Perotti: “Il momento più importante dell’anno. La semifinale di Champions non è casualità” – VIDEO

Le parole dell’attaccante giallorosso a pochi minuti dall’inizio dalla seduta di allenamento mattutina: “Non essere convocato dall’Argentina per il Mondiale è stato un brutto colpo. I nuovi hanno potenzialità”

di Redazione, @forzaroma

Secondo giorno di ritiro per la seconda Roma di Di Francesco. Prima dell’allenamento delle 10, Diego Perotti è intervenuto ai microfoni di Roma TV. Ecco le sue dichiarazioni:

Quest’anno ti mancherà un pezzo visto che non c’è Peres… non era male a tirare i rigori!
No no… Dispiace che sia andato via, ma è il calcio.

Tanti ritiri, tanti inizi di stagione. Cosa vuol dire per te iniziare di nuovo? Le sensazioni sono cambiate?
No, la sensazione di ricominciare è sempre la stessa. Soprattutto col Mondiale, quando hai più giorni di vacanza, ti manca. Quando finisce la stagione vuoi riposarti, ma poi quando passano 2/3 settimane, anche se ti alleni non è uguale… Ti manca un po’. Io quasi non ho avuto vacanze visto che è nato il bambino, sono rimasto qui a Roma. Tornare è sempre bello. Mia moglie mi ha detto: adesso vai in vacanza! Il bambino più grande è molto geloso, non dorme come fa di solito, è stato quasi peggio lui.

È un ritiro diverso da quello dello scorso anno. Ci sono 10 giocatori nuovi, però l’allenatore è lo stesso. Vi sentite più pronti e più avvantaggiati?

Sì certo, dopo un anno di lavoro uno sa quello che cerca il mister, però ricominciare da capo tutti insieme è importantissimo. Questo è il momento più importante della stagione per prendere tutte le informazioni che vuole dare il mister. Questo periodo è fondamentale.

È arrivato Pastore, abbiamo aggiunto qualità in quel punto del campo.
Sì. Con la partenza di Radja Nainggolan c’era bisogno di riempire quella zona, lo abbiamo fatto molto bene. Ieri abbiamo visto il primo allenamento dei nuovi e si vede che hanno qualcosa, ci aiuteranno molto.

Ieri già le prime discussioni…
È colpa di Manolas e Strootman. Litigano sempre tra di loro e con altri compagni. Fanno casino!

Che campionato sarà? Vi sentite avvantaggiati per aver già vissuto un anno con Di Francesco? Partite con più consapevolezza?
Il fatto di essere arrivati in semifinale di Champions ha dimostrato quello che siamo capaci di fare, non è stata una casualità. Si può passare il primo turno, poi abbiamo battuto Shakhtar e Barcellona, non è una casualità. Dobbiamo ricominciare da lì e dal campionato. Non possiamo perdere quei punti.  Se avessimo equilibrio di fare grandi partite con le grandi squadre e non perdere quelle che sembrano più semplici a priori… Dobbiamo cominciare da lì, dobbiamo fare un buon ritiro. Farlo qui è meglio, qui hai tutto. Hanno fatto camere bellissime. La palestra, la zona del recupero… meglio di qua non c’è da nessuna. Dobbiamo allenarci forte. Arriverà una lunga stagione come quella dello scorso anno, dobbiamo essere tutti pronti.

Anche i nuovi che vedono Trigoria rimangono a bocca aperta.

Sì perché è tutto nuovo, le camere le hanno finite adesso. La palestra c’era già prima, ma c’è il nuovo spogliatoio. Non possiamo dire niente, dobbiamo allenarci e non cercare scuse perché non ce ne sono.

Il Mondiale?
È stata una delle emozioni negative più forti della mia vita. Sono rimasto fuori due volte, soprattutto quando Lanzini si è fatto male. Lì avevo la sensazione di andarci. Quando avevo passato il brutto momento, è arrivato questo. Essere rimasto fuori dal Mondiale è stata una botta dura. Quando sono andati, soprattutto per Fazio, mi è dispiaciuto tanto.

Voi argentini siete molto attaccati.

Il Mondiale è ogni 4 anni, io ne faccio 30 tra 20 giorni. Sono consapevole di quello che significa avere 33-34 anni. Se non ci sono arrivato ora… la vedo dura. Sono momenti che passano nella vita e forse non tornano più. Ma il calcio è così, in Argentina ci sono tanti giocatori e non è facile.

È importante anche per voi iniziare col gruppo da subito.

Sì. Anche se più o meno sai quello che il mister vuole, non è lo stesso se arrivi 20 giorni dopo. Anche per la tua preparazione. Io mi alleno a casa, ma non hai nessuno che ti sta dietro quando sei un po’ stanco. È importante essere qua, stare con loro, fare il ritiro a casa nostra. È il momento di lavorare, correre e sopportare il caldo, però lo facciamo tutti con la consapevolezza di poter fare un bell’anno.

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