Poco fumo e tanto arrosto

di finconsadmin

(di Massimo Limiti) Oggi ero lì, come tanti altri colleghi, e l’impressione che ho avuto difronte alle prime parole di Walter Sabatini da Ds giallorosso è veramente positiva. Poco fumo (le quattro sigarette che si è concesso per mantenere salda la concentrazione) e molto arrosto, rappresentato dalle tante idee chiare presentate alla platea e alla grinta e voglia dimostrata nel cominciare questa “mia terza vita”. Via le frasi di circostanza e le inutili promesse. Sabatini ha garantito che il progetto che gli americani hanno in mente è un progetto serio, ambizioso, che coinvolge anche una nuova mentalità di fare e pensare calcio. Dall’immobilismo delle idee che ha portato ad un calcio privo di ricerca al progetto tecnico rappresentato da una scelta coraggiosa, quella dell’allenatore, all’insegna della discontinuità.  Le risposte, tutte argomentate e mai banali, di Sabatini hanno galvanizzato in poche ore l’ambiente giallorosso. Basta con le frasi ad effetto e per affetto di faccia da romano e romanista. Il tentativo di presentare oggi attraverso le sue parole il pensiero degli americani, sembra essere riuscito e posso dire che l’inizio di questa nuova avventura lo giudico molto affascinante.  Ora bisognerà essere bravi a non pretendere tutto e subito ma avere la pazienza di veder crescere e sbocciare questo bellissimo fiore. La “complicità” richiesta da Sabatini ai tifosi sarà l’arma in più della prossima stagione.

Belligeranza: questo chiede Sabatini ai ragazzi che indossano e indosseranno la maglia della Roma. Due i punti fermi per formare un gruppo vincente: lealtà e generosità. Due caratteristiche che nelle ultime stagioni sono sparite. La Roma non dovrà essere più quella che Sabatini ha definito “una squadra sclerotizzata”. Sarà necessario avere dinamica e dialettica diverse. Bisognerà dimostrare di voler giocare con la Roma con i fatti e non solo a parole. Vucinic e Menez, ma non solo, sono avvisati. I calciatori sappiano che dovranno assecondare le esigenze di un allenatore che ha in mente una certa tipologia di gioco. Insomma un “reset” generale per reinstallare i valori e la mentalità vincente che accompagneranno il progetto americano per una Roma a più ampio respiro internazionale.

Insomma, chiedetemi se sono felice (ripensando alle parole di James Pallotta)? Direi di sì. Almeno per il momento…

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