Premi Ussi, Florenzi: “Spalletti lascia grande ricordo. Spero di tornare per il campionato” – FOTO

Al circolo Canottieri Aniene premiati personaggi dello sport e giornalisti sportivi

di Luca Benincasa Stagni, @lucabeninstagni

DALL’INVIATO – Questa mattina al circolo Canottieri Aniene si svolgerà la cerimonia della consegna dei premi Ussi Roma. Riconoscimenti anche per Alessandro Florenzi, Igli Tare, Roberto Mancini, Andrea Abodi e Luca Pancalli. Capitolo giornalisti: premio Tosatti ad Antonello Valentini, premio alla carriera a Mario Giobbe, premio desk a Jacopo Savelli, premio giovani a Gianluca Lengua e premio Melli ad Erika Menghi del Tempo.

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Ore 14.20 – Prima di andare via Florenzi ha parlato ancora con i cronisti presenti. Le sue parole a margine dell’evento:

Spalletti ha lasciato la Roma. Qual è il bilancio?
Sicuramente positivo, lo testimoniano i numeri. Lo ringrazio per quello che ha fatto per la Roma, ora aspettiamo il nuovo allenatore.

Sarà Di Francesco?
Non lo so ma la società farà la scelta giusta.

Senti il peso dell’eredità di Totti?
In parte sì, in parte no. Ci sta anche Daniele De Rossi che reincarna un po’ quello che è stato Francesco.

Quando ti rivedremo in campo?
Proveremo per il campionato. Adesso mi sento bene, questa è la strada giusta. Non dico agosto, ma mi voglio allenare al più presto con i compagni.

Come ha vissuto l’addio di Totti?
Con grande rispetto per l’uomo e grande emozione. Non solo io ma come si è visto tutto la squadra che conosce prima l’uomo che il giocatore. Lui per noi è stato molto importante.

Di Francesco che può portare alla Roma?
Non lo so, posso dire che il Sassuolo gioca veramente bene.

Spalletti ha detto che la Roma può fare un ulteriore salto di qualità.
Siamo una buona squadra, dobbiamo dare sempre il massimo in allenamento e provare a vincere tutte le partite anche se non è facile.

Spalletti ha detto che non tutti hanno remato dalla stessa parte e che ha allungato la carriera di Totti di un anno.
Sono cose in cui non posso entrare, non so di cosa stiamo parlando.

Ore 13.57 – C’è anche il presidente del Coni Giovanni Malagò.

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Ore 13.44 – Arrivato anche Alessandro Florenzi, che ha ricevuto il premio Limone. Le sue parole:

Con Florenzi l’avremmo vinto noi lo scudetto?
Non so quanto può essere vero. Io sto lavorando nel modo giusto, la strada è quella da seguire. Può darsi pure che nel modo in cui facevamo 4 punti in più, nello stesso l’avremmo potuti perdere. Il destino ha deciso così, non è un problema ma solo un piccolo ostacolo che sto affrontando con molta forza e molta fame. Con la mia determinazione, che sto mettendo per tornare in campo prima possibile.

Quando tornerai?
Vediamo in ritiro cosa si può fare. Mi allenerò per una parte da solo, ma sono pronto a dare una mano ai compagni che mi sono mancati davvero tanto.

Addio Spalletti?
E’ il calcio. Il mister e la Roma hanno preso due strade diverse e lui andrà dove meglio crede. Lascia un grande ricordo, tra cui i tanti punti fatti. Speriamo che il nuovo allenatore sappia dare entusiasmo e dovremo essere bravi tutti a dare il nostro supporto e remare nella stessa direzione.

Sarà Di Francesco?
Non lo so, vanno bene tutti. La società saprà scegliere l’uomo giusto.

Ore 13.00 – Arrivato anche il no tecnico dello Zenit Roberto Mancini. Le sue parole: “La cerimonia di Totti è stata bellissima, l’ho vista dalla Tv e per questo non mi ha commosso, ma capisco bene perché i tifosi lo fossero. Giusto farlo entrare nel secondo tempo, un giocatore straordinario con una carriera fantastica come la sua meritava di giocare in un giorno così importante. Cosa farei al suo posto? Non sono nella sua testa, ognuno deve sapere da solo quando sia giusto smettere. Io mi sono ritirato a 36 anni dopo aver vinto due trofei, non volevo arrivare a 40. Tra me e la Roma non c’è mai stato nulla. Dzeko capocannoniere me l’aspettavo. Spalletti all’Inter? Non so nulla. Il campionato l’ha meritato la Juventus. La lotta al secondo posto è stata avvincente”.

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Ore 12.48 – Arrivato il ds della Lazio Igli Tare.

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Ore 12.42 – Presente anche l’ex portiere della Lazio e attuale opinionista televisivo Luca Marchegiani: Roma seconda? Era quello che ci si aspettava, non è stato facile per la Roma mantenere il punto di vantaggio, considerando il calendario delle ultime giornate. Non è stato neanche facile per il Napoli accettare di arrivare terzo dopo il campionato che ha fatto, doversi accontentare è comunque frustrante. Una situazione di risultati di così alto livello. Totti? Cerimonia straordinaria, una testimonianza di affetto straordinaria da parte dei romanisti ma anche una dimostrazione di grande sensibilità da parte di Totti, è stato stupendo nel discorso, nel modo in cui è riuscito a trasmettere il suo stato d’animo, il suo travaglio di questa decisione che è stata sotto la lente di ingrandimento, tutti hanno voluto giudicare. Credo che da quei 10 minuti di discorso si sia capito quanto bisogna stare zitti e lasciare alla gestione personale un momento così particolare. Di giocare abbiamo smesso tutti, non è un dramma, però credo che ci sia il diritto di ognuno di vivere come sente e come ritiene più giusto, specialmente se è stato uno della portata di Totti. Un campione di quel livello si guadagna un diritto più degli altri, quello di decidere lui come smettere. Che Roma lascia Spalletti? Una Roma forte, lasciarsi alle spalle il Napoli è un grandissimo merito, il -4 dalla Juventus è un miglioramento, è una squadra che è cresciuta sotto certi aspetti. Probabilmente è mancata un po’ di tranquillità in alcuni momenti della stagione, con qualche risultato diverso la Roma poteva avere meno distanza dalla vetta e dare quella spinta dal punto di vista emotivo. Non so come sia migliorabile questa Roma, Spalletti lascia una grandissima squadra. Spalletti è un grande allenatore, uno dei migliori che il calcio italiano può produrre, chi lo prende prende un grande allenatore. Il ciclo alla Roma credo fosse finito, è anche l’epilogo che mi aspettavo. Non so se sia giusto o sbagliato, ma me l’aspettavo. La scelta di Di Francesco è coraggiosa da un certo punto di vista, ha dimostrato grande qualità, prevalentemente in un contesto diverso da quello della Roma, non si può paragonare la pressione di Sassuolo con quella che c’è alla Roma. Ha il vantaggio di conoscere il mondo della Roma, sicuramente rispetto a un giovane emergente ha questo vantaggio. Mi ricorda quello che ha fatto la Juventus con Conte, ora è un fuoriclasse assoluto ma quando la Juventus lo scelse al posto di Mazzarri dicevamo che conosceva la Juventus ma che doveva dimostrare ciò che valeva. Trovo che ci siano parecchie cose in comune tra queste due vicende“.

Ore 12.30 – Prima dell’evento, l’assessore Frongia ha parlato dello stadio della Roma al microfono dei cronisti presenti: “Un premio importante che premia sia sportivi che non, addetti ai lavori, premi alla carriera dei giornalisti che hanno raccontato lo sport. Volevamo essere presenti come comune di Roma. Stadio? Se n’è parlato molto nel corso degli ultimi 10 mesi, c’è stata una memoria di Giunta che delinea le date, entro la metà di giugno ci saranno atti depositati. Pallotta può stare tranquillo? Andiamo avanti per la nostra strada, secondo gli accordi“.

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