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TURIN, ITALY - DECEMBER 20: Niccolò Pisilli and Daniele Ghilardi of AS Roma prior to the Serie A match between Juventus FC and AS Roma at on December 20, 2025 in Turin, Italy. (Photo by Fabio Rossi/AS Roma via Getty Images)
C’è chi dice che Gasperini sia un po’ cattivo, più con i giornalisti che con i giocatori. Lo hanno ripetuto anche nel post partita, quasi a provocarlo. Lui ha sorriso, senza difendersi: perché Gasp parla con i fatti. E i fatti, oggi, raccontano di una Roma che cresce attraverso i giovani, forgiati prima nella testa che nelle gambe. Ghilardi(riscattato dopo la vittoria col Cagliari) e Pisilli ne sono la fotografia più nitida. All’inizio strigliate, dubbi, passaggi a vuoto; poi tempo, lavoro e fiducia conquistata sul campo. Contro i Sardi, in una gara pesantissima per la corsa Champions, i giallorossi hanno chiuso con quattro giocatori nati dopo il 2003 (Arena, Venturino, Ghilardi e Pisilli): una scelta che non è romanticismo, ma identità. Progettualità e pragmatismo che convivono. Se Arena e Venturino sono all’inizio del percorso, Ghilardi e Pisilli sono già realtà consolidate, simbolo di una Roma che non aspetta il futuro: lo costruisce, partita dopo partita.
Il percorso di Ghilardi e Pisilli racconta meglio di qualsiasi slogan il metodo Gasperini. Nessuna scorciatoia, nessun favore: solo lavoro quotidiano, richieste alte e una guida che forgia prima la mente e poi le gambe. Per l'ex Verona, i rimproveri dell’amichevole con Neom ad agosto sembrano ormai lontani anni luce. Oggi osa senza perdere equilibrio, cresce passo dopo passo e prende forza gara dopo gara. Gasperini lo nota e sorride: sa che il giovane difensore può spingersi oltre, che ogni scelta in campo è una tessera in più del puzzle che sta costruendo. Pisilli, dal canto suo, ha saputo trasformare in esperienza l’errore di Nizza: negli ultimi mesi ha spinto il piede sull'acceleratore, recuperando palloni su palloni, sbagliandone pochissimi, con energia, lucidità e quella capacità di correre per quattro che lo rende ormai un perno del centrocampo, scavalcando anche El Aynaoui nelle gerarchie. Le statistiche raccontano ancora di più la sua efficacia nella vittoria col Cagliari: precisione di passaggio dell’89%, 16 passaggi nel terzo finale, 3/4 palle lunghe completate, 3/5 duelli a terra vinti, 100% nei duelli aerei, 8 recuperi e 3 intercettazioni. Dati, che lasciano intendere come loro non sono più semplici prospetti da proteggere, ma pedine essenziali di una Roma che cresce e compone, partita dopo partita, il proprio grande puzzle, unendo talento, coraggio e progettualità in un disegno che guarda al futuro senza mai dimenticare il presente.
Pisilli e Ghilardi hanno brillato, ma non sono stati soli a prendersi la scena nella vittoria contro il Cagliari. A dieci minuti dal termine, i giallorossi avevano in campo ben quattro italiani nati dopo il 2003: un primato assoluto in Serie A, che certifica la filosofia di Gasp. Venturino e Arena si sono uniti ai compagni, portando freschezza, energia e quella voglia di incidere che solo i giovani sanno trasmettere. Non è un caso: l'ex Genoa sta guadagnando spazio nelle gerarchie del tecnico, nonostante sia un classe 2006, mentre Arena ha già mostrato il suo futuro con quel gol al Torino in Coppa Italia, arrivato pochi minuti dopo l’ingresso in campo. Questa Roma targata Gasperini dimostra che si può vincere anche facendo giocare i giovani, offrendo fiducia e quel pizzico di grinta necessario per farli rendere al massimo. Come ricordava il tecnico con lo sfogo di Udine: "Dovete decidervi, o volete una squadra da Champions o l’Under 23". Oggi invece sta facendo entrambe le cose: provando a portare la Roma in Champions con ragazzi ancora acerbi, ma affamati e pronti a mangiarsi il campo. Progettualità, presente e futuro: la "Giovine Roma" non è più un sogno, e Ghilardi, Pisilli, Arena e Venturino ne sono lo 'zoccolo duro'.
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