Pinzolo, Garcia: “Dzeko? Aspettiamo dei giocatori. Il nostro obiettivo è la qualificazione alla Champions” – FOTO – AUDIO – VIDEO

Il tecnico francese in conferenza stampa alla vigilia dell’amichevole Roma-Gyrmot FC: “Sono contento che sia arrivato Iago Falque e ovviamente arriveranno altri giocatori perché ogni anno la società e noi tutti lavoriamo per far crescere la squadra”

di Redazione, @forzaroma

PINZOLO – Domani pomeriggio alle 17.00 la Roma sfiderà in amichevole il Gyrmot FC, squadra della Serie B ungherese. dopodiché lascerà Pinzolo per tornare nella capitale. Alla vigilia della partita Rudi Garcia si è presentato in sala stampa per rispondere alle domande dei giornalisti.  Ecco di seguito le parole del tecnico francese:

Dopo i primi giorni il clima è diventato favorevole alla preprazione. Domani c’è il primo test. Cosa si aspetta di vedere? Chi va in campo?
La temperatura è un po’ scesa per fortuna. Non ci aspettavamo un caldo così i primi giorni ma tutto mi sembra tornato nella norma ora. Questa del ritiro è un’occasione che i tifosi hanno per avvicinarsi alla squadra. L’ho detto anche ieri sera: loro sono importanti e se fosse possibile ospitarli a Trigoria lo farei. Ciò non è possibile, allora approfittiamo di questa settimana, anche se sappiamo che la prima settimana è incentrata solo sul lavoro fisico. Ma almeno la gente ci può vedere da vicino e noi dobbiamo stare vicino ai tifosi: è un’occasione unica ogni anno. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno messo la squadra nella condizione di lavorare al meglio, soprattutto la gente dello stadio qui a Pinzolo.

Ogni inizio è un nuovo inizio: sia per i tifosi, sia per l’allenatore, anche se lei è seduto da alcuni anni sulla panchina della Roma. Si aspettava questo calore, questo entusiasmo, questa voglia di ricominciare?
Da una parte c’è l’idea che ci facciamo, dall’altra c’è la realtà. La realtà è veramente bella perché vedo i tifosi veramente entusiasti e soprattutto tante famiglie che vengono con i loro bambini. Io non dimentico di essere stato un bambino, i giocatori nemmeno. Siamo tutti stati bambini appassionati di calcio, e abbiamo tutti avuto anche noi degli occhi così nel vedere i nostri idoli. Questa gioia non dobbiamo mai dimenticarla e dobbiamo darla a questi bambini perché loro sono il futuro della tifoseria romanista. 

E’ tornato Romagnoli dopo il prestito alla Sampdoria. Lo considera un punto fermo per il futuro?
Tutti i giocatori che sono qui più i Nazionali che arriveranno per la maggior parte il 13, tranne Romagnoli e Ibarbo che arriveranno rispettivamente il 14  e il 20 – tutti loro sono importanti per me. Penso anche ai giovani che sono qui: questo è un momento in cui li abbiamo 24 ore su 24 e per noi è l’opportunità per avere un occhio su di loro in campo, per loro c’è la possibilità di vivere con i grandi campioni che abbiamo, di vedere quali sono le abitudini della squadra, di vivere come dei veri professionisti. E’ un’esperienza interessante per loro. Visto che parlo dei giovani, faccio un piccolo “cucù” ad Alberto De Rossi: ogni giovane che è arrivato in prima squadra dalla Primavera si è sempre mostrato molto educato, serio, disposto ad ascoltare i consigli. E questo succede da quando sono arrivato. Ciò significa che in Primavera si lavora bene non solo sull’aspetto tecnico ma anche sulla costruzione dell’uomo che diventerà giocatore.

Prima di Roma-Palermo aveva detto che bisogna prima vendere e poi comprare. Le altre squadre hanno comprato. E mi sembra che ai tifosi della Roma sia passata un’idea per me molto strana: si tifa per le cessioni. Lei come si trova a dover lavorare in un gruppo in cui molti sentono un ambiente strano, come se fossero loro a bloccare l’arrivo di molti giocatori? I giocatori sono qua, lavorano, ma molti tifosi non vedono l’ora che siano venduti. Lei l’ha anche detto il giorno della presentazione: qui ci sono giocatori che andranno via ma che in questi due anni hanno fatto tanto per questa squadra.
Io non ho mai detto che ci sono giocatori in partenza nel mio gruppo. Ho detto che il gruppo è quasi lo stesso a parte l’arrivo di Iago Falque. Mi date l’occasione di parlare di Iago. Lui, spero lo vediate anche voi, è un giocatore di quelli che piacciono a me: un vero giocatore di pallone. Ho scoperto l’uomo, che è molto umile. Mi sembra un uomo di qualità e di valore e sono sicuro che ci aiuterà tanto sul campo perché ha delle qualità davvero importanti. Sul mercato da quando sono arrivato lavoro in sintonia con Pallotta e Sabatini. Sono contento che sia arrivato Iago Falque. Vorrei tenere tutti i giocatori che sono con me e ovviamente arriveranno altri giocatori perché ogni anno la società e noi tutti lavoriamo per migliorare la squadra, le strutture e il modo di lavorare. Non bisogna avere fretta, ma io che sento spesso Walter e il presidente posso assicurare che avremo una squadra competitiva. Cerchiamo tre ruoli ben precisi ma a volte è meglio no aver fretta e prendere i giocatori giusti. Questa è la nostra strategia per quest’estate.

Pallotta ha detto che il problema della scorsa stagione è stata la scarsa preparazione atletica. E’ bastato allontanare Paolo Rongoni? E’ stato l’unico problema?
Per essere chiaro: io e il presidente ci sentiamo spesso. E sento ogni giorno i dirigenti italiani: soprattutto Mauro Baldisson e Walter Sabatini. Avevo già parlato con il presidente a gennaio e avevamo concordato di migliorare le strutture, perché la crescita non va fatta solo sulla squadra ma anche sulle persone che lavorano per il bene della squadra e che sono a mia disposizione, diciamo. Questi significa che chi ha lavorato l’anno scorso non era buono? Per niente. Se siamo arrivati secondi vuol dire che coloro che erano con noi l’anno scorso sono ottimi professionisti. Non solo: sono anche brave persone. Io ho deciso con il presidente di prendere delle altre persone di grande qualità che spero ci aiutino ad avere una stagione buona, con meno in fortunati magari. Ecco quello è stato un nodo della stagione scorsa. So che andiamo incontro ad una stagione che non viene dopo un mondiale né è inframezzata dalla coppa d’Africa. L’anno scorso abbiamo sofferto molto questi due fattori. Quest’anno non saranno presenti e perciò spero che le cose andranno meglio.

Dalle sue parole mi sembra di capire che lei non si sente minimamente depotenziato, essendo coinvolto in tutte le scelte che sono state prese. A me aveva colpito il fatto che prima del Palermo aveva detto che sarebbe andato a Londra a parlare con Pallotta e invece alla fine non è andato. Vorrei sapere che cosa è successo e se in quella fase di silenzio ha mai pensato di lasciare la Roma.
Non vorrei fare una conferenza stampa solo sull’anno scorso. Per me non serve a niente. C’è un tempo per tutto e oggi è una nuova stafione. Da quando sono qui le cose non sono cambiate: io non sono né più debole né più forte di quando sono arrivato. Ognuno svolge un ruolo ben preciso qui. Lavoro con il mio staff per ottenere i migliori risultati. Bisogna concentrarsi sul futuro, il futuro è oggi. Abbiamo sei settimane per lavorare, avremo anche una tourneé e dovremo preparare la prima del campionato e la Champions League. Pensiamo solo a questo per il momento.

Ci spiega come funziona la divisione del lavoro con Norman?
Come l’anno scorso. Ognuno ha responsabilità rispetto alle proprie competenze. Quello che posso dire è che Ed Lippie lo conoscevo mentre Darcy l’ho scoperto. Mi piace il suo buon senso. E’ una persona che ha delle convinzioni, sa quello che fa e cerca sempre di spiegare ai giocatori perché facciamo le cose. E’ una mossa intelligente perché la preparazione fisica dev’essere quasirichiesta dai giocatori perché loro sanno che se sono al top da quel punto di vista possono dare il meglio. Su questo punto lo staff dell’anno scorso, e io per primo, abbiamo fatto il meglio per accogliere i nuovi arrivati. L’unica cosa brutta sarà che abbiamo tolto il preparazione fisico a Jim Pallotta. Spero allora di vedere un presidente vincente alla fine dell’anno, ma sono certo che sarà appesantito da qualche kilo in più.

Quindi è stato lei a scegliere Norman. Ho capito bene?
Io ho detto al presidente che era mia intenzione migliorare le strutture. Sono 25 mesi che chiedo una balneoterapia a Trigoria, l’avremo a settembre. A volte per fare le cose ci vuole un po’ di tempo, poi arrivano. E’ quello che facciamo sempre: non ho scelto tutti i nuovi arrivati nello staff l’anno scorso. Si decide insieme chi arriva e non arriva.

Come gol subiti la Roma è andata sempre molto bene. In alcune partite però si è vista una cattiva organizzazione in campo. Pensa di dover fare di più nella fase difensiva o è soddisfatto di com’è andata?
Non parlano solo i numeri. L’anno scorso abbiamo finito come l’anno prima cambiando non uno ma tutti e quattro i difensori. Abbiamo finito secondi, il che significa che tutta la squadra difende abbastanza bene. Ammetto che sul piano difensivo siamo stati meno efficaci nella seconda parte rispetto alla prima, mentre sul piano del gioco continuo a pensare che se giochiamo bene abbiamo più chance di vincere. Nella seconda parte della scorsa stagione abbiamo giocato peggio per varie ragioni. Ho anche cambiato atteggiamento della squadra, rendendola più attendista, ma questo era dovuto alla situazione della rosa, che era piena di infortunati e assenti. La cosa più importante è il risultato finale e ci può stare che ci si adatti in certe situazioni perché si è costretti a farlo. Io continuo a volere un gioco spettacolare come quello della Roma dei miei primi 18 mesi.

Lei pensa di aver sbagliato quando ha parlato di gap con la Juventus?
Per me siamo in fase di crescita. Vogliamo sempre migliorare le cose e lavoriamo in questa direzione. Ovviamente quest’anno l’obiettivo sarà di qualificarci per la terza volta consecutiva in Champions League sapendo che ancora una volta non saremo i favoriti. Noi, e io per primo, faremo di tutto per dar fastidio ai favoriti come abbiamo fatto nei primi 18 mesi della mia permanenza qui. Le ambizioni sono diversa dagli obiettivi: sono senza limiti. Io sono ambizioso e da quando sono arrivato ho sempre detto di voler vincere un trofeo con la Roma. Non ci siamo riusciti per varie ragioni, e anche per meriti del favorito. Dobbiamo però essere pronti ad approfittare se il favorito molla. Se la nostra stagione è perfetta e gli altri mollano il loro obiettivo noi vinciamo: questo mi è successo con il Lille e spero risucceda.

Ha sbagliato l’anno scorso?
Tutti sbagliano. L’importante è sempre cercare di sbagliare di meno ed è quello che proverà a fare quest’anno.

Mister aspetta Dzeko?
Aspettiamo dei giocatori ovviamente. Ne prenderemo. Vi ho trovato tristi a voi giornalisti. Perché non ridete…

Garcia in conferenza stampa parla del rapporto con con Norman ed i nuovi preparatori

Posted by Forzaroma.info on Venerdì 10 luglio 2015

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