E' una notte da incubo quella vissuta tra lunedì e martedì da Neil El Aynaoui e dalla sua famiglia, finiti nel mirino di alcuni malviventi nella loro villa all'Infernetto. A ricordare la rapina subita la mamma del centrocampista marocchino della Roma, Anna Sofie Rocher, in un'intervista a La Repubblica. La donna, 53 anni, è stata la prima ad essere sequestrata dai rapinatori e dopo la denuncia in Questura ha annunciato: "Cambieremo subito casa, qui non ci sentiamo più sicuri. Da ora in poi solo appartamenti in condominio".

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Rapina El Aynaoui, parla la madre: “Notte da incubo, ho temuto per i miei figli”
Dove si trovava quando c'è stata l'irruzione? "Nel mio letto, erano le 3. Soffro d'insonnia e quindi ero ancora sveglia. Ho sentito nel buio che si apriva la porta della mia camera. Ero convinta fosse mio figlio maggiore, l'ho chiamato per nome. Subito ho intravisto due ombre, la mia camera è stata illuminata dalla torcia di un cellulare. Erano due persone basse".
Cosa ha fatto? "Ho urlato a squarciagola per svegliare i miei figli e le loro fidanzate. Uno degli uomini mi ripeteva 'shh' ma io ho continuato a urlare 'aiuto'. Allora mi ha puntato una pistola al collo. A quel punto ero terrorizzata. Hanno portato i miei figli e le loro fidanzate nella mia camera, i banditi erano sei o forse otto. Ho sentito poche parole, ma l'accento mi sembrava dell'Est".
Come ha reagito Neil? "Tutti e due i miei figli erano sotto shock, io pensavo solamente a loro. Speravamo che non succedesse nulla. Per fortuna non ci hanno fatto del male, non ci hanno strattonati o picchiati".
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