Pinto e la Roma del futuro: la prova del 9 passa da tecnico e mercato

Sei acquisti, l’allenatore della prima squadra e quello della Primavera, lo scouting: ecco tutte le risposte che il gm dovrà dare nei prossimi mesi

di Roberta Moli

È arrivato in sordina all’inizio del nuovo anno: qualche foto, qualche video, nessuna diretta Facebook come, ad esempio, nel 2017 ci fu per Monchi. Tiago Pinto è arrivato a Trigoria come piace ai Friedkin: testa bassa e lavorare. Dopo essersi ripreso da un Covid piuttosto fastidioso e aver lavorato allo scambio, non andato in porto, tra Dzeko e Sanchez, Pinto ha già iniziato a lavorare sulla Roma del futuro. Sono tante le domande a cui dovrà dare risposte: è giovane e ha entusiasmo, oltre che la fiducia della proprietà. Ma non conosce bene l’Italia e le dinamiche del calcio italiano e mai aveva avuto un ruolo di primo piano così grande nella costruzione dell’area sportiva di un club. Ecco perché anche per lui i prossimi mesi rappresentano un banco di prova da non sottovalutare.

 

Che mercato farà la Roma?

 

È questa la prima domanda che tutti i tifosi si fanno. Il budget ovviamente dipenderà anche dall’eventuale piazzamento Champions, ma sembra difficile immaginare la Roma pronta a spendere 70 milioni per un giocatore. Sei i ruoli in cui Pinto dovrà intervenire: un portiere titolare (Silvestri, Musso e Meret i preferiti), uno o due difensori centrali (andrà via Juan Jesus e forse anche Fazio), un esterno sinistro che possa far rifiatare Spinazzola se Calafiori andrà in prestito, un centrocampista di primo piano, forte e di personalità e, soprattutto, un attaccante. Mayoral dovrebbe restare ma senza essere ancora riscattato, Dzeko salvo sorprese andrà via. Vlahovic è il nome preferito e il profilo giusto, piace tanto Gouiri del Nizza, ma anche il ritorno di Scamacca è una possibilità. Nomi che ad ora non fanno sognare i tifosi, ma potrebbero in futuro rappresentare quel mix di entusiasmo, gol e passione che la Roma cerca.

 

LaPresse

 

Il futuro di Fonseca

 

Altro nodo importantissimo, se non il primo, è quello che riguarda l’allenatore. Fosse per Pinto Fonseca avrebbe già firmato il rinnovo, ma i Friedkin vogliono aspettare. Il gm li aveva convinti a gennaio a non sostituire Paulo e a proseguire con lui. Ed anche ora spinge, pure per dare forza all’allenatore con il gruppo, ma per ora la sua linea non è passata ed è arrivato il momento di nuove scelte.. Allegri e Sarri sono i nomi più caldi che ovviamente non sono scoperte di Pinto e non necessitano tanto del lavoro di ricerca quanto di quello di convincimento sul progetto tecnico. Occhio alle sorprese dall’estero e non. Nagelsmann, 33 anni e già nel mirino del Bayern, è il primo della lista e in queste ore ha ripreso leggermente quota il nome di Juric. Ma non sono i soli.

 

Alberto De Rossi, Primavera e lo scouting

 

Pinto, con Morgan De Sanctis, dovrà scegliere anche l’allenatore della Primavera. La domanda è una sola: continuerà ad essere Alberto De Rossi, il cui contratto scade a giugno, o dopo una vita cambierà la guida tecnica in panchina? La sensazione è che il padre di Daniele potrebbe (e vorrebbe) continuare ancora una stagione, ma ad ora non gli è stato proposto il rinnovo. Capitolo scouting: altro tassello che Pinto ha iniziato a mettere a punto. La struttura che sta costruendo (non molto numerosa, ma molto qualificata) da adesso in poi dovrà consegnare alla Roma giocatori pronti e funzionali, non carissimi e in grado di essere “rivendibili” in futuro. Su questo aspetto, magari meno d’appeal rispetto ad altri, Pinto si gioca molto del futuro. Per i Friedkin è molto importante, tra tre mesi inizieranno ad arrivare le prime risposte su come Tiago stia riuscendo, o meno, a cambiare la Roma.

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