Roma a Sceicco, versa i soldi o l’accordo salta. La Procura apre un’inchiesta sulla trattativa

di finconsadmin

(Ansa) – L’unico dato certo e’ che oltre il 14 marzo non si andra’. La trattativa tra la cordata americana del presidente della Roma, James Pallotta, e lo sceicco Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi dovra’ chiudersi in meno di 20 giorni. La ‘deadline’ tracciata dalla compagine statunitense infatti e’ netta. ”L’unica condizione per la chiusura dell’operazione e’ l’effettivo pagamento del prezzo dell’investimento effettuato. Il termine ultimo per il versamento del corrispettivo da parte del potenziale partner e’ il 14 marzo 2013”, si legge nella nota con cui poi si sottolinea come ”indipendentemente dall’esito della trattativa, Pallotta continuera’ a mantenere la gestione delle operazioni della Roma”.

 

L’ultimatum temporale annunciato da Boston, che pero’ al momento del preliminare sottoscritto dalle parti sembra tutt’altro che vicino (”l’efficacia di tale accordo e’ subordinata all’avveramento di determinate condizioni, secondo una tempistica ad oggi non prevedibile” si leggeva nel precedente comunicato), segue un’attivita’ di ‘due diligence’ che gli americani hanno portato avanti per avere un quadro generale della disponibilita’ di risorse finanziarie dello sceicco. Quest’ultimo ha infatti reso le usuali dichiarazioni e garanzie in merito alla propria consistenza patrimoniale, ma non ha rilasciato formali garanzie con riferimento all’esecuzione delle proprie obbligazioni. Ecco perche’, dopo tante parole, Pallotta vuole adesso i fatti.

 

Sulla trattativa, intanto, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo intestato ”atti relativi a”, ossia privo di ipotesi di reato e di indagati, e ha inoltre chiesto alla Consob una relazione sull’attivita’ di vigilanza svolta a fronte dell’anomalo andamento del titolo in borsa (che oggi ha chiuso con un -5,20%). Non e’ escluso inoltre che sulla vicenda possano essere sentiti come testimoni alcuni responsabili della Roma. Gli inquirenti infatti vogliono scoprire se qualcuno ha speculato sulle azioni del club dopo le voci di un possibile coinvolgimento dello sceicco arabo. I reati che potrebbero configurarsi, in presenza di eventuali illeciti, sono quelli di insider trading e di manipolazione del mercato.

 

L’andamento del titolo a Piazza Affari e’ anche al vaglio dei militari del nucleo valutario della guardia di finanza di Roma. I dubbi e lo scetticismo che avvolgono le questioni societarie non sembrano pero’ intaccare la serenita’ ritrovata in campo dalla squadra di Andreazzoli che, dopo aver battuto Juventus e Atalanta, punta all’Europa. Il segreto alla base della rinascita romanista, secondo il tecnico, e’ rappresentato dalla comunione d’intenti che si respira nuovamente nello spogliatoio giallorosso. ”All’interno di un gruppo e’ necessario che scocchi quella scintilla, che nasca quella chimica senza la quale le cose non funzionano. Forse con Zeman e’ mancato qualche elemento – ha ammesso Andreazzoli – I problemi da risolvere non riguardavano solo la squadra, noi abbiamo creato un bel gruppo di lavoro. E quella famosa chimica che deve essere presente all’interno di uno spogliatoio ha cominciato a funzionare”. E i meriti, secondo Perrotta, sono proprio del nuovo allenatore: ”Andreazzoli sta facendo un ottimo lavoro, sa lavorare sull’aspetto mentale e sta ricreando l’entusiasmo che nell’ultimo periodo si era perso – le parole di uno dei senatori di Trigoria che rilancia le ambizioni di Totti e compagni – Se dovessimo uscire anche quest’anno dall’Europa sarebbe un fallimento totale non solo per la societa’ ma anche per i giocatori perche’ questa squadra ha qualita’ pazzesche. Per la maglia che indossiamo dobbiamo pensare in grande e puntare ad entrare in Europa dalla porta principale. Il terzo posto sarebbe il massimo, ma anche l’Europa League sarebbe un bel traguardo visto dove eravamo poco tempo fa”.

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