Premi Ussi, Mirante: “Carica di De Rossi impressionante. Ripartiamo con spinta dei tifosi” – FOTO – VIDEO

Premi Ussi, Mirante: “Carica di De Rossi impressionante. Ripartiamo con spinta dei tifosi” – FOTO – VIDEO

Il portiere della Roma è stato premiato dall’Unione Stampa Sportiva Italiana: “Fallito l’obiettivo principale della stagione, troppa discontinuità e il dato dei tanti infortuni è da analizzare. Daniele ci ha lasciato grande attaccamento”

di Dario Marchetti, @@dariomarchetti7

Al Circolo Canottieri Aniene tornano i Premi Ussi, i riconoscimenti dell’Unione Stampa Sportiva Italiana per i giornalisti sportivi ma anche per le personalità del mondo dello sport. ‘Premio Arancio’ per il portiere della Roma Antonio Mirante. Tra i premiati anche il c.t. della Nazionale Roberto Mancini e il presidente della Lazio Claudio Lotito.

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Ore 16.52 – Antonio Mirante riceve il ‘Premio Arancio’ tra gli applausi. Ecco le sue dichiarazioni:

Com’è andata?
Bene. Abbiamo chiuso una stagione molto difficile e contorta. La serata di ieri è stata molto particolare, emozionante per la nostra comunità. Un grande uomo e un grande campione per noi importante va a giocare altrove. Ancora una volta la nostra comunità ha dimostrato grande attaccamento nonostante la stagione difficile. Questo per noi è uno slancio per ripartire meglio l’anno prossimo.

Da un certo punto della stagione in poi Ranieri ti ha detto che toccava a te? È andata così?
Sì, è il mio lavoro. È quello che dovevo fare qua. A un certo punto il mister ha deciso di buttarmi dentro. Alla mia età non posso permettermi di essere impreparato. Si può sbagliare o no, ma a livello di testa non posso sbagliare, anche perché quello che dovevo portare alla Roma era proprio questo. Sono contento di quello che ho fatto in queste partite e di aver contribuito a un finale migliore.

Quali gli errori da non rifare? In campo e fuori
Sicuramente l’approccio al campionato, al lavoro. Non dobbiamo farci condizionare dalle problematiche di mercato e della stagione che si è appena conclusa. Non dobbiamo nemmeno demoralizzarci per quello che è successo quest’anno. L’anno scorso è successo il contrario visto che la Roma arrivava da una stagione esaltante. Sarà importante azzerare e ripartire con lo slancio giusto.

Come ti sei trovato a Roma?
È fantastico, il nostro ambiente è magnifico. Nel mondo del calcio si pensa che l’ambiente di Roma sia pesante e pieno di pressioni per noi, ma per noi e per me è stimolante. Lo è stato anche alla mia età. Mi viene voglia di giocare ancora qualche anno in più.

MIRANTE A ROMA TV 

“È un attestato di stima che fa piacere ma non compensa minimamente il fallimento della zona Champions. Nell’ultimo periodo siamo migliorati tanto, abbiamo fatto vittorie importanti. Dobbiamo ripartire e ricaricare le batterie: l’anno prossimo servirà un approccio migliore al campionato”.

MIRANTE A SKY SPORT

Come ha fatto De Rossi a rimanere così lucido e sorridente, quasi a consolare gli altri che piangevano?
Credo sia crollato a casa… Nei giorni precedenti si intravedeva l’emozione, l’attesa di quello che poteva riservargli lo stadio. L’ha vissuta bene, noi un po’ meno. Ci siamo commossi tutti, anche i giocatori del Parma lo hanno fatto. Questo dimostra il calciatore e l’uomo che è stato De Rossi per il calcio italiano.

Cosa vi ha dato De Rossi?
Lui riusciva a suscitarti dentro qualcosa di unico, a motivarci, anche ad arrabbiarsi nel tono giusto. Mi ha fatto impressione alla prima di campionato, all’urlo negli spogliatoi. Non avevo mai visto un giocatore avere una carica agonistica così, anche dopo tanti anni, da trasmettere alla squadra. Questo mi ha impressionato. Dentro quella sua carica c’è l’amore per questa maglia.

Questa eredità da guerriero verrà raccolta?
La Roma, anche vista da fuori quando non giocavo qua, ha sempre avuto l’identità del calciatore romano e romanista. L’ha avuta in passato e l’avrà anche dopo Daniele. Ci sono giocatori come Florenzi e Pellegrini che possono raccogliere questa eredità, anche se ovviamente ognuno ha le sue caratteristiche e le proprie leadership. Penso che i valori trasmessi da Daniele e Francesco possano insegnargli qualcosa.

La carriera di Antonio Mirante continuerà ancora per…?
Spero il più a lungo possibile. Non mi aspettavo questo finale di stagione da protagonista. Sono contento a livello personale di quello che ho fatto. Ovviamente speravo in una qualificazione Champions, sarebbe stato veramente l’epilogo perfetto di questa stagione, ma bisogna ripartire con le motivazioni che abbiamo avuto nell’ultimo periodo.

Se avessi giocato per tutta la stagione… forse la Roma il portiere ce l’aveva senza cercarlo altrove. Con te la Roma è stata più competitiva.
Apprezzo i complimenti, ma credo sia ingeneroso nei confronti di Olsen. Da quando è arrivato Ranieri la squadra ha avuto un atteggiamento generale un po’ diverso. Eravamo un po’ più quadrati. Non è demerito di Di Francesco, non dimentichiamoci della semifinale di Champions e del terzo posto dell’anno prima, traguardi raggiunti con un gioco fantastico. Nell’ultimo periodo siamo cambiati un po’ noi a livello di testa. Il pareggio di Genova e Sassuolo potevano permetterci di avere qualche punto in più per arrivare a giocarcela fino all’ultima partita.

MIRANTE IN ZONA MISTA

Un bilancio della stagione della Roma?
Abbiamo fallito l’obiettivo principale. Ci dispiace perché a un certo punto della stagione abbiamo ricominciato a crederci. Per arrivare quarti in classifica dovevamo avere più continuità di prestazioni e di risultati. Come ho detto prima, dispiace perché comunque la Roma è una di quelle squadre che deve sempre stare in Champions.

Ti senti il primo portiere della Roma anche per l’anno prossimo?
Io mi sento un portiere della Roma e basta. Mi sento un portiere della Roma come tutti gli altri si sentono calciatori della Roma. Nelle grandi squadre c’è sempre competizione, in tutti i ruoli. Questo sicuramente dà stimoli e deve dare maggiori responsabilità a tutti noi.

Oltre al problema della continuità, qual è stato il punto debole di questa stagione?
Ci sono stati anche altri fattori. Sicuramente quest’anno siamo stati travagliati dagli infortuni, questo è un dato importante da analizzare. Abbiamo avuto un cambio di allenatore, che comunque ha un po’ influito, sicuramente le cose non andavano benissimo. Questo ci ha fatto un po’ perdere quei punti che alla fine non ci hanno permesso di entrare in Champions. Se andiamo a vedere, ieri tutte le squadre erano lì, la differenza è stata poca.

Sull’addio di De Rossi di ieri? Ti ha detto qualcosa di particolare?
È stata una cosa commovente per tutti noi. Una cosa che fa avvicinare ancora di più i tifosi al calcio. Penso che anche le altre tifoserie abbiano dimostrato a De Rossi tutta la stima e l’affetto.

Che promessa ti senti di fare ai tifosi della Roma per la prossima stagione?
Non ci sono promesse da fare. Sicuramente i tifosi si aspettano grande attaccamento, e questa è una cosa che Daniele ci ha lasciato.

Ore 16.20 – Arriva anche il presidente della Lazio Claudio Lotito.

Ore 16.05 – Roberto Mancini prende la parola dal palco: “Siamo riusciti a trovare abbastanza in fretta una squadra che riesce a giocare bene. I tifosi si stanno riappassionando alla nazionale. È una squadra giovane che rappresenta molti club della Serie A. Verratti è la mia più grande soddisfazione. Quando sono arrivato c’era scetticismo attorno a lui, ma è un giocatore straordinario. Tecnicamente incedibile e mi sta dando grande soddisfazione”.

Ore 16.00 – Antonio Mirante arriva al Circolo Canottieri Aniene per essere premiato dall’Ussi.

Ore 15.30 – Roberto Mancini a pochi minuti dall’inizio dell’evento: “De Rossi ha dato tutta la sua carriera alla Roma, questa è una cosa molto importante. De Rossi è come Totti, come Bruno Conti… la Roma ha sempre tanti giocatori che riescono a giocare tutta la carriera con la maglia giallorossa. Chiaramente quando arriva il momento di lasciarsi è difficile sia per i tifosi che per il giocatore”.

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