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Robinio Vaz, il futuro ha bisogno di tempo: la strategia di Gasperini

Federico Grimaldi
Federico Grimaldi Collaboratore 
Gasp ha tracciato la linea: proteggerlo oggi per lanciarlo davvero domani

A 19 anni si può avere il talento, ma non ancora il tempo. E quando quel talento costa 25 milioni e ti porta in una delle piazze più esigenti del mondo, il peso delle aspettative diventa parte del bagaglio. Robinio Vaz lo sta scoprendo giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, in un campionato che più di altri mette alla prova testa, tattica e personalità. La Roma lo ha voluto per questo: Massara lo ha scelto come volto del futuro, un investimento pensato per durare e crescere. Nei primi due mesi in giallorosso Gasperini gli ha concesso spezzoni, minuti utili per assaggiare il ritmo della Serie A. L’immagine più nitida resta quell’occasione contro il Torino, al debutto. Poi la realtà, fatta di dettagli da limare e di un talento ancora grezzo. Le panchine contro Cremonese e Juventus non sono un passo indietro, ma una scelta. Perché il doppio impegno e le rotazioni ridotte richiederanno anche il suo contributo da qui a fine stagione, ma senza forzature. Gasp ha tracciato la linea: proteggerlo oggi per lanciarlo davvero domani.

Doppio impegno e rotazioni: quando servirà il suo contributo

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L’impatto di Malen, forse, ha inevitabilmente alzato l’asticella. Negli ultimi anni nessuno, al suo arrivo in giallorosso, era riuscito a incidere con quella rapidità e quella continuità. Un riferimento importante anche per Robinio Vaz: osservare chi è già abituato a certi livelli, assorbire abitudini e mentalità, crescere accanto ai campioni. Perché quando si condivide lo spogliatoio con giocatori di quella caratura, l’evoluzione diventa quasi naturale. Ed è proprio questo l’obiettivo del giovane francese. Certo, in piena corsa Champions, un apporto più immediato avrebbe fatto comodo a Gasperini. Lo stesso tecnico, però, è stato chiaro fin dal principio: "Ha talento, ma con lui ragioniamo in prospettiva". Una linea ribadita anche nelle scelte delle ultime settimane. Vaz oggi è una carta da giocare a partita in corso, più che un titolare designato. Difficile immaginarlo dal primo minuto; più facile pensarlo a gara in corso, quando servono freschezza, strappi e imprevedibilità. Ma attenzione al fattore Europa League: paradossalmente, proprio sul palcoscenico europeo potrebbe trovare l’habitat ideale per esprimersi. In Europa gli spazi si allargano, le partite si spezzano, e la sua velocità può diventare un’arma preziosa nei finali. In quel contesto, Vaz potrebbe trasformarsi nella risorsa giusta al momento giusto. Perché anche in pochi minuti può affiorare quel potenziale che lo ha portato a Roma e che finora si è intravisto solo a tratti.

La linea di Gasperini

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Robinio Vaz, su una cosa, può stare certo: è in mani sicure. Con Gasperini come tecnico e mentore, la sua crescita - che arriverà - non è in discussione. Il tecnico piemontese non è uno sprovveduto: crescere, formare e trasformare giovani talenti in giocatori di livello internazionale è il suo mantra. Lo raccontano gli anni all’Atalanta, lo confermano questi primi mesi alla Roma. Pisilli e Ghilardi sono l’esempio più evidente: con entrambi Gasp ha scelto di aspettare, di concedere tempo, di accompagnarli anche nell’errore. Sbagli che all’inizio si sono visti, ma che non si sono più ripetuti. Oggi fanno parte in pianta stabile dello scacchiere giallorosso. Robinio Vaz non è diverso. Anche lui, nelle prime uscite, si è mostrato acerbo. Qualche errore di gioventù, qualche difficoltà di ambientamento: nulla di allarmante. L’investimento da 25 milioni racconta chiaramente quanto la Roma creda in lui. Adesso deve solo affidarsi alle mani esperte e all’estro sapiente del tecnico di Grugliasco. La strategia sarà la stessa vista con i due giovani italiani: pazienza, lavoro, attesa. Poi, quando arriverà il momento di prendersi la scena in giallorosso, lo capirà da solo. C’è solo bisogno di tempo.