I cori dell'Olimpico e i risultati convincenti potrebbero sbloccare a breve la situazione. Restano alcuni aspetti da chiarire ma il rapporto tra Mou e la Roma è ancora molto forte. Intanto due pretendenti al trono si allontanano

Emozioni. Che per Alessandro Baricco sono spesso la presa per il culo di ogni logica. E lo potrebbero essere anche in questo caso. Quelle possono cambiare le situazioni, sovvertire il pensiero che nel calcio contano solo i soldi, che si vive solo per vincere e guadagnare di più. Quelle che ha provato Josè Mourinho, uomo emozionale più di molti altri, da quando è arrivato a Roma. Inizialmente era curiosità, quasi supponenza verso un ambiente che aveva vinto così poco. Poi è accaduto qualcosa, e oggi Mou è come se all’Olimpico ci fosse da una vita. E per una vita ancora potrebbe starci. Perché quel rinnovo che sembrava quasi impossibile dopo il 4-1 di Genova, dopo le lamentele per l’ennesimo mercato deficitario e con le vagonate di milioni arabi sul tavolo. Ecco quel rinnovo ora sembra possibile. Il coro della Sud e l’applauso dell’Olimpico domenica è un’emozione istintiva, una richiesta. I risultati ottenuti in questo mese (Praga a parte) sono da squadra di alto livello e l’attaccamento di gran parte della rosa al mister è abbastanza evidente. In più c’è la disponibilità di Mourinho, ecco questo è il fatto che soverchia la ragione.

mourinho AS Roma v Udinese Calcio - Serie A TIM

Perché nonostante le offerte e la voglia di vincere, lo Special One a Roma pare proprio voglia restarci. Lo ha lasciato intendere, senza forzare ancora, nelle recenti interviste. Ma lo avrebbe detto ancora più chiaramente alle persone a lui vicine, quelle “a cui non sa nascondere nulla”. Non ha mostrato le carte sul tavolo in maniera netta, perché in queste situazioni sono i Friedkin a dover fare la prima mossa. I proprietari americani non sono immuni al volere della piazza, spesso la assecondano come è stato per lo stemma, i prezzi dei biglietti, l’acquisto di Lukaku e quant’altro. Non lo saranno nemmeno questa volta, ma prima vanno chiariti alcuni aspetti da una parte e dall’altra. In primis su comunicazione e pacchetto dirigenziale. Intanto sullo sfondo si allontanano pian piano i possibili successori di Mou: Conte sogna il ritorno alla Juve reso sempre più probabile dall’addio di Allegri a fine stagione; Thiago Motta è nel mirino del Milan che sostituirà sicuramente Pioli. La verità è che, Inzaghi e Gasperini a parte, tutte le big vivono con sofferenza e divisioni il rapporto col proprio allenatore: da Sarri a Mazzarri appena arrivato passando appunto per Allegri e Pioli. A Roma questo problema non c’è, semmai ce ne sono altri. E l’Arabia? Ecco quella spaventa, ma Mourinho anche in questo caso sembra aver lanciato un messaggio chiaro: “Ci andrò, ma non è detto sia domani né dopodomani”. Pensiamo ad oggi, ci sono altri trofei da sognare.

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