Roma, da Calafiori a Tripi: quant’è bella Giovinezza. Il piano Pinto è già iniziato

Il nuovo gm è definito il mago delle giovanili. Dopo l’impasse della scorsa stagione, Fonseca ha cominciato a fidarsi dei giovani cresciuti da De Rossi

di Francesco Balzani, @FrancescoBalza8

Prima Riccardo Calafiori, poi Tommaso Milanese e infine Filippo Tripi. Ed entro Natale potrebbe toccare ad altri visti i due impegni quasi inutili in Europa League. La Primavera di Alberto De Rossi sboccia pure nel giardino del Re. Ovvero di Paulo Fonseca che in questa stagione ha invertito la rotta concedendo chance ed esperienze in prima squadra ai ragazzi nati nel 2002. Solo un preludio di quello che accadrà con lo sbarco a Roma di Tiago Pinto che al Benfica ha creato una vera e propria villa di talenti purissimi provenienti dal settore giovanile. A testimoniarlo i rinnovi a cascata che hanno coinvolto praticamente metà squadra Primavera e un “record” andato in scena contro il Cluj. La Roma ieri ha schierato un undici titolare con un’età media di 25 anni: era da settembre 2005 (24 anni, 268 giorni v Aris) che non schierava una formazione iniziale con un’età media così bassa in Europa. Dietro c’è il merito di Bruno Conti e soci che, dopo un paio di annate non esaltanti, hanno ritirato su le sorti della squadra nella quale sono cresciuti campioni come Totti, De Rossi, Giannini o Aquilani.

Offrendo a Friedkin un tesoro da non esaltare subito ma da far crescere al fianco di giocatori più affermati. Lo dimostra Riccardo Calafiori che sta crescendo all’ombra di Leonardo Spinazzola, al momento il miglior terzino sinistro della serie A. Ma anche lo stesso Milanese che dopo i ringraziamenti di Pedro ieri poteva prendersi quelli di Bruno Peres. Emozione vera pure per il romano Tripi, capitano della Primavera e difensore centrale che si è fatto tutta la trafila per via di quella leadership innata emersa nel torneo Alkass Cup a Doha. In quell’occasione, la Roma il match analyst del torneo, Chris Makin, ex giocatore in Premier League, citò 3 talenti che lo impressionarono nella competizione e tra questi c’era proprio Tripi.

METODO PINTO

 

Valorizzare i propri giovani e lavorare sul mercato su giocatori affermati. E’ il metodo che utilizzano tanti grandi club europei: dal Bayern all’Arsenal passando per Borussia Dortmund, Real Madrid o la stessa Atalanta (con le dovute proporzioni). E’ questo il percorso in tempi di crisi e di Covid. E la scelta di Tiago Pinto non è certo casuale. Il nuovo g.m. della Roma è definito il mago delle giovanili e avrà supervisione di tutte le categorie presenti a Trigoria ovviamente con il supporto di chi già sta coltivando successi. E non solo perché per la florida età (36 anni). I suoi maggiori successi dal 2017, da quando si è insediato come direttore generale del Benfica al fianco di Rui Costa, sono soprattutto la valorizzazione dei giovani del Benfica B (la seconda squadra del club) e dei ragazzi cresciuti nel club portoghese. Nel 2019 è riuscito a vincere il campionato con un mix di giovani ed esperti in rosa. E quella squadra ha fruttato quasi 300 milioni sul mercato. Qualche esempio? Ruben Dias (ceduto al Manchester City per 72 milioni di euro) e Joao Felix (120 all’Atletico) sono sin troppo facili da segnalare. Ma dietro di loro ci sono Gedson Fernandes, Ederson, Semedo, Florentino, Jota, Lindelöf e Luka Jovic. Tutti provenienti dal settore giovanili, tutti oggi protagonisti nelle big d’Europa. La Roma spera di diventarlo magari vendendo meno e vincendo di più.

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E ORA A CHI TOCCA?

 

Come detto Calafiori, Tripi e Milanese non sono gli unici. Le cicogne del 2002 sono state generose a Trigoria. Il prossimo a poter sfruttare una chance dovrebbe essere Nicola Zalewski. Nome italiano, cognome polacco e la “raccomandazione” di Bruno Conti. I genitori sono di Lomza, una piccola città a 150 chilometri da Varsavia. Papà Krzysztof nel 1989 si rifiuta di prestare servizio militare per il regime comunista. Una scelta che lo costringe a fuggire dal paese, dove viene considerato un disertore e si sistema a Poli, piccolo comune vicino Roma. A nove anni durante un torneo a Borgata Finocchio ad osservarlo con occhi attenti dalla tribuna c’è l’osservatore Stefano Palmieri, mandato lì da Bruno Conti su indicazione di un certo Zibi Boniek. Oggi è il capocannoniere della Primavera e già conta due convocazioni in prima squadra. Storia diversa ma destinazione simile quella di Edoardo Bove che il Napoli aveva “preteso” per sganciare Milik alla Roma in estate. E gli osservatori azzurri sanno bene perché. Edoardo romano dell’Appio-Latino, padre di Napoli e madre italo-tedesca, va al liceo all’Eur, al “Massimo”, anche con buon profitto. Fin da piccolissimo fa parte del settore giovanile del club giallorosso (precedentemente giocava nella Boreale Don Orione), nel quale si è sempre distinto per le grandi capacità realizzative giocando per lo più da mezz’ala. Altre qualità ma destino audace pure quello di Riccardo Ciervo che per look e posizione in campo somiglia molto a Zaniolo e che (guarda caso) è stato scoperto pure lui da Bruno Conti. Il talento di Latina, è stato protagonista 2 anni fa nella squadra U17 giallorossa che ha centrato la finale di campionato di categoria ed è arrivato a Trigoria dalla Polisportiva Carso. Si è messo in luce con la nazionale di Corradi e nell’amichevole contro la Sambenedettese.

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