Ranieri: “La Roma non potrà lottare da subito per il quarto posto il prossimo anno”

Ranieri: “La Roma non potrà lottare da subito per il quarto posto il prossimo anno”

Le parole del tecnico al termine del match: “Ci sono degli anni che non vanno e si sbagliano occasioni chiare. Col Parma sia la festa di De Rossi, oggi non era sereno”

di Redazione, @forzaroma

La Roma pareggia a Sassuolo e vede cadere definitivamente i suoi sogni Champions. Claudio Ranieri ha parlato al termine della sfida raccontando le sue impressioni.

RANIERI A DAZN

Sull’occasione di Kluivert.
Purtroppo abbiamo provato a fare tanto gol. Dovevamo essere più cinici, pronti e fortunati. Non posso rimproverare nulla ai ragazzi. Pazienza.

Sull’atteggiamento mentale
Il rammarico sono i tre punti. La Roma è una buona squadra. Ci sono degli anni che non vanno e si sbagliano occasioni chiare. Peccato.

L’atteggiamento attendista della prima ora non vi ha permesso di vincere?
Anche a me piacerebbe pressare alto, ma la squadra questo può fare. Quelli del Sassuolo avevano i crampi in parecchi. Non è stata una gara facile, loro giocano a uno o due tocchi e questa è una loro qualità. Avremmo voluto pressarli dall’inizio, ma bisogna dividere i novanta minuti.

Quanto è stato difficile preparare questa partita con il caso De Rossi?
Non ho mai pensato di farlo entrare perché deve essere pronto per la prossima che deve essere la sua festa e chiedo ancora ai tifosi che lo sia e di pensare solo a lui. Per il resto pazienza. Ci rimbocchiamo le maniche.

Sui cambi
Ho pensato o la va o la spacca. Più potenziale tecnico e meno di corsa. Peccato perché non siamo riusciti a concretizzare a differenza di quanto abbiamo fatto con la Juventus.

Da dove riparte la Roma il prossimo anno?
Riparte da ottimi giocatori, poi non so che tipo di mercato farà.

Come sta De Rossi?
Daniele è normale che sia dispiaciuto. Ho preparato la partita come sempre. Ho cercato di riportarli a un’autostima positiva.

RANIERI A SKY

Come avete fatto a non vincerla con tutte quelle occasioni?
Si dice che la squadra deve essere più cinica, ma io dico anche un pizzico più fortunata. In altre partite abbiamo creato meno, oggi non siamo riusciti a segnare. E’ stato un peccato, ma pazienza.

Sull’ambiente allo stadio: come se ne esce da questa situazione?
Non lo so. Sicuramente domenica mi piacerebbe che ci fosse una festa per Daniele. Un ragazzo entrato a 11 anni nella Roma merita una festa e di sentire l’amore di cui i tifosi sono capaci. Non faccio un appello, ma dico solo che bisogna stare vicino a Daniele in questo momento.

Quanto è importante essere romani nella Roma?
Io dico che bisogna essere professionisti e dare tutti se stessi al di là della romanità. I romani sentono di più la partita, mi ricordo quando ho dovuto sostituire Totti e De Rossi in un derby perché lo sentivano troppo. I romanisti sono viscerali, amano la Roma oltre ogni limite. Se giochi a Roma da romanista hai quel qualcosa in più.

Credi che questa Roma potenzialmente, come valori e come uomini, possa essere seconda in questo campionato al livello del Napoli?
Difficile rispondere. Lo scorso anno la Roma ha fatto un grosso campionato. Sono partiti giocatori importanti, la spina dorsale che stava aprendo un ciclo, di punto in bianco sono stati venduti e sono arrivati dei ragazzi validi ma che hanno bisogno di fare il loro percorso. C’è stato un contraccolpo, magari i giocatori esperti non hanno trovato punti di riferimento e forse non hanno aiutato al 100% i ragazzi a inserirsi nella Roma.Ho trovato una squadra molto giù mentalmente, non fisicamente, Eusebio ha fatto un grande lavoro. Abbiamo vinto con la Juve ma abbiamo rischiato di prenderne 3. Dobbiamo gestire queste situazioni, il mio lavoro è stato mentale, dare autostima a giocatori che ce l’avevano sotto i tacchi.

Il risultato di stasera virtualmente vi preclude il quarto posto. Da dove riparte la Roma il prossimo anno? Dai giovani, dagli anziani…
Sono risposte che deve dare la società. C’è un buon gruppo di giocatori, spetterà all’allenatore valutare in base alle sue idee quali giocatori fanno al suo caso e quali no. Ci sarà un summit tra il nuovo allenatore e la società, non credo che pronti via sia possa lottare per la Champions League, ma la Roma deve saper entrare stabilmente in Europa e se c’è l’anno giusto che indovini tutto ti puoi ripresentare in Champions.

Tornando indietro la società gestirebbe diversamente la vicenda De Rossi, magari ha sottovalutato la cosa?
Non voglio più rientrare in questo capitolo. Io capisco perfettamente, la società vuole fare le cose in una certa maniera e non si può dire a, b o c. Ci sono giocatori che vanno considerati diversi da altri, doveva essere gestito in altra maniera.

RANIERI A ROMA TV

La sensazione è stata quella di averle provate tutte. Come state?
Siamo dispiaciuti. Ci abbiamo provato in qualsiasi modo e li abbiamo messi li. Pressare questo Sassuolo non è cosa facile. Purtroppo non siamo riusciti a far gol.

Quali sono le sensazioni in vista dell’ultima partita di campionato?
Fin quando l’aritmetica non ci condanna dobbiamo essere sul pezzo. Chiedo questo, che fino all’ultimo si lotti perché solo così possiamo accettare il responso del campo. Così fanno gli sportivi veri

Sembra che sia stata una stagione dove gli episodi non hanno girato…
Ci sono annate che non vanno nel verso giusto, Prendete Dzeko ad esempio, un fior di attaccante che non ha fatto i gol che doveva fare. E alla fine si paga tutto, perché si vede dalla classifica.

Zaniolo ha messo un po’ in difficoltà la squadra con la sua voglia di uscire fuori posizione?
Lui ha sbagliato perché usciva troppo presto in alcune situazioni di gioco. Tutto lì.

E’ stata una settimana particolare. Perché non far giocare Daniele?
Non stava al cento per cento. Non volevo rischiare di cambiarlo in corso d’opera. Si allenerà con noi tutta la settimana e sarà disponibile per domenica.

Come si deve ripartire?
Non ho mai parlato di piani futuri quindi, come ho detto in conferenza, non so se il prossimo anno si sarà competitivi per la Champions. Ci sarà un nuovo allenatore e ci sarà da vedere se i nuovi giocatori saranno adatti per il nuovo stile di gioco.

In questo momento cosa salvare?
Nella Roma ci sono ottimi giocatori e ottimi giovani, quindi starà all’allenatore che verrà la scelta di chi tenere e chi mandar via. La squadra però è buona, anche perché se ci fossero stati ad esempio i gol di Dzeko, staremmo parlando di una stagione diversa. Se lui fosse arrivato a quota 20 probabilmente saremmo arrivati in Champions, senza però buttare la croce su di lui. La squadra è buona, ci sono ottimi giovani. In futuro si può far bene.

RANIERI A RADIO UNO

Questo pareggio virtualmente vi esclude dalla Champions.
Purtroppo sì, ci abbiamo provato in ogni modo. Grande parate del portiere avversario, pali… Purtroppo è andata così. Ma non rimprovero nulla ai ragazzi, hanno dato tutto. Pazienza, ci sono partite che nascono bene e partite come questa. Nonostante le occasioni create non siamo riusciti a creare

Meglio nella ripresa.
Nella ripresa abbiamo giocato meglio, ma non perché non vogliamo giocare nel primo tempo, ma perché in questo finale di campionato abbiamo le energie per arrivare fino in fondo giocando ben strutturati in campo nel primo tempo. Lo abbiamo fatto con la Juve e siamo riusciti a vincere. I giocatori del Sassuolo alla fine avevano i crampi, segno che la partita è stata molto intensa. Andare a prenderli alti era molto difficile

Ora tutto sull’Europa League.
Dobbiamo fare tre punti contro il Parma, dobbiamo vincere per De Rossi e per i tifosi. E per la società, per entrare in Europa.

Difficile tenere la barra dritta.
I giocatori vogliono sempre vincere, avete visto con quale spirito leonino hanno cercato di far gol. Ci proveranno anche domenica. Il nostro pubblico vorrà far vedere il loro amore per Daniele e per la Roma.

RANIERI IN CONFERENZA STAMPA

Che situazione si prospetta in vista dell’ultima partita?
I ragazzi hanno dato fondo a ogni spilla di energia per portare a casa un risultato che ci facesse sperare ancora. Dovevamo essere più cinici, freddi, lucidi e fortunati. Ma è il calcio. In altre occasioni abbiamo fatto gol alla prima occasione, mentre oggi la palla non è voluta entrare. Contro questo Sassuolo era molto difficile. Ora dobbiamo dare fondo agli ultimi 90 minuti con tutta la determinazione. Non è stato possibile entrare in Champions League ma dobbiamo entrare in Europa League perché è sempre un bel campionato.

Nel primo tempo siete sembrati guardinghi. Ha pesato la contestazione?
Non credo. Anche con la Juve il primo tempo è stato guardingo, nel finale di campionato non hai le forze per fare 90 minuti alla garibaldina. I giocatori avevano i crampi alla fine.

La Roma di questi giorni sembra un “liberi tutti”…
Non sono d’accordo. Ci abbiamo provato fino in fondo. Ho visto Fazio arrabbiarsi, fare il centravanti e provarci fino alla fine. Se i giocatori già si sentissero in vacanza non avrebbero fatto questo tipo di partita.

Lei aveva parlato di ridimensionamento in caso di mancata Champions…
E’ una cosa che credo io. I conti sono quelli, non ho parlato con nessuno. Vedendo che ogni anno la Roma deve sempre vendere entrando in Champions, non riuscendoci e non entrando quindi un determinato numero di milioni è una cosa che posso supporre.

Si poteva fare di più?
Non mi accontento mai e dico che si poteva fare di più. Quando sono arrivato ho dovuto riportare entusiasmo e voglia di divertirsi. Senza quello e senza autostima non si vede più nulla. Stasera sono soddisfatto di come abbiamo giocato anche stasera, non posso dire nulla ai ragazzi che hanno lottato fino in fondo.

Non ha avuto abbastanza tempo per lavorare il gioco che voleva lei, il 4-4-2 non l’avete mai fatto. Dzeko ha fatto 2 gol in 11 partite, di un centravanti che segna così poco qual è il problema?
Possono essere tanti o anche uno. I bomber hanno un anno “no”. I giocatori che sono abituati ad andare dai 15 ai 25 gol, un anno non rendono per quanto ti aspetti ed è logico che la squadra non rende. Quando un allenatore fa una squadra pensa a quanti gol fa un attaccante, quanti ne fa un’ala, quanto i centrocampisti… Quando non ti fa quei gol, lo senti.

Il dominio inglese nelle coppe? Troverà mai una cosa straordinaria come il Leicester in Italia?
Lì c’è un ritmo pazzesco, non solo quello che vedete in televisione ma anche in allenamento. Si va forte, si entra duri come in partita. È una forma mentis, come ti alleni giochi. Chi non riesce ad entrare in sintonia con questo tipo di lavoro viene messo da parte normalmente, non ce la fa ad andare a quel ritmo. Ci sono soldi, presidenti che vogliono investire. In Italia non stiamo attraversando un periodo felice ma ne stiamo venendo fuori, piano piano ritorneremo quello che siamo sempre stati. È un momento di transizione: quanto tempo non sentivamo parlare dell’Ajax? Torneranno a nascere i Van Basten, i Gullit… Non si parlava dei tedeschi, i francesi non c’erano… Noi adesso siamo in un momento di stasi ma stanno nascendo fuori grandi giocatori e grandi campioni. Il Leicester è stata una cosa irripetibile, di venti giocatori che sembravano fossero in una favola: quello che dicevamo si tramutava in realtà. Le altre cadevano, noi abbiamo avuto la forza di arrivare fino in fondo e ci dicevano che non avremmo retto la pressione…

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