Roma, bella oltre l’ostacolo: tutti i numeri per sorridere nonostante la classifica

Nonostante l’inferiorità numerica i giallorossi alzano l’asticella e vanno vicini alla vittoria contro il Sassuolo: i punti sono gli stessi dello scorso anno, ma il gruppo è in fiducia

di Iacopo Erba

Domenica in salsa agrodolce per la Roma. All’Olimpico i giallorossi pareggiano 0 a 0 contro il Sassuolo e vedono allontanarsi ulteriormente non soltanto la vetta della classifica, ma anche quella zona Champions più volte identificata come reale obiettivo stagionale. L’andamento della partita, tuttavia, può regalare qualche sorriso a Fonseca e i suoi: in 10 uomini da prima dell’intervallo per l’ingenua espulsione di Pedro, i giallorossi nella ripresa hanno saputo compattarsi ed aumentare l’intensità del proprio gioco, mettendo a più riprese in difficoltà il Sassuolo e soffrendo anche poco in fase difensiva.

I numeri, per quanto sporcati dalla solita abituale mancanza di cinismo sotto porta, raccontano che la Roma ha raggiunto probabilmente una maturità e consapevolezza maggiori rispetto al recente passato.

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Solida e pericolosa: la Roma non sente il peso dell’inferiorità numerica

 

Giocare con un uomo in meno per più di 50 minuti, specialmente contro una squadra a trazione anteriore e con elementi di grande qualità come il Sassuolo, creerebbe imbarazzo a chiunque. Non è stato invece il caso della Roma di ieri, che anzi tra primo e secondo tempo è migliorata in maniera significativa nella costruzione della manovra, creando nella ripresa un buon numero di occasioni da gol nitide.

Il primo dato che salta agli occhi è quello relativo agli xG (expected goals), che misura le probabilità di una squadra di segnare in base al numero e alla qualità delle proprie conclusioni: per la Roma, nell’arco dei 90 minuti, si arriva a 1.28 contro il misero 0.24 del Sassuolo. E’ mancata dunque come al solito precisione sottoporta, ma i giallorossi dopo l’espulsione di Pedro non hanno comunque subito l’avversario, riuscendo di contro a mettere pressione alla difesa neroverdi. A certificare lo scatto tecnico e mentale fatto dalla squadra dopo l’intervallo anche il miglioramento del possesso palla (da 40% a 47%) e nella precisione dei passaggi (da 80% a 85%).

Da ciò scaturisce anche un aumento delle conclusioni da 5 a 9; di queste ultime, ben 4 sono state indirizzate verso lo specchio della porta difesa da Pegolo. La Roma, in sostanza, in 10 ha costruito chances più nitide per vincere, gestendo con la stessa efficacia gli attacchi avversari. Segnali importanti di una squadra che, nelle difficoltà, ha dimostrato di credere nella propria identità e di voler provare ugualmente a portare a casa i 3 punti.

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Squadra compatta, ma la classifica è uguale a un anno fa

Come spesso accaduto anche nel recente passato, i segnali di crescita positivi mostrati sul campo dalla Roma non sono rispecchiati da una classifica che vede i giallorossi, dopo 10 giornate, in ritardo sulle dirette concorrenti per la zona Champions. Lasciando da parte la sconfitta per 3 a 0 a tavolino contro l’Hellas Verona, quest’anno sul campo la Roma ha conquistato in Serie A 19 punti, stesso bottino dello scorso anno alla decima giornata quando, nonostante la discutibile espulsione di Fazio, trionfava per 4 a 0 sul campo dell’Udinese.

Sarà ora molto importante per la squadra guardare il meno possibile la graduatoria, ripartendo da quanto di buono si è visto ieri in una partita in cui anche la gestione arbitrale di alcuni episodi avrebbe potuto portare i giallorossi sull’orlo di una crisi di nervi che, a conti fatti, non c’è stata. E’ su questa forza mentale che Fonseca dovrà far leva, con l’obiettivo di tornare il prima possibile alla vittoria anche grazie al recupero di elementi fondamentali come Smalling e Veretout. La Roma ha mostrato carattere e identità: ora serve ricominciare a far punti.

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