Roma, anima fragile: se va in svantaggio non rimonta (quasi) mai

Sette volte in stagione si è ritrovata sotto: l’unico punto a Londra con il Chelsea. Poi, solo sconfitte. Rosa corta o mentalità?

di Valerio Salviani, @vale_salviani

C’è stata una Roma pigra, ma orgogliosa, che per svegliarsi aveva bisogno di essere colpita. Non era certo una virtù, ma un tratto distintivo sì. Subiva un gol, poi iniziava a macinare gioco. C’è stata, ora non c’è più. La Roma di Di Francesco si butta avanti, gioca a viso aperto, ma se subisce, non si riprende più. O quasi. Sette volte in questa stagione i giallorossi sono andati sotto, racimolando al fischio finale 6 sconfitte e 1 pareggio, nella partita migliore della stagione, contro il Chelsea a Londra. Un caso, o forse no.

IL DATO – In Serie A, nessuna squadra ha fatto peggio. Tutte, anche il Benevento, sono riuscite a rimontare almeno una volta lo svantaggio iniziale. La Roma no. In 4 occasioni in campionato, i giallorossi si sono ritrovati in svantaggio, perdendo poi la partita. L’ultima volta proprio sabato scorso, contro l’Atalanta. Non è bastato giocare un tempo intero in superiorità numerica, o con i 5 attaccanti contemporaneamente in campo. Gli altri match sono tutti scontri diretti. Con l’Inter, alla seconda giornata. Una partita dominata fino al primo gol di Icardi, che ha ribaltato il match fino al 1-3 finale. Stessa sorte con il Napoli all’Olimpico, e con la Juventus a Torino. Tante occasioni sprecate e nessun punto. In Coppa Italia la storia non cambia. Contro il Torino la Roma ha dominato per larghi tratti della gara, ma ha perso 1-2, con tanto di rigore sbagliato. L’unica eccezione arriva dalla competizione che i giallorossi hanno giocato meglio, la Champions. Il pareggio per 3-3 con il Chelsea è l’unico caso nel quale la squadra di Di Francesco non si è rassegnata al corso degli eventi e, anzi, avrebbe anche meritato di vincere. Discorso opposto invece al Wanda con l’Atletico Madrid, quando dopo il gol di Griezmann, la Roma si è dissolta.

PARAGONE SCHIACCIANTE – Di questi tempi, nella scorsa stagione, la Roma di Spalletti aveva ribaltato le partite in ben 5 occasioni, 3 volte in campionato, contro Sampdoria, Sassuolo e Chievo Verona, e 2 in Europa League, entrambe contro Austria Vienna. A fine stagione il dato arriverà a 10 rimonte, alcune inutili come quelle contro Lione e Lazio, che non hanno evitato l’eliminazione, altre decisive, come la bella vittoria in casa contro la Juventus. Un paragone schiacciante, se si pensa che lo scorso anno i giallorossi erano primi in questa speciale classifica, mentre adesso si trovano in fondo.

MENTALITA’ O ROSA CORTA? – Un dato allarmante, che non sarà sfuggito a Di Francesco, nonostante non apparisse sui fogli che il tecnico ha sfoggiato nell’ultima conferenza. Non a caso l’ex Sassuolo, dopo il match con l’Atalanta si è rivolto ai senatori della rosa“Devono essere trainanti”. Lo scorso anno succedeva quando entrava Totti in campo, capace non solo di svegliare i compagni, ma lo stadio intero. Quest’anno la personalità si deve cercare da altre parti. Ma dove? Non in panchina, farcita di belle promesse e qualche flop. Nelle ultime partite, più volte il tecnico ha provato a cambiare le sorti dei match con i sostituti, senza successo. Paradossalmente gli spunti migliori sono arrivati da Under, mentre lo Schick visto nella Samp, capace di spaccare le partite, non è ancora pervenuto. Al rientro dalla sosta tornerà Defrel. Chissà che non possa essere lui l’uomo della svolta.

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