La sindrome da sesto posto. Non colpisce tutti, ma pare aver scelto da tempo una squadra precisa: la Roma. Anche quest’anno i giallorossi sembrano destinati a ripercorrere lo stesso copione degli ultimi anni: la rincorsa che si ferma prima del traguardo, l’Europa League come unico premio, il 'potevo ma non ci sono riuscito' che si ripete con monotonia. La situazione, ai limiti della drammaticità, non cambia: da Di Francesco a Gasperini, nulla sembra capace di spezzare l’incantesimo. Dopo 31 giornate, i punti parlano chiaro: 54 con Gasp, 53 lo scorso anno tra De Rossi, Juric e Ranieri, 55 con Mou e De Rossi, poi 56 e 54 ancora con Mou, 54 con Fonseca, e i peggiori, 51 con Di Francesco-Ranieri nel 2019-20. Sei anni di mediocrità che sembrano un marchio indelebile, un limite che la Roma non riesce a superare. La conseguenza più evidente è l’assenza dalla Champions: sette stagioni consecutive senza partecipazione, sette anni in cui la Roma ha dovuto guardare altrove. Quest’anno sembrava che il vento fosse cambiato: una speranza di riscatto, un barlume di svolta. Ma il vento, come spesso accade, si è nascosto solo per un momento: poi è tornato a soffiare con la stessa forza di sempre, spingendo i giallorossi verso la solita mezza stagione di rimpianti.
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forzaroma news as roma Roma, cambiano i tecnici ma non i risultati: da Mourinho a Gasp, il finale è lo stesso
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Roma, cambiano i tecnici ma non i risultati: da Mourinho a Gasp, il finale è lo stesso
La situazione, ai limiti della drammaticità, non cambia: da Di Francesco a Gasp, nulla sembra capace di spezzare l’incantesimo
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