Roma, ag. Fuzato: “Mi ricorda il primo Buffon, i giallorossi hanno fatto un affare”

Diego Tavano, che ha curato il trasferimento del portiere brasiliano, aggiunge: “Me ne parlano come un top assoluto, qui può affermarsi con Savorani”

di Redazione, @forzaroma

Daniel Fuzato è il decimo acquisto della Roma e ricoprirà il ruolo di terzo portiere. Un’operazione a sorpresa annunciata dallo stesso Monchi sabato in conferenza stampa. Diego Tavano, agente che ha curato il passaggio del brasiliano dal Palmeiras ai giallorossi insieme a Joao Paulo Marangon (il fratello dell’ex portiere romanista Doni), ne ha parlato ai microfoni di Teleradiostereo:

Com’è nata l’operazione Fuzato?
Siamo stati bravi a lavorare in silenzio. Conoscevo le esigenze della Roma e grazie a dei partner brasiliani abbiamo messo subito sotto osservazione il nome di Daniel perché me ne hanno parlato come un giocatore top assoluto. Considerando anche che aveva il contratto in scadenza. Dopo qualche giorno mi ha chiamato la Roma e abbiamo chiuso l’affare.

Monchi è un ex portiere quindi ne capisce.
Esatto, è una posizione alla quale Monchi tiene particolarmente e sono sicuro che per lui è importante l’acquisto di Daniel.

Con l’interesse del Real Madrid per Curtouis, Alisson potrebbe andare al Chelsea.
Ad oggi la Roma è una società molto solida ed ha la forza di trattenere un giocatore top come Alisson, ma nel caso in cui arrivasse l’offerta giusta il brasiliano potrebbe anche partire.

Perché la scelta di Fuzato?
La Roma studia le proprie strategie. Ci sono tante opportunità, il campionato è lungo e ci saranno le coppe. Alisson la scorsa stagione non è mai mancato ma Daniel ha comunque rappresentato un affare per la Roma. I giallorossi avrebbero potuto aspettare che il calciatore andasse a parametro zero ma la Roma ha fatto l’offerta giusta.

A chi lo possiamo paragonare?
Daniel francamente a me ricorda il Buffon dei primi tempi. Deve crescere molto perché gli allenamenti degli istruttori brasiliani sono molto diversi e qui ci sono grandi preparatori. Deve aspettare il momento giusto per poter affermare il proprio talento.

Ha fatto parte delle nazionali giovanili.
Certo, nazionale under 20, nazionale olimpica, è un ottimo talento.

Andrà a lavorare con Marco Savorani.
Come dicevo prima, Daniel qui inconterà grandi preparatori e migliorerà molto.

Ha influito la presenza di Alisson sull’arrivo del calciatore?
Dietro Daniel c’era molta bagarre, è un talento affermato e la Roma è stata brava ad acquistarlo. Non credo che la presenza di Alisson abbia cambiato miolto la scelta di Daniel.

Quale degli acquisti della Roma ti incuriosisce?
Essere agente di un portiere o di un difensore è più difficile che essere agente di attaccanti o centrocampisti perché le responsabilità in campo sono diverse. Mi incuriosce molto Kluivert perché viene da un campionato dove la fase difensiva è meno curata. Poi sono molto curioso di vedere Cristante perché conosco bene il lavoro di Gasperini e so come lavora con i giovani.

Tra gli acquisti di Monchi è molto sottovalutato quello di Pastore, può confermarsi a Roma?
E’ un giocatore che ha avuto grandi picchi e grandi flessioni ed oggettivamente a Parigi ha fatto poco. E’ vero che aveva davanti dei mostri sacri, ma so anche quanto vale, perché conosce bene la lingua e conosce bene il campionato.

In che ruolo giocherà Pastore secondo te?
Il mister dovrà essere bravo a collocarlo in campo, ma il talento di Pastore è fuori discussione. La Roma nel prossimo campionato sarà una squadra da battere al di là dell’arrivo o meno di Cristiano Ronaldo, che anzi potrebbe rappresentare una sfida per tutte le altre squadre. Bisogna però stare attenti al Fair Play Finanziario. Obiettivamente la Juventus non ha problemi di questo tipo, però l’ingaggio di Ronaldo potrebbe incidere molto.

Nel Mondiale ti aspettavi il crollo delle sudamericane?
Daniel mi ha detto che in Europa rispetto al Sud America si curano molto i particolari. Là forse ci sono grandi talenti ma mancano i metodi di allenamento. Basti pensare che gli squadroni sono Belgio, Francia ed Inghilterra ed il Sud America paga proprio questo, ovvero la mancanza di metodi di allenamento evoluti.

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