Pjanic: “Possiamo arrivare tra le prime tre. Voglio fare bene e segnare”

di Redazione, @forzaroma

Miralem Pjanic, giovane centrocampista giallorosso, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Roma Channel. Ecco le sue parole al canale telematico della Roma: “Come mi trovo qui a Irdning? Stiamo bene in questo castello, ho sentito che la Roma era già venuta prima. Siamo in ottime condizioni per lavorare bene, si avvicina l’inizio del campionato. Dobbiamo fare bene questa ultima parte di preparazione, abbiamo tutto per farlo. Se avevo già lavorato in modo così duro? A Lione era dura, ma non così lunga. Mi sono anche preparato prima di venire ad allenarmi alla Roma e così sono pronto. E’ molto importante per me per stare bene e dare il massimo durante la stagione, e per tutta la squadra è importante iniziare bene per prendere fiducia e lanciare la stagione. Se sento la fiducia dei compagni? Mi trovo molto bene, anche ragazzi che sono da tanto qui mi hanno aiutato molto. Sono molto sorpreso di quello che ho visto, mi ha fatto molto piacere. Ho conosciuto un nuovo campionato e penso di aver fatto più bene che male nella mia prima stagione. Spero di fare ancora meglio quest’anno, sono ancora giovane, c’è tempo, ma devo dare il massimo per la squadra e stare come sono stato sempre. Mi fa piacere che Checco e Daniele (Totti e De Rossi, ndr) parlino bene di me, ma se posso dare il massimo in campo è anche grazie a loro. Abbiamo un gruppo fantastico, spero si ripercuota anche sulla classifica. Se ho esperienza nonostante l’età? Ho cominciato al Metz a 17 anni, a 18 ho conosciuto la Champions e giocato partite importanti col Lione e la Nazionale. Giocare tante partite importanti ti aiuta ad avere più fiducia e serenità. Sono professionista da 5 anni, proverò ad aiutare la squadra sul campo. Quanto mi ha aiutato la mia vicenda personale? La mia famiglia è sempre stata molto importante, anche oggi sono sempre con me. Parlava sempre del calcio, mio padre ha giocato a un buon livello e così ho cominciato ad amare il calcio e a giocare. Anche mia madre parla sempre di calcio, penso che tra un po’ potrebbe diventare allenatrice anche lei (ride, ndr). Il mio paese?Durante la guerra la situazione era pessima, ora è passato. Sono passati 10 anni e la situazione sembra migliore, ma bisogna ancora lavorare. Spero che il paese lotti ancora di più e che la gente abbia da lavorare e da mangiare. Come Nazionale proviamo a dare un sorriso a questa gente che lo merita, per me è un grande onore giocare per il mio paese. Se ho studiato la lingua? Ho una certa facilità, parlo 6 lingue con l’italiano. E’ molto simile al francese, l’ho capito molto velocemente. Non parlo perfettamente, ma i miei compagni mi capiscono e posso scherzare con loro. Io il giocatore più importante secondo i tifosi? Fa piacere, ma voglio dare il massimo per questa maglia. Il calcio di Zeman? Dobbiamo abituarci, ma mi sento bene. E’ un calcio che si gioca in avanti, un calcio offensivo. Mi piace, ora la squadra deve avere la stessa idea di come giocare e penso che quest’anno possiamo fare molto bene. Dove possiamo arrivare? Per me nelle prime tre, sicuro. I calci di punizione con Juninho come maestro? Ho imparato tanto, ma tutti i calciatori hanno un calcio diverso. Provo a fare il possibile per mettere in difficoltà il portiere avversario. Posso ancora migliorare perché è importante avere un giocatore che possa sbloccare la situazione durante la partita. Voglio fare bene, spero di fare qualche gol in più. L’infortunio? Ho avuto problemi a recuperare, ma il calcio è uno sport dove c’è sempre il rischio di farsi male, ma quest’anno spero di essere al 100% durante tutta la stagione per aiutare i compagni”.

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