El Shaarawy: “Contento della fiducia dei Friedkin. Dzeko? L’ho visto molto sereno” – AUDIO – FOTO – VIDEO

Il Faraone, tornato in giallorosso dopo un anno e mezzo, si ripresenta davanti alle telecamere

di Redazione, @forzaroma

L’acquisto di Stephan El Shaarawy è stato ufficializzato lo scorso sabato, oggi per il Faraone sarà tempo di (ri)presentarsi come calciatore della Roma davanti alle telecamere. L’attaccante proveniente dallo Shanghai Shenhua risponderà alle domande dei giornalisti in conferenza stampa.

C’è il rischio che tu abbia perso un po’ di brillantezza?
Sono stato fermo qualche mese dopo la Nazionale, mi sono allenato da solo e ho cercato di fare il massimo per arrivare a una buona condizione. Mi serve ancora tempo per essere al top, ma stiamo lavorando con i preparatori: abbiamo già fatto un programma e di giorno in giorno lo aggiorniamo in base alle mie sensazioni e a come mi sento. C’è tanta voglia e tanto entusiasmo di ricominciare con questa maglia.

Hai parlato con Fonseca riguardo la tua collocazione tattica?
Sì, abbiamo avuto modo di parlare il primo giorno che sono arrivato. L’attacco non è stato stravolto più di tanto come posizioni, ero abituato a partire largo a sinistra per poi accentrarmi, un sistema di gioco simile anche a quello di Di Francesco che voleva che i due esterni si accentrassero. Ovviamente gli ho fatto presente che sono comunque a piena disposizione per ricoprire tutti i ruoli dell’attacco.

Ti spaventa la concorrenza? E’ uno stimolo o un timore?
Non è mai un timore, soprattutto quando giochi ad alti livelli e ti confronti con giocatori di grande qualità. E’ uno stimolo o a fare sempre meglio, mi sono sempre confronto con grandi giocatori ed è sempre stato un grande sprone. Tanta concorrenza è sinonimo di qualità, vuol dire che c’è più possibilità di vincere.

Come hai trovato Dzeko?
Molto bene, lo ho visto molto sereno e con il sorriso. Sono contento di averlo ritrovato, così come tutti i compagni nuovi. C’è un clima davvero sereno.

Hai avuto una lite con Dzeko in passato. Conoscendolo, qual è la strada migliore per averlo al 100%?
Tutti conosciamo le qualità di Edin è un giocatore di grandissima personalità, troverà da solo la strada per tornare un giocatore importante per questa Roma. Sono dinamiche di spogliatoio che nascono e muoiono lì, non c’è nessun problema.

Che esperienza è stata in Cina?
Molto particolare e condizionata dalla pandemia. I primi 6 mesi mi alternai tra club e Nazionale. Nonostante questo, sono riuscito comunque a vincere il mio primo trofeo da protagonista sul campo: è una soddisfazione e un ricordo che mi porterò sempre dentro. Dopo la fine del campionato siamo stati fermi tanto tempo, quasi 7 mesi senza partite ufficiali solo allenandoci, non è stato facile a livello calcistico. Sono tornato dove volevo essere dopo un anno e mezzo con l’Europeo alle porte, sono felice di essere qui.

Cosa hai notato di diverso nella squadra e nella società?
Innanzitutto sono molto contento di ritrovare questa società, è stata un’accoglienza positiva. L’ho sempre detto, è come se non me ne fossi mai andato anche a livello di rapporto, qui ho costruito molto di più di un percorso calcistico e ho costruito rapporti con tantissime persone anche fuori dal campo. L’accoglienza è stata molto positiva qui a Trigoria, mi ha fatto soprattutto piacere ricevere la fiducia del presidente, del direttore Tiago Pinto e dell’allenatore. Sta al giocatore ripagare questa fiducia e mi auguro di farlo il prima possibile..

Come vedi il rapporto con Dzeko a livello di sistema di gioco?
Ripeto, non credo si sia stravolto più di tanto a livello di sistema di gioco. In attacco giochiamo sempre con due esterni che, partendo larghi, possono venire dentro giocando con Edin. Vedendo lo stadio vuoto devo dire che mancherà tantissimo l’incitamento dei tifosi, che soprattuto qui all’Olimpico sentiamo parecchio: spero che tutto torni alla normalità per riavere la nostra gente allo stadio.

Quanto conta avere la proprietà qui a Trigoria?
Conta tanto per tutto l’ambiente in generale sentire la vicinanza del proprio presidente, è una spinta maggiore per tutti noi. Ho visto grandissima disponibilità da parte di tutti, dal direttore al presidente, è sicuramente una cosa positiva. Sta ai giocatori trovare la responsabilità di fare il proprio lavoro con grande professionalità e diligenza.

Perché non sei riuscito a tornare a ottobre?
E’ stata una situazione un po’ particolare, nel calcio non sempre i tempi coincidono e si è creata questa attesa. E’ andato tutto a buon fine e sono entusiasta di essere qui. Non vedo l’ora di scrivere un altro capitolo importante con questa maglia.

Che ambizioni può avere la Roma in questo campionato?
Non ho mai smesso di seguire la Roma come il campionato di Serie A. Questa squadra negli anni si è sempre posta l’obiettivo della Champions e anche di più. Il campionato quest’anno è molto più competitivo e avvincente, tantissime squadre si sono rinforzate. Io ho trovato un ambiente positivo e ho visto una squadra che si aiuta. Sono cose importanti soprattutto per superare i momenti difficili, perché con la compattezza si riesce ad uscirne. Non per essere retorico, ma noi dobbiamo sempre pensare partita dopo partita. Il nostro obiettivo è la Champions, personalmente il mio è , come nel 2016, quello di guadagnarmi un posto all’Europeo.

Cosa ti è mancato della squadra e della città?
Aver ritrovato tutte le persone con cui ho instaurato un rapporto. Nel periodo in cui sono stato lontano, quando ho potuto ritornare ho sempre sentito grande affetto da parte della gente. Questo per me è stato motivo di grande orgoglio, anche quando sono andato a vedere la Roma allo stadio lo scorso febbraio ho visto tanta gente che mi vuole bene. Questo è uno stimolo in più per ricominciare alla grande.

 

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