche seri deficit di rapidità nel breve. Elemento tutto da valutare in Europa. Chi non tradirà è Michael Bradley, mastino di centrocampo di provata efficacia e sicuro affidamento, uomo immagine del team America a Roma. L’incognita Tachtsidis è una perla zemaniana: richiesto dal tecnico, il colosso greco (vice De Rossi) è tra i più attesi. Davanti, ovviamente, il colpaccio è Mattia Destro, classe ’91, l’attaccante italiano del futuro. Cosa manca? Un paio di pedine, al massimo tre. Uno o due difensori centrali ed un terzino destro di garanzia. A meno che Sabatini non estragga dal cilindro nuove cessioni eccellenti (stile Borini) avendo già in mano potenziali sostituti di spicco. Qualche nome gustoso (e un po’ irreale) è già stato fatto: da Julio Cesar a Maicon, da Van der Wiel a Jovetic. E’ il gusto del sogno del tifoso giallorosso. Che anche quest’estate, a maggior ragione con Zeman, ha voglia di immaginare una Roma grande.

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