Spalletti: “Credo nella Roma, vogliamo sistemare le cose”, Paredes: “Ci manca cattiveria” – AUDIO – FOTO

Il tecnico richiama tutti all’ordine: “Basta giochini, ora serve rispetto. Questa è la mia squadra, qualsiasi risultato dipenderà da me e dalle mie scelte”

di Redazione, @forzaroma

Archiviata la sconfitta di domenica contro il Torino, la Roma mette per un attimo da parte il campionato e si tuffa subito verso l’Europa League. Domani allo stadio Olimpico (ore 21.05) arriveranno i romeni dell’Astra Giurgiu, una squadra da battere a tutti i costi per ritrovare sia la vittoria che il morale. Alla vigilia della gara, Luciano Spalletti è intervenuto nella consueta conferenza dalla sala stampa di Trigoria. Al suo fianco presente anche Leandro Paredes.

Questa la conferenza di Spalletti:

“Bollettino medico: di situazioni nuove riguardo gli ultimi periodi non ce ne sono, per cui è tutto a posto”.

Ha visto l’Astra Giurgiu? Che pericoli deve aspettarsi la Roma per questa gara?

Sì, l’ho visto sia io che i miei collaboratori, ne abbiamo parlato e abbiamo anche avuto la possibilità di discuterne in queste ore in cui siamo stati qui. Abbiamo Lobont che li conosce abbastanza bene e lo abbiamo usato, lo abbiamo tirato dentro per un’analisi approfondita. Prima di tutto c’è da dire che è una squadra che ha vinto le ultime due partite, e in qualsiasi tipo di calcio si consideri si va sempre dietro all’entusiasmo del momento che stai attraversando. Quindi troviamo una squadra in salute sia mentale che fisica, dal momento che ha vinto una partita fuori casa 2 -0 ed una in casa 1-0. Il loro allenatore ha fatto una carriera particolare: ha cambiato spesso squadra ed è abituato ad organizzare le situazioni, è uno che sa cambiare anche veste alla sua squadra, perché ha giocato sia con i 3 che con i 4 dietro. Questo è un club che ha vinto il campionato l’anno scorso, ha dei giocatori che hanno fatto un percorso internazionale. Ha questo centravanti, Alibec, che è un giocatore interessante e che sembra sia stato acquistato ultimamente dallo Steaua. Lui ha detto che ancora non ha firmato niente, ma è sorretto da questo momento importante di carriera. E’ un giocatore che ha colpi, che parte un po’ spostato sul nostro centro-sinistra perché è un mancino naturale, è forte fisicamente, riceve palla addosso e porta dentro palla per andare al tiro. Ha numeri sia per mandare dentro i compagni che per finalizzare l’azione. E poi tra i giocatori dietro c’è soprattutto Fabricio che comincia l’azione e che sa giocare. Io penso che verranno qui a fare una partita di attesa e di attenzione, saranno bravi a sfruttare il momento, l’episodio e la situazione che gli può capitare, quindi diventerà ancora più insidioso per noi perché si metteranno lì chiusi a non dare spazi ed a verticalizzate dritto per dritto ogni volta che recupereranno palla. Questa è la stessa tipologia di ricerca che si fa quando si gioca con una squadra più forte, come in questo caso la Roma che è più forte di loro, anche se poi noi finiamo sempre per non metterlo in pratica.

Come ha visto la squadra dopo la partita di Torino? Come avete lavorato in questi giorni?
La squadra naturalmente è dispiaciuta per quella che è stata la prestazione, e quando faccio riferimento al fatto che qui a Roma è tutto doppio, significa che poi quando perdi una partita così te la senti tutta sul groppone e dentro la testa. Quindi poi bisogna fare un po’ di attenzione ad andare dentro alle analisi che vanno sì approfondite, ma non devono incutere timore, perché ci sono stati segnali nel passato dove si è visto che se la squadra si intimorisce, poi subisce il momento che sta attraversando insieme all’ambiente, determinato proprio dalla sua reazione. Sicuramente la tifoseria non sarà contenta del nostro gioco attuale e di quelli che sono i nostri risultati, ed in questa presa di posizione dell’approfondimento io voglio soprattutto essere quello che approfondisce più dettagliatamente dopo la partita, ma senza andare a caricare la squadra da un punto di vista fisico e di testa. Ci vogliono partecipazione, dialogo e conoscenza per andare a trovare le soluzioni. Quindi siamo stati lì ed abbiamo espresso quello che deve essere un discorso di comportamento di squadra, siamo stati molto dentro il campo e abbiamo fatto anche l’allenamento, anche perché poi ci vuole anche un po’ di recupero. In queste 36/48 ore prima della partita bisogna alleggerire il carico perché altrimenti rischiamo di farci male. Tu ondeggi, fai un buon lavoro come quello che credevi di fare in precedenza, li fai un po’ recuperare, poi li porti alla partita e poi si torna dentro il lavoro perché dopo la partita verranno approfonditi altri concetti, ma i ragazzi sono consapevoli. Il termine ragazzi a me non piace, è meglio parlare di calciatori professionisti della Roma. Noi siamo questo e ci dobbiamo comportare in maniera opportuna da un punto di vista dell’impegno e di quello che deve essere la traccia da seguire come attenzione e sviluppo pratico sul campo. Loro sono consapevoli e hanno voglia di rimettere a posto le cose, perché assolutamente ci sono delle cose da rimettere a posto il prima possibile.

Le scorie dell’eliminazione in Champions League pesano ancora? Che cosa ha detto ai giocatori? E’ deluso da loro? Gliel’ha detto in faccia? Si aspetta un riscatto sui risultati, sul gioco o sulla convinzione?
Per quanto riguarda l’eliminazione dalla Champions, è chiaro che è una di quelle cose che è dura da buttar giù, ma tornarci sopra vorrebbe dire fare un passo indietro. Anche se quella partita lì fa male, io vorrei rivolgermi soprattutto al futuro perché è lì che passerò il resto della mia vita. La mia possibilità di rimanere a vivere a Roma passa dai prossimi risultati, quindi guardo in quella direzione. Io non sono deluso dai miei calciatori. Se pensassi di essere deluso da quello che loro mi mettono a disposizione, la prima delusione sarebbe verso me stesso, visto che li ho scelti io. Credo in loro come ho già detto più volte, e sarà così finché rimarrò a Roma. Questa è e sarà la mia squadra fino in fondo, e quindi qualsiasi brutto risultato loro dipenderà da quelle che sono state le mie scelte, non da loro. Dipende da me. Io credo in questa squadra ed ho potuto constatare che hanno qualità professionali, calcistiche, di giocata sul campo, fisiche e mentali. Poi qualcuno ha anche un’età diversa, è meno maturo, e quindi a volte ci si lavora per migliorarlo. Ma in generale è una squadra forte sotto tutti gli aspetti, e rimarrà forte finché io sarò qui alla Roma.

A Torino c’è stato Castan che si è un po’ lamentato della sua gestione. Sembra che un po’ tutti si sentano in diritto di parlare spesso male della Roma. Secondo lei perché questa società non riesce a meritarsi il rispetto che hanno altre squadre come la Juventus?
A me non sembra che siano state dette grandissime cose, soprattutto dagli ex calciatori. E’ chiaro che quando uno prima gioca nella Roma e poi va a giocare in un club di forza inferiore sulla carta, ha sempre una reazione, come a voler dipingere quella che è la sua forza superiore, facendo capire che non dipende da lui ma da qualcun’altro. Non lo so e non mi interessa neanche. Io so quello che dev’essere il lavoro della Roma ed il mio lavoro. Ad un certo punto dobbiamo fare delle scelte, dobbiamo usare i calciatori che riteniamo più forti, perché io posso trovare tutte le scuse che si vuole con un calciatore che non metto nella formazione titolare, ma il messaggio fondamentale è che lui non lo ritengo più forte di quello che uso. Secondo me alla base ci deve essere un po’ di attenzione nel parlare, però questo dipende anche da chi è che vuole accusare di qualcosa. Io so quello che devo fare, ovvero scegliere e tentare di creare una Roma sempre più forte, perché è attraverso questa strada che posso vincere. Anche se poi ci sono situazioni di mercato che vengono determinate dai ‘soldini’. Tu penalizzi una cosa per rafforzarne un’altra, ma il senso è sempre quello di tentare di migliorare. Io nel mio lavoro non ho bisogno di tantissimi collaboratori o di un numero di persone che interviene su quello che dev’essere il mio ruolo, ho bisogno di persone che hanno qualità intorno, di persone con le quali ho un buon rapporto, una buona complicità ed una buona possibilità di dialogo per arrivare a quelle che sono le risposte. Io con questa società ce l’ho e non voglio molte interferenze nel mio ruolo, così come non vado ad interferire sui ruoli della società, ci sono delle cose che vanno divise bene. Però, poi, tutti siamo uniti nello stesso intento, che è quello di migliorare la Roma e di fare dei risultati da Roma soprattutto per il nostro pubblico, perché il discorso va sempre lì.

L’Astra ha dei problemi finanziari. Possono influire sul campo?
Io penso che molto dipenda dalla gestione del tecnico e di chi è a contatto con la società stessa. Queste difficoltà a volte portare ad una prestazione maggiore, visto che i calciatori devono far vedere quello che è il loro valore per evidenziare che sono dei giocatori forti nella testa e che hanno dei presupposti importanti in funzione della loro carriera. E i risultati dicono questo, perché nelle ultime 2/3 partite loro hanno fatto veramente bene, cosa che non avevano fatto in precedenza. Dalle vittorie si riceve una spinta sotto l’aspetto dell’entusiasmo e noi non ci caschiamo, dobbiamo essere il più attenti possibile e non speriamo in concessioni. Dobbiamo tentare di vincere la partita per quella che è la nostra forza, dobbiamo fare così.

Ci sarà turnover con i vari Alisson, Iturbe e Gerson oppure il turnover di Plzen ha dato indicazioni diverse?
Qualcosa si cambierà, anche perché c’è un’altra partita ravvicinata. Però non è che questi giocatori che si fanno giocare siano obbligatoriamente peggiori degli altri e allora si parla di turnover. Sono sempre figli della Roma, giocatori della Roma, fanno parte di questa rosa. Io domani sera voglio vincere la partita, non vado a fare turnover tanto per farlo, ma faccio cambiamenti mirati per portare assolutamente a casa la vittoria. Altrimenti non farei turnover. Alisson è un portiere forte come ho già detto, quindi lo faccio giocare. Ci saranno anche altri giocatori che voglio far giocare, tipo Paredes che ho fatto giocare di meno nelle ultime partite. Non è che se alcuni hanno giocato l’ultima partita di Europa League poi saranno impiegati tutti anche nella prossima. No, non è così. Ci sarà turnover ma pensato, ci sarà un altro lupo. Le riserve di 11 lupi sono altrettanti lupi. Deve essere così. 

Si è passati dalla sconfitta di domenica pomeriggio a Torino alla decisione delle doppie sedute di allenamento fino alla sosta, allenamenti che poi sono stati ridotti. Poi c’è stata l’intervista di Ilary. Tutto quello che c’è stato in questi giorni ha distolto l’attenzione da quanto successo a Torino o ha ricompattato lo spogliatoio?
In tutto questo c’è stato anche lo striscione ‘Rispetto per mister Spalletti’. Lì, secondo me, c’è la sintesi di tutto. E’ un messaggio di sostegno che mi fa enorme piacere, però è anche un richiamo quello che loro fanno, anche se non lo vorrebbero fare, ma sono obbligati a farlo. Basta giochini o attenzioni verso situazioni che non portano il beneficio della Roma, che non fanno il bene di chi lavora nella Roma. Loro chiedono unione e coesione. Chiedono rispetto per la Roma. Ci sono situazioni create ad arte che poi portano via energie, discussioni su altre questioni che non riguardano i risultati della Roma. Queste cose devono essere eliminate, bisogna avere rispetto per la Roma. Non verso me o qualcun altro, ma il rispetto in generale per la Roma. Hanno ragione loro, noi dobbiamo rispettare la Roma. Dobbiamo rispettare l’intenzione del nostro modo di lavorare. Loro non vorrebbero ma sono obbligati a partecipare a questa conferenza stampa, richiamando tutti all’ordine. Noi dobbiamo andare in quella direzione, quello è il senso giusto. Noi dobbiamo fare risultati perché siamo la Roma. Noi dobbiamo essere più attenti per quello che deve essere il nostro lavoro. Giochini che portano ad andazzi, basta. Giocate che danno senso alla qualità del gioco della squadra della Roma, quante ne vogliamo.

Queste le parole di Spalletti ai microfoni di Sky Sport: “Troveremo sicuramente un ambiente non contento dell’ultimo andamento in fatto di proposta. Bisogna dare un segnale forte, convincente, di vittoria e di gioco. Europa League palcoscenico ideale? Abbiamo fatto vedere che in Europa alterniamo una prestazione di livello a cadute di qualità per le possibilità che abbiamo. Sono partite importantissime per farsi un’esperienza, un livello sotto il quale non possiamo scendere. L’Astra ha entusiasmo, ha un allenatore abituato a cambiare, a saper leggere momenti, bisogna fare la Roma e fare subito qualità dal primo momento. Totti? Francesco ha un problemino dietro una coscia che penso sia stato risolto, oggi ci sarà la prova definitiva per sapere se giocherà dall’inizio oppure no“.

Questa la conferenza di Paredes:

Cosa sta mancando alla Roma in quest’inizio di stagione?
Penso che ci manchi un po’ di cattiveria, dobbiamo prendere un po’ di fiducia per andare avanti. Se riusciamo a conquistare queste cose possiamo fare molto bene.

Quanto è importante non sottovalutare una manifestazione come l’Europa League?
Noi dobbiamo essere concentrati in tutte le partite. Non abbiamo mai avuto una partita facile. Pensiamo solo a lavorare bene per fare bene domani.

Che tracce ha lasciato la sconfitta di Torino? Cosa vi ha insegnato per non ripetere certi errori domani sera?
La sconfitta è stata molto dura per noi, l’abbiamo sofferta troppo. Ormai pensiamo solo a fare bene domani. Dobbiamo prendere questi 3 punti, sono molto importanti per noi.

Spalletti ha detto che sei più forte di Pjanic. Ti ha pesato un po’ questo atto di fiducia del tecnico?
No, l’ho ringraziato per le sue parole. Io cerco di fare il meglio possibile per aiutare la squadra. Cercherò di fare sempre meglio per il bene della squadra.

Meglio giocare a tempo pieno dell’Empoli o part time nella Roma?
Uno vuole giocare sempre tutte le partite, ma quest’anno ne abbiamo tante da fare. Abbiamo un centrocampo abbastanza ampio, sicuramente non si trovano tutti gli spazi che vorresti trovare però sono contento e spero di fare bene le partite che dovrò giocare. Penso che non ci mancherà l’opportunità per farlo.

Avete già parlato dell’Astra Giurgiu con Lobont?
No, non abbiamo parlato con lui di questa cosa.

Può essere pericolosa una partita contro una squadra che non conoscete molto bene?
Se noi siamo concentrati al 100%, siamo consapevoli che dobbiamo prendere questi 3 punti e facciamo bene questa partita, non credo che ci sarà pericolo. Però obbiamo essere concentrati al 100% e cercare di fare bene.

Cosa conosci dell’Astra Giurgiu? Ti ha fatto una buona impressione un giocatore in particolare?
Mi aspetto una partita dura. Fino ad adesso non abbiamo avuto partite facili, sicuramente anche domani sarà difficile. Cercheremo di fare il meglio possibile per portare i 3 punti a casa.

Può essere la partita giusta per cercare di riavvicinare più gente allo stadio? Una bella vittoria potrebbe invogliare la gente a venire domenica contro l’Inter.
Noi vogliamo vincere la partita di domani e fare una bella prestazione per arrivare nella maniera migliore a domenica.

Dove senti di dover migliorare?
Sicuramente devo migliorare in ogni aspetto. Credo di poter imparare ancora tantissimo e cercherò di farlo per il bene della Roma.

Le doppie sedute sono state sospese. Spalletti vi ha visto particolarmente concentrati?
Noi cerchiamo di essere concentrati in ogni allenamento, di essere sempre motivati al 100%. Giochiamo nella Roma e dobbiamo continuare a fare questo per andare avanti nel migliore dei modi possibili.

(Trascrizione a cura di Melania Giovannetti)

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