Roma, da Gasperini a Pioli e D’Aversa: Fonseca in tilt sempre con gli stessi

Classifica e statistiche della Roma alla 27esima sono molto simili al 2019/20 e alcuni allenatori hanno imparato come neutralizzare il portoghese

di Francesco Iucca, @francescoiucca

‘Errare è umano, perseverare è diabolico’, dicevano i latini. Non sappiamo se Paulo Fonseca abbia mai letto Cicerone o sant’Agostino, di certo in questi quasi due anni alla Roma qualche partita avrebbe potuto leggerla meglio. Soprattutto sull’esperienza di certe sconfitte, dei punti persi in maniera evitabile e che alla fine condizionano la classifica. La Roma infallibile con le ‘piccole’ ha invece fallito anche con due delle ultime cinque squadra della Serie A, Benevento e Parma. In maniera identica: squadra corta e compatta che riparte in contropiede. Lo aveva fatto anche la Juventus, brutta da vedere ma tremendamente efficace nelle sue uniche cavalcate offensive. Tre match in cui la squadra di Fonseca crea pochissimi pericoli veri. Il ko del ‘Tardini’ ha dimostrato una volta di più che contro squadre che si difendono in maniera organizzata, chiudono le linee e ripartono, si fa tremendamente fatica. Lo stesso Fonseca lo ha ammesso in più di un’occasione: “Sono queste le partite più difficili nel calcio.

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Stessi numeri e difficoltà invariate: Fonseca cerca ancora le contromisure

Anche contro la Lazio non è andata diversamente nei tre derby giocati in questi due anni senza vittorie. Così come contro D’Aversa, che pure lo aveva battuto sempre 2-0 lo scorso anno e con lo stesso tipo di partita. Solo che al posto di Mihaila e Man c’erano Gervinho e Cornelius. E a dicembre contro il Sassuolo, De Zerbi – dopo averlo battuto 4-2 un anno fa – è riuscito a neutralizzare Fonseca portando a casa un punto con una partita attenta. Anche quando l’aggressività è alta e la cifra tecnica avversaria sale, però, i giallorossi vanno spesso in tilt. Vedi Milan, Napoli e Atalanta. Gasperini è un altro che in tre partite ha portato a casa altrettante vittorie, con gli azzurri l’unica vittoria è arrivata contro Ancelotti (esonerato il mese dopo) mentre Gattuso ha vinto le altre due. Pioli, arrivato da un paio di settimane, ha perso all’Olimpico ma poi due vittorie e un pari. Principio molto simile anche nel ko col Siviglia.

La sensazione, che diventa certezza guardando i numeri, è che da quando Fonseca è alla guida dei giallorossi esista un modo preciso per neutralizzarlo. Soprattutto una volta che il centrocampo si abbassa e fa schermo, la linea difensiva può fare densità in area e bloccare Spinazzola. Un club di tecnici, italianissimi, che sanno come mettere in crisi la Roma di Fonseca, che per numeri è rimasta molto simile a quella del 2019/20, considerando lo 0-0 sul campo a Verona. Alla 27esima giornata, i punti sono tre in più (51 contro 48), due i gol fatti in meno (51 contro 53) e uno in più subito (37 contro 36). A questo punto, un anno fa la Roma era quinta come lo sarebbe adesso senza lo 0-3 a tavolino (anche se il Napoli ha una partita da recuperare), totalmente in corsa per la Champions. In Coppa Italia out agli ottavi di finale, anche se il cammino in Europa League sembra destinato a migliorare l’ottavo perso con il Siviglia. “Sicuramente dopo un anno insieme la squadra è cresciuta”, ha sottolineato più volte Fonseca. Certi numeri, però, non gli danno ancora ragione.

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