Sabatini: “Benatia non tornerà. Florenzi è più forte di Dani Alves” – FOTO – VIDEO 1-2-3

Sabatini: “Benatia non tornerà. Florenzi è più forte di Dani Alves” – FOTO – VIDEO 1-2-3

Al Villaggio Olimpico gli anni d’oro dello svedese sulla panchina giallorossa raccontati dai protagonisti dello scudetto 82/83, intervistati da Francesco Goccia e Carlotta Boni

di Jacopo Aliprandi, @JacopoAliprandi

Ripercorrere le gesta di una squadra che ha fatto la storia della Roma, vincendo il secondo scudetto e alzando al cielo tre Coppe Italia, ma soprattutto facendo sognare i tifosi giallorossi con tante notti magiche sia in Italia che in Europa. E’ questo il fine del libro “La grande Roma di Liedholm” (ed.Minerva), di Luciano Tessari (allenatore in seconda del Barone) e a cura di Francesco Goccia e Carlotta Boni, giornalisti sportivi.

La particolarità del libro dei due cronisti, che ha goduto della “supervisione” di un uomo di sport che ha seguito passo passo le vicende di Liedholm nei suoi anni romani, è che il racconto di quei tempi d’oro arriva diretto dai suoi protagonisti. Da coloro che vinsero lo scudetto 1982/83: Paulo Roberto Falcao, Bruno Conti, Franco Tancredi, Roberto Pruzzo, Carlo Ancelotti, Sebino Nela sono stati intervistati da Goccia e dalla Boni e hanno svelato dettagli, aneddoti e curiosità della Roma guidata magistralmente dallo svedese.

In questo momento al circolo sportivo “Futbol Club” al Villaggio Olimpico è in corso la presentazione del libro, con ospite d’eccezione il direttore sportivo giallorosso Walter Sabatini.

 

 

LA CRONACA DELL’EVENTO:

Ore 19.45 – Termina la presentazione del libro. A breve il ds giallorosso si fermerà a parlare con i giornalisti presenti in sala. Ecco le dichiarazioni di Walter Sabatini ai cronisti:

Benatia?
“Le voci su Benatia sono infondate. Mehdi è un giocatore del Bayern Monaco, lì proseguirà la sua attività. E non tornerà perchè noi ci fidiamo ciecamente dei nostri ragazzi. Noi stiamo recuperando e ha recuperato un calciatore come Leandro Castan: vi inviterei a ricordavi di Leo Castan, perchè è troppo facile accantonare il ragazzo che ha sofferto, ma è nel percorso giusto per tornare ad essere ai suoi livelli, ha già giocato e ci aspettiamo di più da lui. Sta colmando questo piccolo gap. Credo che tutti voi possiate ricordare chi è stato e chi potrà essere per la Roma Leandro Castan. Oltretutto oggi siede in panchina in favore di Manolas e Ruediger. Manolas lo conoscete e lo ritenete un ottimo calciatore, e Ruediger è stato osannato ma dobbiamo accettare, ed io lo accetto – perchè se si giudica la prestazione di un giocatore, eccetto un paio di prestazioni di Ruediger – ma un conto è bocciare la prestazione un conto è bocciare un giocatore senza riserve. Il tedesco è un giocatore che viene da un doppio infortunio ed ha avuto una ricaduta qua a Roma, è andato in campo in condizioni direi precarie o non ottimali. Adesso sta dando segnali di poter essere non solo un buon giocatore ma un grande giocatore. D’altronde posso anche sbagliare giudizi sui calciatori, pochi per la verità. Senza presunzione se faccio una media, per i pochi errori che faccio, Ruediger è un giocatore forte. Se non vi fidate di me, fidatevi di Loew. Lui è campione del mondo. E dietro lui c’è Castan che sta tornando. E poi il povero dimenticato e accantonato preventivamente Gyomber che nessuno vuole veder giocare, nessuno vuole capire che ha altezza, velocità e gioco area. E inoltre ha una professionalità, e una voglia di essere e di arrivare, essendo un ragazzo ’92 eccezionale, ma nessuno lo vuole vedere e vuole prendere atto che esiste questo giocatore. Esiste, convocato dalla nazionale slovacca come sapete. Garcia non li mette in campo, e fa delle scelte che sono condivisibili o no. Voi potete anche non condividerle, forse io stesso molte volte non condivido. Ma fare le scelte sono alcune delle sue responsabilità, ma il fatto che non metta in campo non significa che un calciatore non esista. Esiste, ha nome e cognome e fa attività a Trigoria.”

Niente mercato?
“Non torneremo sul mercato a gennaio a meno che non si verificano cose o situazioni che non si possono prevedere come l’infortunio di Salah che ci mette in gravissima difficoltà, anche se ci fidiamo moltissimo di Iturbe e Falque o la soluzione Florenzi che ci permettono di sostituirlo. Però è un danno enorme per la Roma. Se non si verificheranno situazioni così traumatiche o drammatiche la Roma non ha nessun bisogno di tornare sul mercato. Ha bisogno di migliorare nel lavoro di tutti i giorni. Credo che alcuni segnali siano stati già colti da voi stessi. Dopo la partita con la Lazio, che non è stata spettacolare ma molto molto seria, in cui la squadra aveva equilibrio, ha controllato la partita e ha colpito quando doveva colpire. Ha giocato con una maturità nuova, speriamo che sia procrastinabile e ribadibile nel tempo questa qualità”

Consigli ad Iturbe?
“Già dato, magari il mister lo condividerà. A Juan Manuel gli ho detto ‘Se giocherai gioca quando giocavi sulla strada a casa tua come quando eri un bambino. Fai valere le tue qualità, non aver il freno inibitore di partecipare all’interno del disegno tattico che ti imbriglia. Gioca come quando eri bambino’. Se lo sente il mister, e lo sentirà, gli dirò che non sono d’accordo perchè per una buona squadra dovrà mettere in campo valori tattici individuali che servono per essere squadra. Un ragazzo come Iturbe ha bisogno di giocare un calcio antico, adolescenziale, liberandosi dai patemi del frigorifero che voi gli mettete sulle spalle, e che io gli ho messo sulle spalle pagandolo tanto. Ma se tornassi indietro lo farei lo stesso. Tra dare e avere faccio sempre saldi attivi, quindi mi posso permettere di pagare un po’ di più i giocatori”

Bilancio?
“Direi positivo, dall’esordio del ciclo di partite abbiamo sfangato qualcosina anche se non ricordo quando, lo abbiamo superato rimanendo dentro gli obiettivi che siamo prefissi. Abbiamo accorciato le distanze e abbiamo anche minimizzato i danni, se ci fosse stato il pareggio di Milano strameritato saremo più contenti. Ho molta fiducia in questo gruppo. E’ un gruppo che dà segnali, ve ne racconto uno: l’esultanza di De Rossi in tribuna che inneggiava il nome dei compagni di squadra, non ho mai visto una cosa del genere in 35 anni che faccio questo mestiere. Un campione che ha fatto più di 500 partite con la Roma che canta il nome dei propri compagni credo che sia un collagine incredibile dentro lo spogliatoio. Questa squadra sa volersi bene e sarà così ancora di più, hanno questa stima reciproca e miglioreranno moltissimo.”

Doumbia?
“Non penso che sia nelle mire del CSKA riscattarlo perchè non vogliono spendere soldi. Ma sicuramente qualcuno vorrà a comprarlo perchè sta facendo cose eccezionali. Abbiamo un accordo preventivo con una squadra cinese, noi cercheremo di onorare ma spero di prendere qualche lira di più”

Il futuro di Gerson?
“Arriverà sicuramente a Roma, poi decideremo se è meglio fare uno stage prolungato di 4 mesi conoscendo il nostro calcio, strutture, allenatore e compagni oppure se transitoriamente lo manderemo a giocare per qualche mese. E’ un’ipotesi. Ci sono 2/3 squadre interessate. Non lo so ancora, devo decidere”

La Curva?
“Non voglio entrare dentro questa cosa, non me ne occupo non perchè sono Ponzio Pilato. Con tutto il rispetto che ho verso i nostri tifosi, lavoro per loro prevalentemente, ma il mio pensiero sulla curva si è molto incrinato quando la squadra è stata chiamata sotto e quando i ragazzi sono stati insultati e hanno preso sputacchi. E’ stato il momento più basso della mia esperienza a Roma, ho odiato quel momento, mi sono sentito a disagio e anche in colpa, mai avrei pensato che lavorando se non con qualità, ma perlomeno con quantità, tutti i giorni per tante ore al giorno, mai avrei pensato di assistere a qualcosa del genere. Mi ha molto umiliato personalmente, e mi sono sentito umiliato per i giocatori, sono ritornati negli spogliatoi dopo che hanno dovuto resistere alla richiesta di levarsi la maglia. Mi dispiace ma questa cosa non l’ho mai sopportata e ha cambiato un po’ la mia psicologia sul rapporto fra tifosi e squadra.”

Dzeko un problema per la Roma?
“Circa 18 squadre nel campionato italiano vorrebbero avere questo problema. Se vogliamo trasferirlo a qualcunaltro, qualcun altro se lo accollerebbe volentieri.”

Gervinho?
“Sì, aveva la valigia pronta per sua volontà. Noi non abbiamo mai mollato, non abbiamo voluto abbassare le nostre richieste, quindi la situazione si è un po’ congelata. In quel momento l’allenatore è stato molto bravo ancora una volta, mi è venuto a promettere che Gervinho per orgoglio dopo una stagione sbagliata avrebbe proposto una stagione importante. Come feci due anni fa, quando lo abbiamo preso dall’Arsenal, ho ritenuto di dovermi fidare del mister e abbiamo interrorto la trattativa. Peraltro l’ivoriano è anche migliorato perchè propone le giocate di due anni fa ma con una qualità diversa sotto porta, è un valore aggiunto importantissimo.”

Duello a tre per lo Scudetto?
“No, sarà un bel dialogo. Ci metterei anche la Fiorentina sicuramente. Ci metto i viola perché gioca un calcio molto importante con condizione di causa e perchè hanno un allenatore che ha ottimizzato tutti i rendimenti dei giocatori, nuovi e vecchi. Anche la Juve, perchè rientrerà e tornerà a combattere nel girone di ritorno”

Uçan?
“Io scelgo i giocatori e la maggior parte delle volte coinvolgo l’allenatore, glieli faccio vedere e cerco di capire e avere la sua approvazione perché è lui che li allena. Deve volergli bene, se la scelta è comune un allenatore si affeziona, se invece la scelta è univoca è diverso. Garcia è pragmatico su certe cose, Rudi sa che Ucan è molto forte. Ma lui ha il privilegio che io non posso contestare, dò sempre la mia approvazione a Garcia per qualsiasi cosa debba fare. Essendo Salih Uçan molto forte, ora dovrò cercare un percorso alternativo perchè lui merita la Roma, cercando di non perderlo. La Roma riscatterà Ucan, ma dovrò tenere una chiave diversa per poterlo imporre, perchè riscattarlo così diventa difficile, cercando anche di rinegoziare l’accordo con il Fenerbahce, e sarà molto difficile conoscendoli. Ma non voglio assolutamente mollare questo giocatore. Esempio a Palermo: entra dopo tanto tempo, assist a Gervinho che segna un gran gol. Quello è un gesto che ci deve far pensare. Lui è un purosangue, combatteremo per preservarlo alla Roma”

Totti?
“Dipende da come starà. Sempre detto che Francesco deciderà per se stesso e per la sua attività. Adesso è in un momento difficile, con un infortunio molto fastidioso, assiste alle vittorie della squadra e questo lo esalta perché è il primo tifoso, ma in qualche maniera si sentirà un po’ emarginato. Ma entro un mese credo possa tornare a far parte dell’organico, e credo che sarà molto utile perché quando sta bene è ancora in grado di cambiare l’indirizzo della partita”

Strootman?
“Quando lo guardo in faccia e vedo come lavora, ha una faccia molto diversa dallo scorso anno, penso che abbia la sensazione netta di essere sulla strada giusta. La sua faccia lo denuncia, ci crede e gli brillano gli occhi: ha sofferto le pene dell’Inferno. Sono certo che ritornerà. Sarà il vero crack della Roma, e se avremo in campo a gennaio magari non in grande condizione, poi anche al 60% ad aprile la nostra possibilità di vincere aumenterà a dismisura.”

Norman?
“Scelta fatta in comune accordo con la proprietà che ha fatto le proposte. Noi le abbiamo analizzate, ne ha preso atto Garcia che è un uomo molto intelligente, sapeva che avremo dovuto cambiare, non tanto i carichi di lavoro o le componenti di allenamento, ma anche il modo di essere e convivere nello staff. E Rudi essendo un uomo intelligente l’ha capito e l’ha sottoscritto. Normann sta facendo insieme agli altri suoi collaboratori il suo lavoro, sono tutti diversi e tutti bravi”

Vainqueur? L’ha scelto lei o Garcia?
“L’ho scelto io, facendolo poi vedere a Garcia che se lo ricordava”

Ma lei dice così per coprire l’allenatore?
“Io dico così perché queste sono le mie responsabilità, perché questo è il mio lavoro. I giocatori li scelgo io ragazzi, li scelgo io.”

In altre parti non funziona così…
“In altre parti sbagliano. Qui i giocatori li prendo io, però nel prenderli coinvolgo sempre l’allenatore perché ci vuole la sua approvazione. Vainqueur è stato approvato anche da Garcia perché l’ha conosciuto quando giocava in Belgio. E’ un giocatore che sarà molto utile alla Roma, come ha dimostrato domenica. Non sarà il protagonista principale ma potrà dire la sua come vice di qualcuno. Adesso dobbiamo recuperare i giocatori, ieri abbiamo giocato senza De Rossi e Pjanic, stiamo recuperando Keita… C’è stata una grande, non dico polemica, ma considerazioni che sono state fatte da più persone e non dico stampa ma chi dice le cose. C’è una parte della stampa che segue le cose con grande obiettività, un’altra invece un po’ di meno. Ci siamo rotti le scatole tanto con questa coperta troppo corta ma adesso ve lo chiedo io dove sta questa coperta troppo corta…”

I terzini della Roma…
“La Roma gioca a destra con un campione incommensurabile che è Maicon”

Si ma gioca una partita e poi salta un mese
“Mi devi lasciare parlare, perché questa è una considerazione parziale…”

E’ un dato di fatto..
“No, non lo è. Maicon è stato presentato da qualcuno, non so da chi e non mi importa, come la partita dell’addio del canto del cigno dell’ultima partita che ha giocato contro l’Udinese. Quella partita che ha giocato Maicon io credo che nessuno di voi possa pensare o dire che non è di un livello incommensurabile che andrebbe portata a Coverciano e fatta vedere a tutti. Poi, voi avete deciso che Florenzi non possa fare il terzino, io e l’allenatore decidiamo che può fare il terzino. Guardate le prestazioni di Florenzi terzino… Zitto (rivolto a un giornalista, NdR) perché tu parli con la faccia, devi lasciar parlare me. Florenzi è un terzino destro, un grande terzino destro. Può fare la mezzala e anche la punta, ma fa il terzino destro perché è più forte di Dani Alves. Sarà il crack in quel ruolo nei prossimi anni. Però per voi non lo può fare. A allora che caz*o fa questa società? Non compra un terzino destro? Terzo terzino: Torosidis. C’è qualcuno di voi dopo due anni e mezzo che può dire che Torosidis non è un giocatore affidabile? Andate a vedere i terzini destri delle altre squadre. Terzino sinistro: abbiamo preso Digne che è invulnerabile, sopporta la fatica, c’ha ventidue anni e può giocare quaranta partite. Se non lo vogliamo far giocare ne abbiamo un altro di terzino sinistro, disconosciuto da voi ma è lì ed è un buon giocatore. Si chiama Emerson Palmieri. La storia lo dirà. Non li prendiamo i terzini.”

Nura?
“Nura è un fenomeno, sono contento di poterlo dire ma mi dispiace perché lo vorrei tenere un pochino coperto, è un bambino di 18 anni e non voglio bruciarlo. Ma Nura potrebbe giocare anche domenica. Io non mi lamento delle critiche, le critiche sono benedette. E’ con le critiche che una squadra cresce. Io mi lamento di altre cose che voi avete la sensibilità e l’intelligenza di capire e non c’è bisogno che le elenco.”

Molti addetti ai lavori, l’ultimo Prandelli, dicono che la Roma ha la rosa più forte del campionato. E’ d’accordo?
“Questo non lo so, io credo che abbiamo un organico molto competitivo. Rispetto alle altre squadre vado a fare i conti e vedo per esempio l’Inter che viene attaccata e contestata perché vince 1 a 0, ma i risultati consolidano i rapporti interni, fanno migliorare i calciatori e hanno una rosa molto competitiva. Hanno un centravanti che forse è il più forte, dopo Dzeko, d’Italia e non ha ancora fatto gol. Quando comincerà a far gol sarà un problema. La Fiorentina gioca un calcio stellare e ha una rosa molto competitiva. Il Napoli ha il centravanti più forte del mondo e una squadra molto forte, quindi ci sono tante squadre che combatteranno per il campionato.”

Iturbe può partire a gennaio?
“Dipenderà dal giocatore, io lo voglio tenere. Però se il giocatore vorrà andare a giocare, perché è un ragazzo che scalpita, ne parleremo. Ma è improbabile perché allora la coperta sarebbe corta e mi toccherebbe andare a prendere un altro giocatore.”

Riuscirà a convincere Szczesny a restare?
“Su Szczesny lavoreremo, ma la Roma si è già coperta nel ruolo per l’anno prossimo. Mi piacerebbe tenerlo ma conoscendo Wenger e l’Arsenal penso che sarà difficile.”

Con chi si è coperta la Roma? Alisson? Perin?
“Non te lo dirò mai. Si sta coprendo, ci sono tanti bravi portieri, compreso Perin. Cercheremo di trattenerlo Szczesny, ma conosco troppo bene l’Arsenal e Wenger per sapere che sarà una cosa molto difficile.”

Sente la mancanza di Pallotta?
“Io sento la mancanza di parecchie persone, perché sono un uomo di compagnia. Pallotta è il proprietario, gli vogliamo bene, lo rispettiamo, ma lavora e produce ricchezze in un altro Stato. La ricchezza fa comodo alla Roma, poi la trasferirà per la campagna acquisti. A Roma ci sono dirigenti molto importanti, preparati…”

E basta…
“E basta che! A voi vi da gusto ascoltare qualcuno che gioca sulle commissioni? Ditemi se vi da gusto, mettetevi nei panni di Walter Sabatini, direttore sportivo della Roma, che è un uomo onesto ma tutti diremmo che siamo onesti e vergini. La Roma è brutalmente onesta, quindi i signori che giocano con le battutine… La Roma è brutalmente onesta, le commissioni sono un obbligo, è inutile giocare sulle commissioni e sulle vacanze a Ibiza. Questa è una cosa che vi dovreste vergognare tutti voi. Perché voi non l’avete detto, ma l’avete ascoltato. C’è qualcuno di voi che ha rintuzzato? La Roma e lo dico non per voi ma per i tifosi della Roma, è una società brutalmente onesta. Sapete che vuol dire? Tanto onesta da farsi del male. Farsi del male perché l’onestà come la verità ti fa male. E’ più facile dire qualche bugia e intascare qualche diretta. Troppe commissioni? Sono cazzate, io qua porto giocatori, io faccio saldi attivi di mercato da quattro-cinque anni qui a Roma e pago quante commissioni voglio se ritengo di poterle pagare, perché vale la pena pagarle!”

Ore 19.30 – Prende la parola il ds della Roma, Walter Sabatini: “Colgo l’occasione, lui non mi sente, devo scusarmi con quest’uomo che con me ha preso una toppa: venni con grandi credenziali a Roma, ero un grande giocatore. Non capivo il calcio, l’ho capito dopo per fortuna. Mi sono venuto a scusare con Liedholm. Tessari l’ho ascoltato raccontare una nostra partita e sono rimasto estasiato dalle sue parole. Ha raccontato con una dolcezza e sono rimasto estasiato: Sono rimasto estasiato perché pensavo si potesse parlare così di calcio ogni tanto. Io venni a fare un provino al Tre Fontane a 12-13 anni, zoppicando. Feci schifo però ho fatto due cose che potevo fare e tu mi hai chiamato nello spogliatoio per dirmi che ero un bravo calciatore ma che non avevo corso tanto. Poi a Roma ci sono venuto dopo da calciatore, ho un ricordo molto forte di quella squadra: Agostino, Bruno. Il filo che lega i calciatori è quello che fa la squadra forte e spero che si materializzi anche per la Roma. Per me c’è stato un momento tragico, il 26 maggio. Il 27 maggio ero solo, disperato, disorientato. Imprevedibilmente mi arriva un messaggio della Brandi con scritto di non mollare. Ci sono momenti che ti fanno cambiare. Andavo verso Trigoria, ho accelerato volendo fare cose importanti. Alla cosa più importante ancora non ci siamo arrivati

Ore 19.25 – Il turno di Scarnecchia: “Liedholm? Per me è stato il maestro, lui mi ha scoperto e sono addirittura diventato il suo pupillo”

Ore 19.10 – Queste le parole di Sebino Nela: “Il ricordo più bello degli anni di Liedholm è stato quello di far parte di un gruppo straordinario. Tempo fa abbiamo fatto una cena con alcuni compagni di quella squadra, e uno in particolare si è commosso dicendo che non avevamo la minima idea di quello che abbiamo fatto per questa città”

Ore 18.345 – Arrivano anche gli ex giallorossi Odoacre Chierico, Stefano Desideri, Roberto Scarnecchia e Giuseppe Giannini

Ore 18.30 – Arriva il ds della Roma Walter Sabatini; insieme a lui Sebino Nela

Ore 18.15 – Presenti all’evento anche il dott. Alicicco, Giorgio Rossi, l’attore Massimo Wertmüller, Matilde Brandi e Marisa Di Bartolomei (moglie dell’ex capitano giallorosso).

 

Ha collaborato Marco Cantagalli

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