Radja, re in Indonesia. Rinnova con la Roma e poi torna nel suo paese d’origine

Madre belga e padre indonesiano. Nainggolan ha sposato la Nazionale dei Diables Rouges ma non ha mai dimenticato le sue origini, così come l’Indonesia non ha mai smesso di seguire la sua crescita nel calcio europeo. I tifosi locali lo aspettano con ansia: insieme a Totti e De Rossi sarà uno dei più celebrati

di Guendalina Galdi, @Guend4lina_G

 

Radja Nainggolan si può considerare il primo grande colpo di questo mercato. Riscattata l’altra metà del suo cartellino dal Cagliari, è diventato totalmente un giocatore della Roma, squadra con la quale ha rinnovato per altri cinque anni: “Sono molto contento di essermi legato a questa società per vincere – ha dichiarato Nainggolan – e darò il massimo per questa maglia per ripagare la fiducia riposta in me. L’obiettivo di quest’anno? Spero finalmente di poter vincere lo Scudetto o almeno un altro titolo”. Prima della prossima stagione però c’è ancora un’estate ricca di appuntamenti. Saltato il ritiro di Pinzolo, Nainggolan si unirà insieme al resto della squadra e dei nazionali alla tournèe asiatica della Roma che si dividerà tra Australia ed Indonesia. E per Nainggolan sarà in parte un ritorno alle origini. Il sangue indonesiano che scorre nelle sue vene proviene dal padre, anche se indizi del suo legame con quella terra provengono già dal taglio dei suoi occhi, da alcuni suoi tatuaggi e dall’origine del suo nome che in lingua indonesiana ha un significato: Radja significa ‘Re’. “Sono davvero emozionato all’idea che la Roma giochi un match in Indonesia – ha detto qualche giorno fa il giallorosso ad asroma.it -. Questa partita mi darà la possibilità di tornare in una nazione bellissima: due anni fa l’ho visitata per la prima volta e me ne sono letteralmente innamorato”.

Jakarta, Pekanbaru e Medan, le tappe di quel tour del Ninja in oriente. Un ritorno che non è passato affatto inosservato, anzi con orgoglio gli indonesiani l’hanno accolto come una superstar. Un quotidiano locale, il Tribun Medan, ha annunciato il suo arrivo dedicandogli un articolo in copertina.

Il primo viaggio in Indonesia per lui dunque risale all’estate 2013 e allora su molti manifesti, che lo ritraevano durante un’azione di gioco, troneggiava la scritta ‘Welcome Home Radja‘, bentornato a casa. E’ stato accolto da un clima “un po’ pazzo” (“sono circa 35 gradi ma piove troppo!“, twittava in quel periodo) e da un intero popolo impaziente di conoscere il campione, che nel campionato italiano trovava sempre più spazio per esprimersi al meglio con la maglia del Cagliari, e le sue origini. Ed è stato ospite in alcune televisioni locali proprio per raccontarsi: “E’ stato molto bello parlare della mia storia in Indonesia.. Anche se non è stata facile“, aveva cinguettato il belga.

Ha giocato a calcio insieme alle Jakarta All Stars, ha posato insieme al ministro dello sport e delle politiche giovanili indonesiano di allora e, appena sbarcato, erano presenti in areoporto decine di fan pronti a scattargli una foto o a riprendere quei momenti. L’accoglienza più calorosa però l’ha ricevuta da parte dei tifosi più giovani. In occasione di quel suo viaggio sono state organizzate manifestazioni ed eventi che hanno visto protagonista Nainggolan ed i bambini: è andato a far visita ad un orfanotrofio (“Non esiste.. sono felici con poco o niente“), ha partecipato ad un meet and greet in cui ha ballato per la prima volta l’antica tradizionale danza Batak Tor-Tor insieme a delle bimbe vestite con i costumi tipici, ha firmato autografi sui palloni da calcio di altri bambini poveri che giocavano su un campo di terra.

Ha trascorso anche un pomeriggio con i Kurniawan (i calciatori indonesiani) ed i bambini di Pekanbaru (città indonesiana, nell’isola di Sumatra), ed un altro giorno l’ha vissuto nelle vesti di coach, sempre a disposizione dei suoi più piccoli fan: “I bambini sono grandiosi!“, twittava dopo quell’esperienza. E ringraziava tutti così: “Grazie per il caloroso benvenuto” accompagnando a queste parole una foto che lo ritraeva insieme alla moglie Claudia con la tipica corona di fiori al collo ed una bevanda del posto levata in alto in segno di brindisi.

Il ricordo della sua visita nella provincia di Riau, il cui capoluogo è Pekanbaru, è tornato d’attualità nel marzo 2014, quando Nainggolan avvertiva i suoi follower: “Bellissima città e bellissima gente” però a rischio perchè circondata da una pericolosa coltre di smog estremamente dannoso per la salute. Un ReTweet per questa emergenza, Nainggolan non poteva non farlo, come a voler ribadire quanto quella porzione di mondo che nasconde le sue radici gli stia a cuore. L’Indonesia: un paese bello e fragile allo stesso tempo, come si è visto anche in occasione dell’alluvione che nel gennaio 2014 colpì la capitale Jakarta:Spero che tutti siano al sicuro e asciutti. Abbiate cura di voi ragazzi“, scrisse sempre via Twitter. Nainggolan insomma è anche una cassa di risonanza per i problemi che si sono abbattuti sull’Indonesia; forte della sua influenza a livello mediatico, è risaputo che sia molto attivo su Twitter, si fa periodicamente portavoce di qualche causa: dalla richiesta di mobilitazione per calamità che hanno sconvolto intere regioni (l’alluvione a Jakarta ma anche quella in Sardegna del novembre 2013), alla partecipazione ad iniziative a scopo benefico come gli ‘Special Olympics’ oppure ad iniziative come ‘Cambiamo gli schemi, #allacciamoli’, volte a combattere alcune piaghe del calcio come l’omofobia.

Insomma Nainggolan si è sempre dimostrato attento a quello che gli accade intorno ed ai cambiamenti che riguardano la ‘sua’ Indonesia, come nel caso di dello scorso 20 ottobre, quando si è congratulato con tutti gli indonesiani per aver eletto il presidente Joko Widodo, apparso sulla copertina del Time con un titolo eloquente: “A new hope“, una nuova speranza. “Selamat“, ha commentato in lingua indonesiana il centrocampista giallorosso, ovvero: “Complimenti“.

In Indonesia la Roma ha un gran seguito tanto che la società giallorossa ha creato un apposito account Twitter per comunicare con questi tifosi lontani solo geograficamente. E’ il primo viaggio della Roma in Indonesia e tutti i tifosi locali aspettano con ansia il Ninja, Totti, De Rossi ed il resto della squadra, ma soprattutto il Roma Day. Un’occasione per vedere e condividere momenti indimenticabili insieme ai propri idoli a Jakarta il prossimo 25 luglio, un modo per esportare a oriente il marchio Roma e per far sentire più vicini dei tifosi solitamente distanti oltre 10mila kilometri.

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