L'ex fantasista giallorosso: "Roma è una piazza complicata, particolare, però, io credo che il tifoso romanista sa rendersi conto quando un giocatore dà tutto"
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Diego Perotti ha rilasciato una lunga intervista a Idealista parlando anche dei suoi quattro anni in giallorosso. Ecco, di seguito, le parole dell'ex fantasista della Roma:
Come è stato il suo arrivo a Roma? "Quando sono arrivato alla Roma venivo da Genova, una città più piccola in cui si potevano trovare principalmente degli appartamenti e non c'erano case a disposizione. Noi volevamo una casa con giardino, quando abbiamo preso la prima casa erano passati già 4-5 anni. Era sempre qui in zona, all'Axa, in affitto: poi abbiamo conosciuto la città e abbiamo preso la decisione di comprare per noi. Avevamo il primo bimbo e avevamo in mente fare il secondo figlio, per noi era fondamentale trovare una casa ampia considerando che abbiamo sempre avuto anche il cane".
Come mai la scelta di continuare a vivere nella Capitale? "Noi purtroppo veniamo da un Paese, l’Argentina, che amiamo tanto e in cui la situazione sta un pochino migliorando, ma è ancora un po’ instabile. Abbiamo due figli di 7 e 10 anni, abbiamo valutato che, per la loro crescita, la qualità di vita che oggi offre l'Europa è superiore. Qua ci troviamo molto bene, fin da subito mia moglie si è subito innamorata della città, e io pure. Viviamo in una zona dove abbiamo la tranquillità, il verde, e abbiamo il mare a 10 minuti. Quando vogliamo andare a mangiare fuori, o fare un giro, siamo a 40 minuti da una delle città più belle del mondo. Quindi diciamo che la scelta non è stata neanche molto difficile".
Sul legame con la Roma. "Sicuramente Roma è una piazza complicata, particolare, però, io credo che il tifoso romanista sa rendersi conto quando un giocatore dà tutto. Nonostante negli ultimi anni ho avuto infortuni, i tifosi hanno visto in me la voglia, la responsabilità e l'amore per una maglia. Anche nelle situazioni negative o quando le cose non andavano bene, ho sempre dato il massimo anche quando non stavo al 100%. Anche se purtroppo non siamo riusciti a vincere con le squadre in cui ho giocato a Roma, io qua devo dire che ogni volta che esco per strada il tifoso mi riconosce, per me quello non ha prezzo".
Quali sono le più grandi emozioni vissute in giallorosso? "Sicuramente è un orgoglio aver giocato e segnato in una semifinale di Champions League contro il Liverpool ad Anfield Road, anche se purtroppo non è andata come avremmo voluto. L’altro ricordo indimenticabile è legato al gol nel finale di Roma-Genoa, nell’ultima partita di Francesco Totti".
Sugli investimenti immobiliari. "Ho avuto la fortuna di essere supportato a livello familiare, mia mamma e la mia famiglia all'inizio mi hanno indirizzato su diversi tipi di investimenti come quelli immobiliari. In primis in Argentina, perché avevamo l'idea di tornare in futuro: poi le cose sono cambiate e ho fatto quasi tutta la carriera in Europa e ci siamo trovati molto bene. I primi investimenti sono stati fatti in Argentina e ancora li abbiamo, poi abbiamo fatto investimenti qui a Roma. Ho due case e una terza che stiamo facendo da zero, che sarà nostra. Tutte le decisioni di arredamenti, mobili, disposizione e altro le lascio a mia moglie. Quando giocavo, con mia moglie, abbiamo deciso di dormire in stanze separate, perché sono uno che fa molta fatica a dormire e quando i bambini erano piccoli si svegliavano, ho preferito dormire in un piano tutto, l’ultimo, per me per riposare al meglio".
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